Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 10/02/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 10 febbraio 1920

 

 

 

Chiunque possiede cedole 1 gennaio, 1 aprile, 1 luglio od altre scadenze non posteriori all’1 luglio 1920 dei titoli di debito pubblico dello Stato ha diritto di versarle, come contanti, senza alcuno sconto, in pagamento dei titoli del sesto prestito nazionale. Tra le cedole ammesse, vi sono quelle dei due 3,50, dei vari 5%, del 3% lordo, delle Strade ferrate Maremmane, Prestito Blount, Ferrovia Cuneo, Vittorio Emanuele, Torino – Savona – Acqui, Udine – Pontebba, Cavallermaggiore – Alessandria, Cavallermaggiore – Bra, Livornesi, Lucca – Pistoia, Centrale toscana, Romane comuni, Ferroviarie 3%, Risanamento Napoli, Strade ferrate Tirreno, Opere edilizie Roma, Ferrovia Milano – Vigevano, Buoni del Tesoro 4 e 5%, Debito redimibile 3,50, 3%, Prestiti nazionali 4,50 e 5 per cento. Versando le cedole, il sottoscrittore viene ad impiegarne subito l’importo al 5,71% due o cinque o sei mesi prima della scadenza; il che equivale a dire che il titolo del prestito verrà a fruttare dal 5.78 al 5,85 per cento.

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