Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 05/04/1919

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 5 aprile 1919

 

 

 

Se vi recate alla sede di una Banca pubblica di emissione (Banca d’Italia, Banco di Napoli e di Sicilia) e nelle sale di molte banche ordinarie e private, vedrete dei cartelli su cui e` segnato il prezzo del giorno dei buoni del tesoro a 3 e 5 anni. Questo prezzo e` sempre inferiore al prezzo di 99,25 e di 98,50 lire, a cui i buoni stessi sono venduti. Come si spiega il fatto? Perché il Governo, vi paga subito, computandola nel prezzo del buono, la rata d’interessi che vi spetta sino alla fine del semestre in corso. Per i semestri successivi, l’interesse vi sarà regolarmente pagato alla fine del semestre.

 

 

Questa e` una facilitazione notevole, che deve spingere i risparmiatori a fare acquisto di buoni triennali e quinquennali. Fruttano il 5 per cento nominale; ma, tenuto conto degli abbuoni, il 5,29 ed il 5,37 per cento effettivo. Oltre a questo buon reddito, otterrete un altro vantaggio. Se voi infatti imprestate i vostri risparmi allo Stato, questo non avrà più bisogno per le sue spese di emettere biglietti nuovi; e così i prezzi, che ora salgono per l’abbondanza della carta, torneranno a calare.

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