Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 30/10/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 30 ottobre 1920

 

 

 

La FIOM pubblica un appello ai lavoratori italiani nel quale annuncia che sta raccogliendo i materiali «per documentare che, se l’Italia sarà costretta a sopportare una grave crisi industriale, la colpa e la responsabilità di essa dovrà essere addebitata a tutti, meno che ai lavoratori e alle loro organizzazioni». E dice che nella Fiat, nonostante l’ostentata assenza dei dirigenti, si e` arrivato a produrre 61 macchine al giorno, ossia si e` toccato il massimo del passato, e si toccheranno le 75, se la direzione non lascerà mancare le materie prime, le banche non sospenderanno i crediti, ecc., ecc.

 

 

È molto bello che gli operai e gli organizzatori si siano persuasi della necessità di lavorare intensamente. Ma essi hanno torto nel metter le mani avanti ed accusare in anticipo gli imprenditori della crisi industriale e della conseguente disoccupazione, che si pronosticano per il prossimo inverno. La crisi, se verrà, sarà la conseguenza di parecchi fattori, ma chi può fare una colpa agli imprenditori di non comperare più materie prime ed alle banche di non fornire più credito? L’imprenditore è incerto se comprare o non materie prime, perché non sa se queste, una volta arrivate, saranno sue o non saranno occupate da altri, colla connivenza inerte dell’autorità pubblica. Le banche, prima di mutuare i denari degli altri, debbono essere sicure che il debitore vorrà e potrà restituire. E come lo sono, se domani lo stabilimento sarà controllato da persone diverse da quelle che oggi sono a capo dello stabilimento e se in Bologna i capi del comunismo locale predicano la espropriazione delle banche? Socialisti e organizzatori hanno seminato la sfiducia; ed oggi che dell’opera loro si vedono i frutti, spargono lagrime da coccodrillo e vorrebbero inoculare con la forza quella fiducia che nasce esclusivamente come sentimento spontaneo.

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