Attraverso le riviste

Tratto da:

La Riforma Sociale

Data di pubblicazione: 01/11/1917

Attraverso le riviste

«La Riforma Sociale», novembre-dicembre 1917, pp. 696-701

 

 

 

Ogni qual volta sarà possibile — ed i lettori ci vorranno scusare se non possiamo fare in questo momento una promessa più affermativa — pubblicheremo in questa rubrica un riassunto schematico dei più importanti articoli economici venuti alla luce in riviste straniere. Per eccezione si potrà anche far etano delle riviste italiane, sebbene queste siano di più facile accesso ai nostri lettori. Sarà data la preferenza in primo luogo alle grandi riviste economiche, le quali danno un vero contributo al progresso delle conoscenze, in secondo luogo alle riviste non strettamente economiche, generali ed agli atti accademici in cui non di rado si leggono importanti articoli che riguardano le nostre discipline. Per lo più al nome dell’A. ed al titolo dell’articolo farà seguito non un sunto, ma un rapidissimo cenno dell’argomento trattato, a guisa di spunto, per mettere il lettore in grado di giudicare se gii convenga o non andare a vedere l’articolo.

 

 

In questa prima occasione offriamo il riassunto di un mazzo di riviste inglesi, «generali» come l’antica Quarterly Review, «politiche» come la Round Table e la New Europe, «economiche» in senso proprio cominciate a pubblicarsi da poco, come Indian Journal of Economics, «miste » come The Military Historian and Economist.

 

 

The Quarterly Review (Numeri da 450 a 453, vol. 227 e 228. Trimestrale, Abbonamento annuo 24 s., John Murray, Albemarle Street, London).

 

 

La ultracentenaria rivista trimestrale inglese, antenata e contemporanea di tutte le grandi riviste generali del mondo, contiene articoli economici importanti.

 

 

January 1917: W. C. B. Whetham, The War and the Race [Sul problema della guerra e la razza, l’A. dopo avere studiato le conseguenze che la guerra produrrà, propone che le pensioni di guerra siano accresciute col crescere dei numero dei figli del soldato, e che aumentino gli abbuoni dell’imposta sul reddito per i padri di famiglia]; H. J. Jennings, Our National Debt [La previsione che il debito inglese sarà giunto a fine marzo a 3.755.000.000 Lst. è stata già oltrepassata dai fatti. Critica l’imposta sul capitale proposta dal Webb in «How to pay for war»].

 

 

April 1917: R. F. Spedding, The rural prosperity of France [Spiega agli inglesi come la Francia sia una grande città-giardino, con popolazione sparsa nelle campagne, con 5,7 milioni di piccole, medie e grandi proprietà. Addita l’esempio francese, che è anche quello di talune grandi plaghe italiane, all’imitazione inglese]; L. Smith-Gordon, Agricultural Cooperation in Germany [La resistenza tedesca si spiega anche colla organizzazione cooperativa dell’agricoltura : la distribuzione degli alimenti, dei foraggi e delle patate, il successo dei prestiti pubblici nelle campagne sono dovuti a ciò] ; Prof. W. J. Ashley. German Steel and Iron [La politica tedesca fu di favorire le industrie del ferro e dell’acciaio per ragioni non economiche. I cartelli danneggiano coi premi le industrie tedesche consumatrici di ferro ; ma queste a loro volta ottengono rimborsi all’esportatone. Sarà difficile per qualche tempo dopo la guerra rinnovare gli accordi internazionali che in pace assicuravano l’industria inglese contro le peggiori conseguenze del dumping tedesco].

 

 

July 1917: André Lebon, Some Economic Lesson of the War [Sulla necessità di ridare alla Francia le miniere di ferro della Lorena]; C. E. Fayle, Thoughts on the present discontents [Sulla base della recente letteratura ufficiale, inchieste, ecc., studia le ragioni del malcontento operaio. Insiste, come oramai si fa da tutti, sulla necessità di riorganizzare l’industria in stretta cooperazione col lavoro. Gli operai devono cessare di considerarsi uno Stato nello Stato; ma diventare soci nella direzione della cosa comune].

