Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 13/11/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 13 novembre 1919

 

 

 

«Noi non possiamo votare per i borghesi. Il nostro voto deve andare ai compagni di lavoro». Così parlano molti operai, e a differenza di quello degli energumeni e degli scribi del partito socialista, è un linguaggio che merita rispetto. Se coloro che hanno le mani callose, coloro che lavorano nella fabbrica, nella miniera, nei campi dovessero veramente il proprio voto solo ai migliori loro compagni a quelli che ne hanno difeso le ragioni nelle dispute coi principali intorno ai salari, alle condizioni ed alla durata del lavoro, noi ci leveremmo il cappello con rispetto alla loro volontà. Purtroppo però i veri rappresentanti del lavoro, i veri periti della questione operaie, i migliori della classe lavoratrice e contadina erano pochissimi nella Camera passata e rischiano di essere pochi nella Camera nuova. Sotto la loro bandiera, passano avanti gli avvocati, i professionisti della politica, i chiacchieroni della rivolta, che ambiscono alla fama, agli onori, al potere. Passano i professionisti incapaci di ottenere distinzione con i propri meriti e ambiziosi di fama per la via più corta dell’adulazione del popolo. Dinanzi a questa gente non sentiamo alcun rispetto; e ci auguriamo che almeno i soliti «simpatizzanti» per le idee estreme, i borghesi votanti per i rivoluzionari sentano per essa lo stesso nostro schifo.

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