Ammonimenti
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 21/10/1920

Ammonimenti

«Corriere della Sera», 21 ottobre 1920

 

 

 

Come va che i socialisti negano il sole di mezzogiorno, quando si ostinano a non volere lasciare riportare il prezzo del pane al suo costo, ben sapendo che ciò vuol dire una perdita di sei miliardi all’anno per lo Stato, che questa perdita non può essere coperta con la confisca dei guadagni di guerra – la quale renderà, insieme con la precedente imposta sui sopraprofitti, 8 miliardi in tutto una volta tanto, già acquisiti al bilancio, ossia già spesi o già impegnati – e che quindi, per coprirla, bisogna far debiti ed emettere biglietti ossia deprezzare la lira e far crescere i prezzi di tutte le cose? No. Essi non hanno la faccia tosta di negare che il pretesto di dare il pane a buon mercato al povero è un puro pretesto; e che in verità essi rincarano assai più la vita al povero.

 

 

Tutto ciò è verità così lampante, che non può essere negata.

 

 

Perché dunque i socialisti vogliono che lo Stato perda 6 miliardi all’anno? Per potere, con le emissioni di moneta rese necessarie, provocare il «fallimento imminente» degli Stati europei. Lo ha scritto il manifesto della Terza internazionale, firmato anche dall’italiano on. Graziadei, il quale, come economista e professore di università, sa benissimo quali siano le conseguenze della carta moneta sovrabbondante. Essi vogliono il fallimento dello Stato, vogliono l’esasperazione delle folle per spingerle alla rivoluzione. E noi ci presteremo a queste follie suicide e criminose?

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