 

 

October 1917 : W. H. Dawson, German Trade after the War [Critica di tutte le idee infondate correnti intorno alla possibilità di schiacciare l’industria ed il commercio tedeschi dopo la guerra. Il D. è un conoscitore preciso della materia ; e reca dati e fatti in sostegno della conclusione che gli inglesi non avranno da temere di non guadagnarsi il loro posto al sole se sapranno servirsi dell’aiuto della scienza e dell’educazione] ; The Bagdad Railway Negotiations [Informatissimo articolo sulle varie fasi dei negoziati relativi alla ferrovia di Bagdad durati 50 anni; con mappa].

 

 

The Round Table, A Quarterly Review of the Politics of the British Empire, vol. VII, December 1916 to September 1917 (London. Macmillan, Prezzo 2 s. 6 d. per fascicolo trimestrale, 10 s. all’anno).

 

 

Nel 1910 si formarono nelle varie città del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda e del Sud Africa gruppi di studio intorno alla natura della cittadinanza nell’Impero britannico ed alle relazioni mutue delle varie nazioni le quali ne fanno parte. In seguito, altri gruppi furono fondati in Inghilterra, Scozia ed Irlanda, nell’India ed a Terranova, e ben presto diventarono noti col nome di «Round Table Groups» dal nome della rivista, di cui qui si annuncia il settimo volume, pubblicata allo scopo di tenere i soci informati intorno agli affari dell’Impero.

 

 

Delle dottrine fondamentali di questi gruppi di studio si farà un cenno a parte discorrendo di un recente volume pubblicato dal direttore della rivista, L. Curtis, col titolo The Commonwealth of Nations. A dare un’idea del contenuto della rivista si riproduce il riassunto dell’ultimo fascicolo di settembre: Dopo tre anni [Studio sulla situazione politica e militare e sui sentimenti dei belligeranti] ; Il problema interno in Germania [Relazioni tra la Prussia e le Germania – Il liberalismo della Prussia – La monarchia prussiana – La vita politica tedesca – Le mutazioni in corso] ; Le Finanze dopo la guerra [vedi sotto] ; Alcuni problemi di democrazia e di ricostruzione ; Gli Stati Uniti in guerra ; Il Regno Unito [Cosa pensa il popolo inglese; l’irrequietudine operaia; il problema dei Sinn Fein in Irlanda e la soluzione consensuale del problema irlandese]; Canada [La disputa sulla coscrizione e la coalizione; il dissidio fra i cattolici fianco-canadesi ed i protestanti anglo-sassoni]; Australia [Coscrizione, campagne del signor Hughes; questioni politiche nel Queensland]; Sud Africa [La sessione parlamentare ; il problema finanziario ; i discorsi del generale Hertzog]; Nuova Zelanda [Ancora coscrizione ; lo sciopero del carbone ; il gabinetto imperiale di guerra].

 

 

La rivista è una vera tavola rotonda (The Round Table) alla quale si assidono studiosi — anonimi tutti, secondo l’antico costume delle grandi riviste inglesi — di varie credenze ed opinioni per discutere i problemi di quella vera comunità di nazioni, la quale prende il nome di impero inglese. Naturalmente, mentre noi segnaliamo la rivista ai lettori desiderosi di tener dietro alle manifestazioni contemporanee di una vita così varia ed intensa e così mal conosciuta, tra noi, ci limiteremo, dopo questo annuncio preliminare, a ricordare solo quegli articoli i quali trattano in maniera significativa di problemi economici, finanziari e sociali.

 

 

December 1916: Industry and Finance [Paragona i metodi bancari inglesi a quelli tedeschi. Non è favorevole, e giustamente, alla imitazione assoluta dei metodi tedeschi. La banca inglese è più liquida, adempie ottimamente ai suoi scopi, e solo richiede di essere integrata da organismi di studio e di appoggio per le industrie ; come ora si è cominciato a fare con la «British Trade Corporation». Osservazioni incidentali assai interessanti sulla inferiorità dell’industria inglese dovuta alla sua vecchiaia. Coloro i quali ripetono la leggenda frusta delle industrie inglesi le quali hanno oramai ammortizzato i loro impianti e muovono quindi concorrenza vittoriosa a noi, farebbero bene a meditare sui danni dei vecchi impianti, delle caldaie consumanti da cinque a quindici volte più carbone delle moderne, delle ferrovie non coordinate, di cui qui si tiene parola.

