Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 16/11/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 16 novembre 1919

 

 

 

Un partito, il quale non rinnova le sue idee, che rimastica da decenni le medesime formule è un partito del passato, per quanto rivoluzionari possono sembrare i suoi scopi, per quanto estremisti i suoi propositi i per quanto reclutati tra le classi proletarie siano i suoi seguaci. Ad eccezione dei partiti puramente personali, il più antiquato dei partiti che si contendono i voti degli elettori è il partito socialista. Che cosa si direbbe di un movimento di idee, di una scuola scientifica od artistica che da cinquant’anni studiasse il medesimo libro o modello, venerasse il medesimo idolo e gridasse anatema a chi si attentasse a criticarlo? Tutti i giovani, tutte le anime ferventi e novatrici volgerebbero a quella scuola le spalle con disprezzo. Così è del partito socialista; il quale da cinquant’anni non ha avuto altro libro che il Capitale di Carlo Marx e non ha fatto altro che commentare e postillare il Manifesto dei comunisti di Marx ed Engels. Sebbene quel libro sia uno sproposito teorico, sebbene i commenti e le glosse e le varianti non presentino alcun interesse, sebbene nessuna idea nuova sia venuta alla luce da oltre mezzo secolo nel mondo socialista, quel partito seguita a dirsi un partito d’avvenire. È una pretesa che dovrebbe essere seppellita nel ridicolo, in quel ridicolo che da tempo ha ucciso tra gli scienziati il così detto socialismo scientifico.

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