Il dollaro e le monete europee

Tratto da:

Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925), vol. VIII

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 09/01/1925

Il dollaro e le monete europee

«Corriere della Sera», 9 gennaio 1925

Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925), vol. VIII, Einaudi, Torino, 1965, pp. 23-26

 

 

 

I lettori del «Corriere» sanno da un pezzo che, per rendersi conto delle variazioni del valore della lira, è un grave errore guardare al franco, sia francese che belga o svizzero, od alla sterlina od alla peseta. Tutte queste sono monete carta, al par della nostra lira e subiscono oscillazioni continue di cambio. Un peggioramento della lira sulla sterlina può voler dire soltanto che la lira è migliorata con passo meno rapido della sterlina. Non dico che un fenomeno di tal genere sia accaduto recentemente; enuncio la possibilità, solo per chiarire che bisogna star bene in guardia quando si parla di peggioramenti.

 

 

L’unica moneta con cui i confronti sono corretti è il dollaro degli Stati uniti; poiché soltanto il dollaro è moneta permutabile a vista coll’oro ed inoltre esportabile dal paese a volontà del possessore, senza licenze ed impedimenti. Altre monete, come la sterlina ed il franco svizzero, sono state o sono permutabili a vista con oro ma se l’oro non può liberamente passare la frontiera, esso non è più oro monetariamente perfetto.

 

 

Tuttoché chimicamente identico, dal punto di vista monetario, è oro di seconda qualità e val meno dell’oro, il quale liberamente possa spostarsi, valicare le frontiere, ritornare in patria, senza pericolo di far scrivere articoli indignati di giornale e di far affibbiare mesi di carcere e confische all’esportatore.

 

 

Partendo dunque dalla premessa pacifica che i confronti si possono fare solo col dollaro, estraggo dall’ottimo bollettino mensile di statistica della Società delle nazioni di Ginevra, taluni dati che l’ufficio della Società compila appunto in base al criterio ora detto. Le cifre indicano la percentuale del prezzo del dollaro in talune monete europee rispetto alla parità.

 

 

Media annua mensile

Sterlina

Franco franc.

Franco svizz.

Peseta spagn.

Fiorino oland.

Lira it.

1920

133

275

114

121

117

390

1921

126

259

111

143

119

449

1922

110

235

101

124

104

406

1923

106

318

107

133

103

419

I 1924

114

414

118

151

108

445

II 1924

113

437

111

151

107

444

III 1924

113

412

117

151

108

451

IV 1924

112

313

110

141

108

434

V 1924

112

333

109

140

107

435

VI 1924

113

367

109

143

107

445

VII 1924

111

377

106

145

106

448

VIII 1924

108

353

102

144

104

434

IX 1924

109

364

102

146

104

440

X 1924

108

369

101

144

103

443

XI 1924

105

363

100

141

100

445

2-1-1925

102

355

100

138

100

455

 

 

Giova notare che, in questo modo di esporre i dati, utile per facilitare i paragoni, se le cifre rialzano, le monete indicate peggiorano rispetto al dollaro e viceversa se le cifre ribassano, ciò vuol dire che le monete migliorano, cento essendo la pari. Le cifre indicano i successivi mesi del 1924.

 

 

In confronto al dollaro ossia all’oro monetariamente perfetto, estraibile a volontà del portatore del biglietto dalle cantine delle banche d’emissione ed esportabile all’estero, sono migliorate, qualunque sia il punto di partenza, le seguenti monete: lira sterlina, franco svizzero e fiorino olandese. Se io avessi potuto compilare una tabella assai più ampia, avrei potuto aggiungere a questo elenco la corona svedese, oramai alla pari, la corona cecoslovacca (a 674 contro 685 nel 1923, 839 nel 1922, 1.612 nel 1921 e 1.267 nel 1920), il peso colombiano, il dollaro uruguayano ed il bolivar venezuelano. Il movimento verso la pari della lira sterlina è il più interessante per la importanza di Londra nel mercato monetario mondiale. Si può fin d’ora già osservare che il recente notevole peggioramento della lira italiana in confronto alla sterlina significa sovratutto, sebbene non in tutto, che la sterlina è migliorata in confronto al dollaro. Non ha cioè, in gran parte, il significato di un peggioramento assoluto della lira.

 

 

C’è un secondo gruppo di monete, rappresentato nella mia tabella dal franco francese e dalla peseta spagnuola, le quali pare abbiano attraversato il loro momento peggiore nei primi mesi del 1924. Il cambio del dollaro sul franco francese era salito nel febbraio 1924 alla massima media mensile di 437; al principio del 1925 è ribassato a 355. La peseta spagnuola è un po’ più malandata in salute di quanto fosse nel 1920 e nel 1921; ma, forse per la progressiva restrizione della campagna di guerra nel Marocco, migliora in confronto al marzo 1924.

 

 

La lira italiana ha un contegno particolare. Essa ha attraversato due momenti critici: il 1921, in cui la media annua toccò il 449, ed il 1924 in cui si oscillò fra 434 e 451, aggirandosi da ultimo sul 455. Dopo il 1921 c’era stata una ripresa della lira: quando da 449 si era scesi nel 1922 ad una media di 406, e nel 1923 a quella di 419.

 

 

Il 1922 era stato in generale buono per quasi tutte le monete considerate. Se si paragonano le quotazioni attuali (primi di gennaio 1925) con la media del 1922 si ottengono i risultati seguenti:

 

Lira sterlina,

miglioramento

7,3%

Fiorino olandese,

miglioramento

3,9%

Franco svizzero,

miglioramento

1,0%

Peseta spagnola,

peggioramento

11,2%

Lira italiana,

peggioramento

12,0%

Franco francese,

peggioramento

51,0%

 

 

Forse c’era dell’artificioso nel valore del franco francese nel 1922; ed il ribassato livello attuale, pur migliorato in confronto al febbraio del 1924, probabilmente è meglio adatto alla situazione presente della finanza e dell’economia francesi. Invece il livello della lira italiana contrasta con le buone condizioni del bilancio nostro, e, per chi ci dà importanza, altresì con la migliore bilancia dei pagamenti internazionali. Incertezza sulla soluzione finale del problema dei debiti interalleati ed altre cause possono essere noverate tra le cause del rialzo dei cambi.

 

 

V’ha chi opina che il miglioramento verificatosi in taluni cambi europei e massimamente nel valore della sterlina sia dovuto ad un deprezzamento del dollaro. Può darsi; ed in tal caso, che adduco in pura via di ipotesi, la lira sterlina presto dovrebbe toccare la pari nominale. La pari pratica, tenuto conto dei costi del trasporto della moneta, è già quasi raggiunta.

 

 

In quel giorno, un ulteriore peggioramento della lira italiana in confronto alla sterlina acquisterebbe un significato che oggi non ha. Se il dollaro vale lire italiane 23,60, la lira sterlina può andare sino a 114,85 lire italiane, senza che da tal fatto si possa concludere ad un peggioramento della lira nostra. Si può concludere solo ad un aggiustamento tra il dollaro e la sterlina, che, alla pari dei cambi, stanno tra loro come 1 a 4,86 ⅔. Soltanto un ulteriore peggioramento della lira, quando la sterlina fosse ridivenuta una moneta aurea, acquisterebbe quella importanza che oggi può essere attribuita unicamente al rialzo del dollaro.

 

 

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