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La Stampa

Gli ideali degli scolari

«La Stampa», 2 luglio 1900

 

 

 

Nell’ultimo numero della National Review di Londra, miss Catherine Dodd scrive un interessante articolo sugli ideali degli scolari. Circa seicento fanciulli di numerose scuole scelte nel nord e nel sud d’Inghilterra furono invitati a rispondere ad alcune domande loro indirizzate.

 

 

Si chiedeva in primo luogo: «Desiderate voi di essere piuttosto un uomo od una donna e per quale motivo?»; ed in secondo luogo: «Qual è l’uomo o la donna, di cui voi avete sentito parlare o leggere, e che voi preferireste di essere e per quale motivo?». I ragazzi e le fanciulle scelte avevano dagli undici ai tredici anni. Erano tutti abitanti di città. L’esame delle loro risposte è interessante. Trenta su trecento fanciulle desiderano di essere uomini, mentre solo due su trecento ragazzi manifestano il desiderio di essere donne. Pochissime sono le fanciulle le quali desiderano di essere donne perché sono veramente convinte della superiorità del loro sesso: «Io desidero essere una donna perché queste hanno molto più buon senso degli uomini» scrive una.

 

 

Ed un’altra: «Preferisco di essere donna perché sono più coraggiose degli uomini; e sanno fare le cose più in fretta. Gli uomini sono prepotenti ed inoltre bevoni». Ed una terza: «Meglio essere donna perché le donne lavorano mentre gli uomini chiacchierano». Il tre per cento delle fanciulle rimase offeso a sentirsi rivolgere simili domande, ritenendo cosa empia il pensare ad una scelta in siffatto argomento. Una preferiva di essere uomo, perché l’uomo è più utile e rispettabile della donna, specialmente se questa si mette a bere. Un’altra avrebbe voluto essere un uomo perché gli uomini non hanno tanti fastidi come le donne. L’opinione generalmente dominante fra le fanciulle si è che l’uomo ha maggior libertà; è più forte ed è meno ingannato delle donne.

 

 

La ingiustizia economica alla quale il loro sesso è sottoposto è vivamente sentita delle fanciulle. Una scrive: «La gente vi crede, se voi siete un uomo, e voi siete pagati in proporzione al vostro credito. Vi sono delle donne le quali lavorano meglio degli uomini, ma, siccome questi non vi credono, così sono pagate vergognosamente male». Secondo un’altra: «Le donne pensano al loro prossimo, mentre gli uomini pensano soltanto a se stessi, e si mettono subito a bestemmiare, quando le cose vanno male e fracassano i mobili. Gli uomini scherniscono i fanciulli e li sgridano rendendoli sempre più cattivi».

 

 

Il trenta per cento delle fanciulle desiderano di essere donne, perché «le donne possono condurre una vita più comoda degli uomini. Esse non cavano il carbone o non spazzano le strade come gli uomini e non sporcano il salotto colle loro scarpe infangate». Un’altra ragazza preferisce di essere donna, perché «le donne ottengono tutto ciò che vogliono mettendosi a gridare ed a piangere e cadendo in convulsioni isteriche». Vi è chi preferisce essere donna, perché «le donne sono più deboli degli uomini e non sono tanto gravemente punite quando fanno il male».

 

 

Alcune fra le risposte dei ragazzi sono veramente singolari. Uno osserva che le donne stanno meglio degli uomini, perché al sabato questi sono obbligati a dare tutto il loro salario alle prime. Un altro preferisce di essere uomo, perché gli uomini hanno maggior buon senso delle donne, ed è necessario avere del buon senso quando si deve combattere per il proprio paese.

 

 

Il settantasei per cento dei ragazzi era sicurissimo che la vita delle donne era estremamente noiosa. Le donne non possono condurre una vita avventurosa. Esse devono guardare i bambini; non guadagnano mai nulla e non possono fare i commessi viaggiatori, i soldati e gli esploratori; e queste sono le più belle professioni esistenti. Se una donna ha dei figli, essa non può far altro fuorché sgridarli tutto il giorno, perché i figli sono fatti apposta per far ammattire le madri.

 

 

Come già dicemmo, soltanto due su 302 ragazzi desiderano di essere donne. Uno di questi è già un umorista ad 11 anni ed osserva: «Io preferirei essere donna, perché la donna non ha niente da fare. Essa si marita, e riceve i salari dell’uomo alla fine della settimana, li spende come meglio le aggrada, prende una persona di servizio quando c’è qualcosa da fare, e sgrida il marito quando il disgraziato rincasa di sera troppo tardi.»

 

 

Le fanciulle ammirano sovratutto Miss Florence Nightingale, l’eroica suora laica di carità dei soldati inglesi, durante la guerra di Crimea, ed il signor Gladstone.

 

 

Dopo Gladstone, le scolare ammirano specialmente la Regina. Una desidera di essere la regina, perché la regina è una buona e nobile signora, ed è facile essere buone quando si ha molto denaro. Ecco la lista delle persone più ammirate dai ragazzi, in ordine di popolarità.

Sir Redvers Buller; lord Kitchener; sir G. White; Baden Powell; lord Methuen; Cecil Rodes; lord Nelson Gladstone; Barone Rothschild; Wellington; sir Thomas Lipton; Kipling; Shakespeare.

 

 

Si vede che le domande erano state fatte durante la febbre guerresca. Tutti i ragazzi desideravano di essere generali, comandanti nell’Africa del Sud. In mezzo ai nomi di persone illustri fa una strana figura il nome di sir Thomas Lipton, il notissimo proprietario delle botteghe di commestibili sparse in tutta l’Inghilterra. I ragazzi desiderano di essere sir Thomas Lipton, perché «questi ha uno yacht ed ha molto denaro investito in negozi».

 

 

Cecil Rhodes è ammirato «perché ha lavorato molto per l’Inghilterra negli ultimi anni ed ha costituito una Società di boeri, i quali cercano l’oro per lui; adesso i boeri lo vogliono ammazzare e noi siamo partiti in guerra per salvarlo». Forse la spiegazione della guerra anglo-boera data dallo scolaro inglese è più vera di altre. Alcuni scolari sono superiori al fanatismo patriottico, ma non sempre per ragioni giuste ed appropriate.

 

 

Un ragazzo desidererebbe di essere Kruger «perché egli sta sempre seduto, e fuma la pipa e prende gli avvenimenti così come vengono». Un giovanotto vorrebbe essere «l’imperatore di Germania, perché questi è un monarca assoluto ed ha il più grande

esercito del mondo. Io marcerei con l’esercito nell’Africa del Sud e farei

passare un brutto momento a Kruger.»

 

 

Un ragazzo, il quale ha una gran fiducia in sé stesso, scrive: «Io voglio essere me stesso; prima perché non posso essere un altro, e secondo perché farò grandi cose quando sarò cresciuto». Un altro invece teme i pericoli della grandezza ed esclama: «Io vorrei essere un uomo comune, perché molto probabilmente se acquistassi un’alta posizione nello Stato, si farebbero dei complotti contro di me». Un ragazzo, evidentemente molto prudente, scrive: «In tempo di pace vorrei essere re; ma in tempo di guerra preferirei di fare il commesso viaggiatore».

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