Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 10/11/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 10 novembre 1919

 

 

 

Ad ogni nuovo programma del partito liberale, ad ogni nuovo discorso di candidato costituzionale, il quale come ogni vero liberale, propugni ideali di elevazione delle masse e di sacrificio per le classi alte, i giornali cattolici gridano al plagio del programma del partito popolare italiano. A sentirli, il partito popolare avrebbe il privilegio di ogni novità e di ogni riforma utile e vantaggiosa al popolo; e tutti coloro che sostengono idee uguali o somiglianti sarebbero dei plagiarii. La verità è precisamente il contrario. Non v’è una delle riforme politiche e sociali contenute nel programma del partito popolare che non sia stata, se ragionevole e sensata, esposta da scrittori liberali ed attuata da noi o in Stati civili da uomini che non avevano etichetta clericale. La stessa libertà della scuola, che è l’unica riforma la quale possa considerarsi come specialmente propugnata dai popolari, è attuata in Inghilterra e negli Stati Uniti, perché è una conseguenza logica dello Stato liberale. E se in Italia questa riforma non trova tutti consenzienti, è perché lo Stato non può spogliarsi del suo compito di educatore in un momento in cui la sua eredità sarebbe disputata da partiti, nessuno dei quali se ne gioverebbe in modo conforme agli ideali nazionali.

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