Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 14/11/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 14 novembre 1919

 

 

 

Alcuni immaginano di essere furbi sottraendosi alle imposte dovute od agitandosi affinché vengano adottati metodi seri di tassazione. Per lo più essi sono vittime di una illusione. Se tutti frodano della metà, lo Stato invece di far pagare il 10 per cento del reddito deve far pagare il 20 per cento e la frode non serve a niente. Tanto vale infatti pagare il 10 per cento di 100, come il 20 per cento di 50. Nell’esempio ora fatto, la frode giova solo a chi è capace di frodare più della metà e nuoce ai frodatori che frodano meno della metà, come ognuno può calcolare facilmente da sé. Siccome la grande maggioranza dei contribuenti non riesce, anche volendo, a frodare più della metà, così è evidente che la maggioranza medesima ha interesse alla onestà tributaria. La frode tributaria danneggia la grande maggioranza dei contribuenti onesti o timidi o impossibilitati a nascondere molto, perché costringe il Governo ad aumentare le aliquote delle imposte. Perciò la grande maggioranza ha interesse a chiedere che il Governo applichi metodi severissimi di accertamento dei redditi e dei patrimoni. Bisogna chiedere a tutti i candidati che cosa essi intendono di fare a tal proposito; e non contentarsi di risposte vaghe, retoriche o demagogiche, ma volerne di quelle precise e recise.

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