Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 28/10/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 28 ottobre 1920

 

 

 

Il partito socialista  e la Confederazione generale del lavoro nel loro ultimo manifesto tornano ad affermare che la borghesia ha, essa, la colpa delle attuali difficoltà italiane, del deficit del pane e della necessità di aumentarlo di prezzo, della diminuita importazione del carbone e delle materie prime, dell’aggio crescente e del rincaro della vita, dello scemato credito delle Stato ecc. ecc.

 

 

Costoro sanno di dire il falso. La borghesia che lavora, la borghesia industriale, la borghesia commerciale, agricola paga durissime imposte, non uguagliate in nessun paese del mondo, a cui invece si sottraggono spesso impunemente i chiacchieroni professionisti del socialismo. La borghesia ristabiliva già la bilancia commerciale italiana. Lasciata a sé, avrebbe fatto a grado a grado diminuire l’aggio.

 

 

La colpa dei mali odierni di chi è? Dei governi timidi, i quali si lasciano ogni giorno ricattare dai facinorosi socialisti; dei governi i quali sembrano porre tutto il loro studio nel governare in nome dei principii socialisti, nello spargere l’insicurezza nel paese e con l’insicurezza la morte di quelle iniziative che un anno o due fa erano tanto promettenti. Di chi dunque la colpa? della borghesia, a cui si deve quel poco di buono che si fa in Italia o del socialismo, che tutto distruggerebbe se fosse lasciato fare?

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