Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 21/02/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 21 febbraio 1920

 

 

 

I contadini vogliono comprare terra, perché la vedono e la toccano con mano; ci si affezionano, la migliorano e col loro lavoro ne aumentano il valore. Essi hanno ragione. Ma essi dovrebbero ricordarsi che sulla loro terra gravano anche imposte e tasse, di Stato, provinciali e comunali, le quali vanno continuamente crescendo. Ci sono da pagare canoni ai consorzi di irrigazione, quote di assicurazione contro l’incendio, contro la grandine, per l’assicurazione infortuni, disoccupazione, malattie dei manovali e del personale salariato. Supponiamo che tutte queste imposte, tasse, canoni e diritti ammontino a 500 lire l’anno. Il contadino può liberarsene, comprando 10.000 lire nominali di consolidato 5%, con la spesa di 8.500 lire effettive. In questo modo, egli per gli anni avvenire, con il ricavo delle cedole del consolidato, pagherà tutte queste spese di carattere pubblico, e non avrà più da pensarci. Tutto il prodotto del fondo sarà suo; e potrà destinarlo sia al soddisfacimento dei propri bisogni, sia al nuovo risparmio.

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