 

 

September 1917: Finance after the war [L’argomento essenziale è: prima della guerra l’onere per interesse dei debiti dello Stato, degli Enti locali, delle ferrovie e delle società per azioni era di 110 milioni di lire sterline. Se la guerra finisse oggi (settembre 1917) bisognerebbe aggiungere a quell’onere altri 120 milioni per gli interessi dei debiti di guerra. Un aumento del 110%. Siccome però i prezzi delle merci in generale sono aumentati altresì del 110%, se si suppone che nella stessa proporzione siano in media aumentati i redditi, si ha che la società nel suo complesso, finché dureranno i prezzi alti, non subirà alcun maggiore onere effettivo per l’incremento nell’onere degli interessi. Su un reddito aumentato è altrettanto facile o penoso pagare 230 milioni di interessi come 110 sul reddito di prima. Invece l’onere maggiore del debito sarà risentito quando e se i prezzi ed i redditi discenderanno. Osservazioni interessanti sulle perdite che, a prezzi alti, subiscono i paesi creditori e sui guadagni dei paesi debitori].

 

 

The New Europe. In corso il volume V (Settimanale, 28 s. all’anno, 14 s. al semestre, 7 s. al trimestre. (Constable e C, Ltd., London).

 

 

Questa rivista gode già di notorietà in Italia per le polemiche su cui ha dato luogo, specie in seguito agli attacchi della stampa nazionalista jugoslavofoba. Essa è però un ottimo strumento di informazione e di studio sui problemi europei, tedeschi, austriaci, jugoslavi, balcanici, turchi, greci, russi. Scritta da persone che hanno studiato gli argomenti di cui discorrono e non parlano a vanvera. Il punto di vista italiano è trattato come lo sarebbe da un italiano seguace dei principii nazionali del risorgimento. Segnalabile, tra gli articoli economici :

 

 

N° 51, 4 october 1917: The Economic Weapon, by Atticus [L’arma economica principale, di cui dispongono gli alleati, è il possesso delle fonti da cui si ricava molta parte dei minerali, delle materie prime, delle sostanze alimentari di cui i paesi moderni hanno bisogno, e di cui avranno urgente bisogno, al ritorno della pace, anche gli imperi centrali. Invece di parlare di conquista e di difesa dei mercati, fa d’uopo considerare come fattore dominante della situazione la carestia mondiale delle materie prime e del tonnellaggio. Occorre una conferenza alleata per ripartire le risorse in modo cooperativo fra tutti. Gli imperi centrali saranno ammessi alla ripartizione, e saranno assicurati contro ogni restrizione legale al loro commercio, quando la pace sia fatta ed essi abbiano risarcito i danni cagionati].

 

 

Indian Journal of Economics (Vol. I, 1916. Abbon. annuo 12 rupie. Macmillan and Co., London).

 

 

Rivista trimestrale, edita nel solito severo stile delle riviste scientifiche inglesi dal Dipartimento di Economia politica della Università indiana di Allahabad e diretta dal prof. H. Stanley Jevons, il quale così degnamente continua le tradizioni del grande economista suo padre. Strumento necessario di studio per chi voglia conoscere i problemi indiani, trattati da studiosi inglesi ed indiani. Oltre . studi storici sull’economia indiana, da segnalare  nei 4 numeri  finora giunti in Italia :

 

 

January, 1916: D. E. Wacha, Agricultural Banks in India; John A. Todd, The Indian Cotton Tracie; S. H. Fremantle, Indian Factory Legislation.

 

 

April, 1016: A. C. Chatterjee, Co-operative Distribution in Northern India.

