Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 12/11/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 12 novembre 1919

 

 

 

Lavorare e produrre!

 

 

«Valeva la pena – dicono taluni ai combattenti – che voi vi travagliaste tanto nelle trincee, rischiaste la vita per dover ritornare, venuta la pace, a lavorare come prima? Date invece i vostri voti solo a chi come noi, vi prometta, dopo tante fatiche, il riposo e la tranquillità”. I combattenti non daranno il loro voto ai partiti che promettono il riposo e la felicità della terra, perché essi, i gloriosi combattenti, sanno che la vita è una cosa seria e che la meta non si conquista senza lotta e non si mantiene senza fatica. La vita di un paese si regge solo sulla cooperazione e sul lavoro di tutti. Durante la guerra, i combattenti avevano vitto, vestiti, munizioni, fucili, cannoni solo perché altri nei campi e nelle fabbriche lavorava a produrre. Ambi erano necessari alla difesa della patria. Se i civili non avessero ridotto la loro razione, i soldati non avrebbero potuto vivere. Oggi che ufficiali e soldati ritornano a casa, se essi non tornassero a lavorare e a produrre si avrebbe solo quel tanto di cibo e di vestiti e di altre cose che si produceva in tempo di guerra e che era poco. Se si vuole avere di più , se si vuole che lo Stato abbia i mezzi per pagare le pensioni di guerra, bisogna che tutti si rimettano, ciascuno nei limiti delle proprie forze al lavoro fecondo. Quei partiti che promettono ricchezze senza lavoro sono ciarlatani e non possono non condurre il paese alla rovina.

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