Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 20/01/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 20 gennaio 1920

 

 

 

Vi sono alcuni i quali preferiscono i buoni del tesoro al nuovo prestito perché i primi hanno un prezzo più stabile, quasi fisso. Questo ragionamento può essere buono per banchieri, industriali, commercianti i quali possono aver bisogno, per far fronte ad impegni, delle somme di cui dispongono. Costoro non possono fare un impiego duraturo, ma solo un deposito temporaneo. Indubbiamente per essi il buono del tesoro è più adatto del titolo di rendita consolidata.

 

 

Ma chi fa un impiego deve ragionare diversamente. Egli non deve badare ai piccoli rialzi e ribassi momentanei, ma alla tendenza ultima dei corsi. Egli non ha bisogno di vendere subito, ad ogni costo come l’industriale, il quale deve pagare una fattura. Egli ha fatto un impiego e deve badare a ciò che può accadere in un lungo periodo di tempo. Da questo punto di vista egli ha interesse a preferire il titolo di rendita consolidata 5% al buono del tesoro. Questo rimane fisso; mentre il primo tende a salire da 87.50 a 100.

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