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La Stampa

Dodici milioni per le ferrovie d’allacciamento al porto di Genova

«La Stampa», 13 luglio 1901

 

 

 

La Gazzetta Ufficiale pubblica un decreto che autorizza la sovvenzione dello Stato di dodici milioni e mezzo alla Società delle Ferrovie Mediterranee per provvedere all’allacciamento diretto del porto di Genova alle due linee dei Giovi ed all’impianto di un parco deposito di vagoni presso Rivarolo.

 

 

Siamo lieti della deliberazione, la quale è un primo passo verso la soluzione del problema ferroviario e portuale di Genova. In linea generale noi crediamo che lo Stato debba andare molto guardingo nel costruire nuove ferrovie e nel concedere sussidi a Società ferroviarie con denaro tratto da imposte e da prestiti. Purtroppo nel nostro Paese gran parte del debito ferroviario è cagione di perdite all’erario.

 

 

Ma nel caso di Genova non vi può essere dubbio sulla convenienza di spendere i 12 milioni che il Governo ha concesso ed anche più. Il porto di Genova è un’istituzione nazionale, dal cui funzionamento pronto, rapido e preciso dipende la vita di gran parte dell’Alta Italia. Ogni giorno che passa cresce l’importanza di questo organo centrale attraverso e cui passano centinaia di milioni di lire di merci all’anno. Ogni giorno noi dobbiamo difendere la potenzialità del massimo porto italiano contro la concorrenza straniera.

 

 

Perciò i milioni nell’accelerare e perfezionare il sistema ferroviario e portuale di Genova sono milioni fecondi non solo di lauti interessi ai proprietari-assuntori del servizio, ma di incalcolabili benefizi indiretti alle industrie, ai commerci ed ai lavoratori dell’Alta Italia.

 

 

Qui sarebbe opportuno di osare: poiché un prestito di un centinaio di milioni in breve ora darebbe stimolo ad un tale incremento di traffici da permettere l’ammortamento del prestito e da accrescere i guadagni di tutte le classi della popolazione.

 

 

Mentre si aspetta chi sappia osare, sfidando le ire e le rivalità regionali, è bene che si sia fatto un primo passo verso la meta, mediante il provvedimento che l’odierno telegramma annuncia. Speriamo che il provvedimento non resti isolato; e che si sappia e si osi spendere altresì quella dozzina di milioni i quali sarebbero sufficienti a creare la nuova grande via internazionale Torino-Cuneo-Nizza. Anche questi sarebbero denari bene spesi.

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