menu di navigazione
Come lo schema della concorrenza non risponda alla realtà presente
Lezioni di politica sociale
, Einaudi, Torino,1975, § 25



Se invece di parlare oggi, 1944, avessi parlato nel 1914, avrei potuto aggiungere subito che lo schema della concorrenza corrispondeva in gran parte alla realtà. Non era tutta la realtà, ma ne rifletteva gran parte. Era vero che esisteva, ed era vivacissima, la concorrenza tra prodotto e prodotto; era anche vero che non si erano ancora ingigantiti i grandi complessi monopolistici, sorti ed ingrossati nei trent'anni che corsero dal '14 in poi. Era vero anche che nel '14 funzionavano in più casi istituzioni di cui ora si è in parte obliterata l'opera (oggi, difatti, la banca non esiste, la borsa non esiste, non esistono stanze di compensazione, non esistono contratti a termine, non esistono arbitraggi, ecc.) tutte forze che facevano sì che la mutabilità, la mobilità, la permutabilità, la divisibilità, di cui gli economisti parlano in astratto, fossero cose vere e reali. Di una qualunque piazza di Europa era lecito dire che essa faceva tutt'uno con quelle dell'America; ed era vero quindi che se il prezzo dei grani, quello della lana e del cotone e del caffè ecc. ecc. erano un po' superiori in un luogo in confronto di un altro, era in pochi istanti possibile concludere contratti a contanti ed a termine per parificarli. Tutte queste cose erano una realtà e facevano si che innanzi al ’14 il campo in cui l'ipotesi astratta della libera concorrenza si verificava fosse un campo molto più vasto di quanto si immaginava di solito dai critici dottrinari anche allora numerosi. Se è vero che il secolo tra il 1814 ed il 1914, tra la fine delle grandi guerre napoleoniche e l'inizio della passata guerra mondiale, fu uno dei secoli più felici della storia del mondo, paragonabile solo al secolo degli Antonini, se è vero che non mai i salari aumentarono tanto, non mai si ebbe un così notevole incremento di benessere, questi fatti grandiosi di incremento nella produzione e di miglioramento nella distribuzione della ricchezza in gran parte derivavano dalla circostanza che l'ipotesi della concorrenza aveva trovato una attuazione abbastanza ampia. Esistevano anche allora attriti, ostacoli alla sua piena attuazione; ma attriti ed ostacoli erano stimolo a migliorare e perfezionare, non a negare.

Oggi tuttavia il campo in cui l'ipotesi della concorrenza si verifica è molto meno ampio che nel 1914. Per una serie di circostanze, in gran parte, ma non in tutto, dovute alla guerra, la visione che oggi si ha è di un mondo diverso. Esistono ancora molti produttori, molti agricoltori, molti medi e piccoli industriali ed artigiani, più di quanto ci possiamo immaginare; ma vi sono anche, in tutti i paesi ed in campi importanti dell'attività produttiva, grandissimi produttori i quali con la loro azione dominano il mercato e fanno sì che gli altri debbano conformare la loro azione a quella dei pochi. Banche, borse, contratti a termine, ecc., non esercitano più quell'azione uguagliatrice che ad essi spettava. Sono scomparsi i contratti a termine, grande strumento di parificazione; e le banche in molti paesi sono divenute organi di raccolta del risparmio per conto dei governi. I mercati controllati oggi non sono più dei mercati comunicanti. Al posto di una bella aperta moderna città fornita di edifici pubblici, di chiese, di abitazioni per appartamenti e di case individuali fornite di giardini e di spazi aperti, noi vediamo città irte di alte torri medioevali, di grattacieli che gittano la loro ombra sulla moltitudine di basse abitazioni che paiono ancora essere tollerate ai loro piedi. Il quadro è tirato al nero, ché fortunatamente le imprese indipendenti non monopolistiche danno ancora il massimo contributo proporzionale al prodotto totale sociale; ma indubbiamente l'ombra proiettata dai grattacieli sulla moltitudine delle case ordinarie si profila minacciosa sull'orizzonte.

> Approfondimento: Proporzionale e collegio uninominale

> Approfondimento: Il certo e l'incerto

> Approfondimento: Ancora il commento al programma: l’Europa di domani

> Approfondimento: Gerarchia nel programma

> Approfondimento: Sulla selletta del testimone

> Approfondimento: Che cosa è un mercato

> Approfondimento: Due specie di monopoli e due metodi di lotta contro di essi



< torna indietro