Ammonimenti

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 21/02/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 21 febbraio 1920

 

 

 

Il contadino pensa di tenere in serbo qualche biglietto da mille che ha guadagnato negli scorsi anni, per la eventualità che la grandine o la siccità o la brina gli distruggano il raccolto o lo diminuiscano per modo da non permettergli di vivere col ricavo del fondo. Le sue preoccupazioni sono giuste; ma non si può dire che egli sia abbastanza previdente tenendo in serbo biglietti di banca. Farebbe meglio a comprare altrettanto consolidato 5 per cento. Infatti, se le cose vanno bene, egli non ha bisogno di intaccare il capitale e cogli interessi ha un reddito fisso che gli tornerà utilissimo per pagare imposte ed altre spese di carattere permanente. Se viene la grandine od altro infortunio, egli potrà cogli interessi del titolo del prestito pagare le imposte senza fare un debito; e se proprio avrà bisogno di denaro contante,perché la grandine gli ha portato via tutto e non può andare in giornata a fare qualche guadagno, potrà, depositando il titolo, ottenere una anticipazione o un prestito ad interesse moderato, che rimborserà poi, con suo comodo, al primo buon raccolto.

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