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La prima ragione fondamentale dell'intervento dello stato
Lezioni di politica sociale
, Einaudi, Torino, 1975, § 27



È evidente ora quale sia quindi una delle ragioni fondamentali di intervento dello stato nelle cose economiche.


Gli economisti non danno giudizi di merito; ma questi sono le conseguenze logiche dell'una e dell'altra ipotesi. La esposizione dei due schemi estremi è fatta dall'economista come se si trattasse dell'analisi del moto delle stelle. Il giudizio spetta al politico, al filosofo, al moralista. Questi, constatando l'analisi astratta condotta dall'economista, probabilmente concluderà che il secondo sistema, del monopolio, conduce all'ingiustizia, ad una situazione socialmente insopportabile da modificarsi con l'intervento dello stato. L'economista non sa che cosa sia giusto od ingiusto; ma constata che la situazione da lui teorizzata nel caso del monopolio conduce a conseguenze che il politico, che il moralista, che l'uomo della strada definiscono ingiuste e ne trae la conseguenza che a lui è chiesto di indicare la via di evitare quelle conseguenze. Chiara è la linea da seguire, ed è quella della soppressione o della limitazione dei monopoli e della ricostituzione in una maniera o nell'altra della concorrenza o di una situazione simile a quella che esisterebbe se l'ipotesi della concorrenza si attuasse.

La lotta contro i monopoli ha due aspetti. La lotta contro i monopoli che si possono chiamare artificiali, e la lotta contro i monopoli cosidetti naturali.

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