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Avvertenza del compilatore
Bibliografia di Achille Loria, La Riforma Sociale, Torino, 1932, pp. 5-6



Achille Loria, avendo compiuto il 2 marzo 1932 i 75 anni, chiude, con la fine dell'anno accademico 1931-1932, la sua luminosa carriera di insegnante universitario. Poiché Egli gode di perfetta sanità nel corpo e di fresca giovinezza nello spirito, la separazione, che la legge comanda, dalla cattedra consentirà a Lui ozi fecondi per nuovi contributi alla scienza. In questa occasione la nostra rivista, la quale Lo ebbe collaboratore graditissimo fin dal primo numero comparso nel marzo del 1894, vuole attestargli il suo animo grato. A me, che i lettori probabilmente hanno già intuito innamorato di cose noiose, parve che nessun migliore onore potrebbe essere reso al Loria dell'apparecchiare una compiuta bibliografia dei suoi scritti. Compito al quale per conto proprio i più degli studiosi ripugnano e che quasi tutti rinviano di giorno in giorno. Più degli altri ne è alieno il Loria. Chi legga le risposte da lui date al questionario elencato qui sotto al n. I c (Come lavoro), risposte riprodotte più innanzi quasi prefazione dell'autore alla bibliografia, mediti la risposta al quattordicesimo quesito: «I miei libri sono nati per caso da appunti sregolati e vaganti».

La risposta è ingiusta per un lavoratore così sistematico e coerente come il Loria; ma fotografa il lato esteriore del suo metodo il lavoro: libri in disordine pittoresco, messi per traverso e ficcati a viva forza gli uni dentro gli altri, conservati senza alcun rispetto alla loro integrità fisica, fascicoli di riviste contemporanee mescolate con classici; sedie e poltrone ospitali a cataste di volumi; dizionari scaraventati per terra dopo fattone uso. In mezzo all'indescrivibile confusione, il Loria, sereno, giura che nessun disordine esiste e che ogni libro ed opuscolo è al luogo che per ragion di materia gli spetta. Probabilmente è nel vero il Loria e versano in errore i visitatori occasionali; ma è vero anche che il metodo non è atto ad agevolare la fatica del bibliografo. Il quale dovette combattere anche contro la signorile noncuranza del Loria verso le cose sue, di cui spesso non serba copia. A che pro' tenere la prima edizione, quando parecchie si incalzarono l'un l'altra? Perché conservare l'estratto originale di un saggio, quando questo fu inserito poi in una raccolta? A poco a poco, il Loria si rassegnò alle mie querimonie; e quando, per ricerche fatte in raccolte di riviste, di giornali, di atti parlamentari, di bibliografie generali, gli venni ricordando scritti da lui, quasi minime briciole, dimenticati, mi venne sempre meglio assecondando nel soddisfare le mie fastidiose voglie di precisione. Non giuro non sia rimasto in lui un lieve ironico compatimento per chi giudicava, ad esempio, essenziale la conoscenza della pagina a quo e di quella ad quem di ogni numero della bibliografia. Certo è che, senza il suo aiuto e quello della eletta compagna della sua vita, Adelina Loria Artom, la mia fatica sarebbe stata impossibile. Ringrazio anche il can. dott. Ermanno Dervieux, il quale mi aiutò in una parte delle notazioni bibliografiche, l'on. avv. Edoardo Giretti, che mi sovvenne una lunga lista di articoli in periodici ed almanacchi di società per la pace, i professori Mario Carrara, Augusto Graziani, Roberto Michels, Gioele Solari, Francesco Repaci e Pericle Maruzzi, i quali chiarirono qualche punto incerto.

Quanto la presente bibliografia si discosti da quelle sinora pubblicate appare dal confronto fra i 25 scritti elencati dal Loria, nella più compiuta bibliografia di lui sinora nota (in calce ai Ricordi di cui sotto al n. I, b) ed i 915 [3 autobiografici, 884 propri e 28 subordinati] numeri del presente elenco. Il quale, nonostante le cure poste, non è tuttavia ancora una bibliografia compiuta. Una ventina di schede raccolte da varie fonti si dimostrò ribelli ai miei sforzi. Talune riviste di vecchia data non furono da me potute consultare. Arretrai, dopo avere spogliato centinaia di volumi di settimanali, dinanzi all'improba fatica di scorrere l'intiera collezione del Marzocco, sciaguratamente sprovvisto di indici, per trovare l'indicazione precisa, sinora sfuggitami, di un paio di articoli. Si sa che di Le basi economiche (cfr. n. 3) fu fatta una traduzione giapponese; ma neppure l'autore riuscì a procacciarsela. Preferii omettere le schede non perfette; rassegnandomi per forza a quelle - poche - le quali difettavano solo per la mancanza di tutte le necessarie indicazioni di paginatura. Gradirò di ricevere - per un futuro supplemento - dagli amici ed ammiratori del Loria l'indicazione di eventuali numeri omessi.

Elenco più sotto le principali avvertenze utili alla consultazione della bibliografia. Allo scopo di renderne l'uso meno disagevole, distinsi il lungo elenco in sezioni ed in ogni sezione elencai gli scritti in ordine cronologico. La distinzione fra sezione IV e quella VIII parve utile allo scopo di non confondere gli studi evidentemente rivolti ai dotti con gli articoli destinati in generale al pubblico colto. Non volendo usare in ciò alcun arbitrio, reputai conveniente affidare la scelta all'autore medesimo, e perciò collocai nella sezione IV gli scritti che l'autore inviò a riviste speciali tecniche di economia e sociologia, e nella sezione VIII quelli pubblicati in riviste di cultura generale, in giornali politici settimanali e quotidiani e simili. Nacque da siffatto criterio qualche incongruenza, come quella di separare articoli, ad es., del Giornale degli Economisti o di La Riforma Sociale da altri della Nuova Antologia, che poi il Loria stesso riunì in qualcuna delle sillogi di cose sue da lui pubblicate; ma l'incongruenza parve male di peso minore di quello di riunire cose originariamente destinate a pubblici diversi.

Poiché, ad un momento dato della compilazione, non fu più possibile riordinare, ad occasione di nuovi accertamenti, la numerazione delle schede, fu istituita la sezione XV di «scritti diversi ed aggiunti», nella quale potranno, con numero progressivo e con riferimento alle categorie loro proprie essere iscritte nuove o nuovamente accertate pubblicazioni. Agli scritti "autobiografici" della sezione I, furono attribuite al posto di numeri progressivi le lettere a, b, e c.

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