Opera Omnia Luigi Einaudi

Il voto dei giovani

Tipologia: Paragrafo/Articolo – Data pubblicazione: 20/06/1953

Il voto dei giovani

«Il Mondo», 20 giugno 1953

 

 

 

Qual è il grado di attrattiva dei diversi partiti verso i giovani? Fu già osservato che esso può essere misurato dalla differenza dei voti validi espressi ad occasione delle elezioni al Senato e di quelle alla Camera. Elettori al Senato so­no coloro 1 quali uomini e donne, hanno già compiuto i 25 anni, laddove per la Camera volano tutti coloro i quali hanno compiuto i 21 anni. Poiché i voti per la Camera, 27.189.184. sono in numero maggiore di quelli per il Senato, appena 24.299.546, si può ritenere che la differenza di 2.789.638 sia composta degli elettori giovani delle quattro classi di età dai 21 ai 24 anni.

 

 

A favore di chi hanno votato questi 2.8 milioni di elettori? La domanda è certamente piena di trabocchetti, potendo darsi che quei 2.8 milioni di differenza in più dei voti per la Camera non siano tutti di giovani; ma la differenza sia in parte dovuta a ragioni diverse. Ad esempio, nel caso del Partito re­pubblicano, la differenza tra le due votazioni risulta da soli 225,611 voti per il Senato, e quasi il doppio 437.899. per la Camera. Evidentemente non si tratta se non in piccola parte di giovani: sono elettori i quali hanno dato ai repubblicani il voto per la Camera, e si sono invece spostati verso altri partiti nel caso del Senato, per il timore di disperdere altrimenti il voto se lo avessero dato ad un repubblicano, forse non esistente o forse fornito di troppo scarse probabilità di riuscita.

 

 

Teniamoci perciò alle cifre più evidenti, e, con tutte le riserve per futuri più accurati calcoli, anche regionali, chiediamoci: come si possono classificare i partiti in ordine alla loro capacità di attrarre le simpatie dei giovani dal 21 al 25 anni? La domanda può essere posta in altro modo: per ogni 100 voti validamente espressi per il Senato, quanti voti furono parimenti espressi per i diversi partiti per la Camera? Ecco la risposta In ordine di simpatia od attrattiva del partiti verso i giovani:

 

 

Missini (MSI)

106,8

Monarchici (PNM)

107

Democristiani (DC)

109.7

Media generale

111.4.

Liberali (PLI)

113.1

Socialisti (PSD)

117.6

Comunisti (PCI)

120,8

Socialdemocratici (PSDI)

123,7

 

 

Le cifre vogliono dire, ad esempio, che nella media generale italiana votarono per la Camera 111,4 elettori, mentre per II Senato votarono solo 100; ossia che per la Camera votò l’11,4 per cento di più che per il Senato; e questo 11.4 per cento in più fu probabilmente dovuto alle quattro classi di età dai 21 ai 24 anni.

 

 

Confrontando i diversi partiti con la media generale dell’11.4 per cento, parrebbe di poter concludere che nonostante le perdite subite, principalmente nel centro-mezzogiorno, i liberali ed i socialdemocratici non se la sono cavata male. Laddove l’attrattiva media verso i giovani fu dell’11,4 per cento, i liberali ottennero il 13,1 per cento ed i socialdemocratici il 23,7 per cento in più per la Camera che per il Senato. Se anche altre circostanze influirono a spiegare il maggior concorso comparativo in più della media a favore di questi due partiti, il fatto è abbastanza sintomatico e dovrebbe stimolare i loro capi a non perdere fiducia nella attitudine della loro Ideologia ad attrarre le nuove generazioni. Gli elettori anziani hanno in parte defezionato; non cosi o non altrettanto i giovani.

 

 

I democristiani attirano i giovani meno della media: appena il 9.7 per cento in confronto alla media generale dell’11,4 per cento. Ancor meno i monarchici: solo il 7 per cento; e meno di tutti i missini col minimo del 6,8 per cento. Il fatto può essere considerato da taluno contrario ad una certa generale impressione e quasi sorprendente e verrebbe voglia di supporre che i giovani siano meglio informati rispetto al passato del fascismo di quanto non lo siano o non vogliano esserlo i più anziani.

 

 

Ma la constatazione più notevole è il grado di attrattiva dei due gros­si partiti di sinistra: il 17,0 per cento i socialisti ed il 20,8 per cento i comunisti. I partiti estremi di massa hanno la massima forza di attrattiva verso le nuove generazioni.

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