Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 13/02/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 13 febbraio 1920

 

 

 

Perché il prestito nazionale ora bandito dicesi della ricostruzione? Trattasi di ricostruire in primo luogo la finanza dello Stato. Nessun privato, il quale avesse l’incubo di scadenze giornaliere, continue, a cui le sue entrate correnti non bastassero, potrebbe dormire sonni tranquilli. La sua attività sarebbe meno solerte, meno efficace a causa del timore di non poter far fronte ai suoi impegni.

 

 

Così è dello Stato: i suoi impegni liquidi, in buoni del tesoro brevi ed in biglietti giungono alla cifra enorme di 35 miliardi. Occorre consolidare, trasformare in perpetuo almeno una parte di questo debito breve e fastidioso. Lo Stato, non è più assillato dal pensiero del domani immediato, potrà far piani d’avvenire, esercitare una azione utile, a lunga scadenza, al progresso economico del paese.

 

 

Ricostruire vuol dire costrurre per l’avvenire; non badare al momento fuggente, ma agli interessi permanenti della società. Uno Stato può aiutare la ricostruzione solo se ha una finanza solida. Il primo mattone della ricostruzione finanziaria e` la riuscita del prestito di

consolidamento.

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