Tratto da:

Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925), vol. V

Corriere della Sera

I risparmiatori sono necessari alla produzione?

«Corriere della Sera», 27 aprile 1920

Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925), vol. V, Einaudi, Torino, 1961, p. 720

 

 

 

Gli operai, sì; i capi tecnici e gli impiegati, sì; gli industriali effettivamente dirigenti, sì. Tutti costoro sono necessari alla produzione. Devono essere tutti pagati a seconda dei loro meriti e rischi. Deve trovarsi un metodo per farli collaborare armonicamente alla produzione. Ma a che cosa servono i capitalisti ai fini della produzione? Le macchine sono mosse dai lavoratori, comprate dai dirigenti, inventate dagli ingegneri. Perché il capitalista dovrebbe lucrare un interesse solo perché la macchina è sua? Perché egli deve poter vivere senza far nulla? Non è chiaro che il suo reddito deriva dallo sfruttamento del lavoro altrui?

 

 

È questo il celebre, volgare sofisma del Capitale di Carlo Marx. Certamente, se gli operai incrociano le braccia, la produzione si arresta. E Marx ne conchiudeva che l’intero prodotto è dovuto al lavoro e che il profitto del capitale è un furto. Ma basta chiedersi: quanto si produrrebbe, se i risparmiatori non producessero più capitale? per dover altresì rispondere: nulla. Senza capitale, il lavoro produce zero. E, colla logica marxistica, si dovrebbe dire che il prodotto spetta per intiero al capitale e che il salario è un furto.

 

 

Amendue sarebbero sofismi evidenti. il prodotto va ripartito in equa misura tra lavoro e capitale, perché ambi i fattori sono necessari alla produzione. Le società comunistiche, dopo essere vissute per qualche mese o qualche anno sui resti del capitale accumulato prima dai risparmiatori, quando hanno avuto bisogno di capitale hanno dovuto o dovranno rassegnarsi a chiederlo a prestito ai risparmiatori e pagare ad essi un interesse. I risparmiatori sono un fattore della produzione altrettanto necessario come gli imprenditori, i capi tecnici, gli impiegati e gli operai.

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