 

 

September, 1916: George S. A. Mathers, An Indian Trans- Asiatic Railroad [Importante, anche per chi non si interessa di problemi indiani. Studia la possibilità di una ferrovia Shanghai-Hankow-Chengtu-Mokameh Ghat-Katni-Kotah-Marwar-Karachi-Bushire-Basra-Bagdad-Costantinopoli-Parigi-Londra. La distanza percorsa sarebbe di 9108 miglia, contro 10.609 per mare via Suez, 13.030 per mare via Panama, 12 485 mista ferrovia e mare, attraverso gli Stati Uniti. Il costo del trasporto sarebbe per la ferrovia Cina-India-Persia-Asia Minore-Costantinopoli-Londra di 66 rupie per tonn., contro 61 per mare via Suez e 78 per terra-mare via Stati Uniti. La via di terra sarebbe preferibile alle tariffe normali per il grano ed il riso; ed anche a tariffe aumentate del 25% per le merci più ricche e bisognose di trasporti più rapidi].

 

 

December, 1916: D. A. Barker, Railway Policy in India [Studia i tre periodi della politica ferroviaria indiana : 1) Favori all’iniziativa privata, con garanzie di interessi, stravaganze negli impianti ; 2) Dal 1869 al 1879 costruzioni di Stato; 3) Ritorno dopo il 1880 a costruzioni private, con cointeressenza dello Stato nella provvista del capitale]; A. C. Chatterjee, Agricultural Banks in India [Risposta all’articolo del Wacha, pubblicato nel numero di gennaio, in difesa delle cooperative indiane ed in critica del sistema egiziano di una unica banca di credito agrario].

 

 

Una caratteristica della rivista, che ha valore anche fuori dell’India, sono gli articoli del direttore Jevons sull’insegnamento della scienza economica nelle Università. Nel fascicolo di gennaio 1916: The Teaching of Economics [Prolusione sull’insegnamento dell’Economia politica. Si deve insegnare a pensare ed a fare. Classi poco numerose. Conversazioni e controllo continuato lavoro studenti. Applicazioni continue teorie ai fatti correnti]. Nel fascicolo di settembre 1916: Business Management as a University Study [Il miglior sguardo sistematico complessivo finora comparso sulla enorme letteratura anglo-americani; sui metodi di organizzazione delle industrie, delle imprese industriali e commerciali, del lavoro, della contabilità industriale. In Italia si conosce quasi solo l’opera nota del Taylor, il quale qui è collocata in un vasto quadro. Il Jevons traccia il programma di vera sua Facoltà economica in quelli che da noi si chiamano Politecnici e dà una larga e scelta bibliografia in argomento].

 

 

La rivista si distingue altresì per una rubrica bibliografica 1) di libri indiani e 2) di libri inglesi ed americani, tra le migliori che si conoscano per serietà di informazioni e di critica.

 

 

 

The Military Historian and Economist (Vol I, 1916; n, 1917, trimestrale; abbon. annuo per gli Stati Uniti 3 doll., per la Gran Brettagna 13 scellini. Harvard University Press, Cambridge, Mass. U. S. A.; ovvero Messy. Hugh Lees, Ltd., 5 Regent Street, London, S. W.).

 

 

I direttori di questa nuova rivista, A. L. Conger e R. M. Johnston, ritengono che la guerra nasca quasi inevitabilmente dall’urto dei contrastanti conflitti economici ; e quindi, pur non trascurando alcun aspetto della teoria della condotta della guerra, vogliono dare importanza sovratutto ai suoi fattori economici, aia nello studio degli antecedenti, sia in quello della condotta od alta strategia della guerra. In Europa la teoria della guerra, dominata dal genio limpido di Napoleone, ha avuto una tendenza al tipo ed al dogma. I direttori della rivista cercano invece di studiare la guerra dal punto di vista evolutivo, tenendo conto delle mutabili condizioni dell’ambiente. Sebbene rivolta sovratutto allo studio della guerra terrestre, la rivista non trascura anche i problemi navali, principalmente quelli riguardanti il dominio del mare sia nell’Atlantico che nel Pacifico.

 

 

In ogni fascicolo, oltre ad una rubrica di «commenti e note» su problemi militari ed un’altra di «note tattiche», due rubriche interessano specialmente l’economista: una di «note economiche» e l’altra di «bibliografia». Interessano perché il problema economico è studiato da tecnici della scienza militare, con precisione, intuito della sostanza vera del problema ; e perché le bibliografie non consistono nelle consuete generalità che un economista può scrivere su cose di guerra, o uno stratega su cose economiche; ma sono frutto dell’esame di chi unisce le due qualità dell’economista e dello stratega. Leggendo queste bibliografie, si ha davvero un’idea precisa del valore vero dei libri recensiti.

