Il Ministero alla ricerca di una base costituzionale?

Tratto da:

La Stampa

Data di pubblicazione: 23/05/1901

Il Ministero alla ricerca di una base costituzionale?

«La Stampa», 23 maggio 1901

 

 

 

Grandi speranze hanno suscitato nel Ministero gli ultimi avvenimenti parlamentari: non solo il Ministero si crede sicuro di campare certamente anche oltre il novembre, ma studia il modo di farsi una base parlamentare più stabile che non quella che ha finora. Poiché, se gli ultimi avvenimenti parlamentari hanno dato una notevole maggioranza, il Ministero non si illude che debba sempre durare, quando si sa che a formare la maggioranza sono assolutamente necessari i voti dell’Estrema Sinistra. Ora si può giocare di abilità e di astuzia, ma non si può sperare di avere sempre in tutte le occasioni compatta l’Estrema Sinistra, la quale potrebbe essere costretta, magari su una questione di nessuna importanza, a votare contro il Ministero.

 

 

Inoltre in un sistema parlamentare, cioè in un sistema dove i ministri sono schiavi dei deputati, un Ministero costituzionale non può a lungo avere come condizione di vita l’Estrema Sinistra.

 

 

Il paragone che altri ha voluto fare fra il Ministero Waldeck-Rousseau e il Ministero Zanardelli, non calza, perché in Francia i socialisti hanno col Millerand la diretta responsabilità del potere, mentre in Italia i socialisti hanno tutti i vantaggi dell’essere ministeriali, senza essere in alcun modo, sia pure indirettamente, responsabili di quanto succede o di quanto possa succedere.

 

 

Il Ministero sa e vede queste cose; ma finora non gli è stato possibile pensare di provvedere, perché l’Opposizione era troppo unita e tenace. Da sabato invece si è entrati in un periodo di tregua; l’Opposizione si riorganizza, ma non è ancora riorganizzata; e il Ministero ha precisamente in animo di approfittare di questo momento di indecisione per allargare la sua base costituzionale, attirando a sé, qualora gli riesca, alcuni dei malcontenti d’Opposizione.

 

 

Il Ministero non fa mistero di queste sue intenzioni; stasera nei circoli politici, e specialmente in quello dell’Estrema Sinistra, ora molto commentato un articolo della Provincia di Brescia, organo ufficiale dell’on. Zanardelli, nel quale si riferiscono con evidente compiacenza le parole che un conservatore (ipotetico, s’intende) avrebbe detto ad un redattore del giornale. Secondo questo conservatore il suo partito, o una parte di esso, si preoccuperebbe dell’appoggio così caloroso o così ponderoso che il Governo riceve dall’Estrema Sinistra; perciò il conservatore (leggi Ministero) vorrebbe creare la situazione politica, o almeno modificarla nel senso di formare a questo Ministero una maggioranza costituzionale sufficiente, perché esso viva indipendentemente dall’aiuto dell’Estrema, anche senza respingerla e senza disgustarla.

 

 

Non so se nelle condizioni presenti della Camera sarà facile al Ministero ottenere questo scopo; ma è bene che il Ministero questo scopo si prefigga seriamente, poiché potrebbero nascere serii pericoli se la situazione non viene modificata in qualche modo.

 

 

Né il far senza dell’Estrema significa combatterla o irritarla vanamente per ritornare all’infelice situazione creata dal Ministero Pelloux; basta che il Ministero abbia la coscienza di poter vivere senza i voti dell’Estrema e che l’Estrema lo sappia. In questo modo si tolgono molti e gravi inconvenienti, senza timore di esagerare in un senso opposto e creare, per ragioni diverse, pericoli nuovi.

 

 

Il Ministero, sottratto alla tutela e alla dipendenza dell’Estrema Sinistra, non dovrà né potrà per questo sottrarsi alla necessità di sviluppare un fecondo programma di riforme in favore dei più. Oramai l’Estrema e così forte che, se si può governare senza di essa, non si può non tenerne conto.

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