 

 

Dopo tre anni e mezzo di teorie più o meno superficialmente giornalistiche sulla guerra, di vacuità materialistiche sulle origini economiche della guerra attuale, si ha un senso di sollievo penetrando in compagnia di un eletta schiera di studiosi serii in questo arringo di indagini severe e scientifiche sul grande fatto che tutti così profondamente oggi interessa. Qui sotto si citano i titoli dei principali articoli economici pubblicati sulla rivista nei due anni di sua vita : VoL. I, n. 1, January 1916: Prof. 0. M. W. Sprague, Financing the War [Mentre conclude essere difficile che i belligeranti tocchino l’estremo limite della possibilità di spendere per la guerra, ritiene che la guerra presente abbia dimostrato vera la tesi di coloro i quali escludono potere essa essere feconda di vantaggi economici].

 

 

Id., n. 2, Aprii 1916: Prof. W. S. Ferguson, Economic Causa of Wars in Ancient Greece [Le cause economiche furono uno solo dei fattori delle guerre greche. Paragonando le guerre propriamente dette alle guerre civili, l’A., approvando, cita un detto di un anonimo greco: «La guerra è il più grande di tutti i mali, così come la pace è la maggiore delle benedizioni. Tuttavia la Stasis o guerra civile per la grandezza dei mali suoi supera di tanto la guerra, di quanto la guerra supera la pace»]; Prof. E. W. Kemmerer, Credit Items in the War’s Balance Sheet [Nel bilancio del dare ed avere della guerra vi sono elementi di credito : la vita forzosamente sobria dei soldati, la economica ed efficace preparazione dei cibi, vestiti in grandi masse; la semplicità di vita delle famiglie; la diminuzione del numero dei bottegai, il lavoro di persone prima disoccupate, la spinta data al rinnovamento dei processi tecnici, il calcolo del costo della guerra fatto in unità monetarie deprezzate].

 

 

Id., n. 3, July 1916: Prof. C J. Bullock, Adam Smith’s Views upon National Defence [Espone non solo le idee di Smith sulla difesa nazionale, ma le inquadra nel sistema degli economisti e politici del tempo].

 

 

Id., n. 4., October 1916: Prof, l’enne) Frank, Rome, Marseille and Carthage [Come le rivalità commerciali e gli interessi dei nobili dirigenti di Marsiglia l’abbiano spinta a cercare l’alleanza di Roma].

 

 

Vol. Il, n. l, January 1917: A Japanese Opinion [Come Roma si servì del Lazio e dell’Italia per conquistare il mondo antico, come l’Inghilterra si serve delle colonie e degli Alleati per tener testa alla Germania; così noi, 50 milioni di giapponesi, dobbiamo servirci dei 500 milioni di Cinesi per conquistare il dominio del mare. L’India, l’Australia diventeranno il nostro retaggio per caduta naturale. Ma sovratutto noi dobbiamo popolare con un miliardo di Giapponesi l’America del Nord. L’Europa può essere lasciata quieta, come un museo storico].

 

 

Id., n. 2, April 1917. Prof. W. S. Lingelbach, England and Neutral Trade [Studio sul contegno dell’Inghilterra verso il commercio neutrale dal 1664 al 1915].

 

 

Id., n. 4. October 1917: S. Hutter, Population and War [Analizza l’importanza del fattore popolazione rispetto alla guerra, tenendo conto della densità, industrialismo, mezzi di comunicazione, incremento percentuale di essa, possibilità di alimentarli. Questa diventa sempre maggiore col progredire delle industrie. Le difficoltà odierne alimentarie sono un nulla in confronto a quelle che si avranno fra dieci anni]; Julius Klein, The Oil Factor in Mexico [I giacimenti petroliferi sono vicini al mare, isolati dal resto del Messico, difficili di accesso anche per mare. Dopo gli Stati Uniti e la Russia, il Messico viene terzo nella lista dei produttori. La nuova costituzione messicana del lo maggio 1917 impone gravi restrizioni all’esercizio dell’industria].

 

 

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