L’aiuto dello Stato al credito popolare (A proposito della «Banca del Lavoro e della Cooperazione»)
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/05/1911

L’aiuto dello Stato al credito popolare

(A proposito della «Banca del Lavoro e della Cooperazione»)

«La Riforma Sociale», maggio 1911, pp. 273-274

 

Il nome di Henry W. Wolff è notissimo fra quanti in Europa (e non soltanto in Europa, perché la sua azione si è svolta anche in India e in Egitto) si occupano di credito popolare. Egli è uno dei più antichi e tenaci apostoli della cooperazione di credito. In Inghilterra ed in Irlanda la sua voce ed i suoi insegnamenti sono ascoltati dai cooperatori con la religione istessa che in Italia circonda nel mondo dei cooperatori la parola di Luigi Luzzatti. Oltre ad opere minori, Henry W. Wolff ha scritto due libri che sono divenuti classici: Cooperative Banking (P. S. King. 1907, Sc. 3, 6 d. net), che è un vero trattato del credito popolare o cooperativo, scritto in quell’ammirevole inglese, in cui i principii teorici e le applicazioni pratiche della scienza economica sembrano aver trovato la loro espressione perfetta e definitiva. Cooperative Banking è il vademecum e la guida del banchiere cooperatore. L’altro libro, People’s Banks, che l’A. ha voluto dedicare a Luigi Luzzatti, è la storia degli sforzi durati in Germania, in Austria, in Ungheria, in Italia, in Belgio, in Svizzera, in Francia, in India per far trionfare la cooperazione applicata al credito. L’autore dice che il suo libro è a record of social and economic success; ed è vero. Ma furono successi strappati con sforzi perseveranti, attraverso ad errori ripetuti, con l’addestramento di schiere crescenti di piccoli agricoltori, commercianti, industriali all’uso di quegli strumenti delicatissimi che sono il credito e la banca. Il libro è arrivato ora alla terza edizione (P. S. King and Son. Orchard House, Westminster, 1910. Prezzo 6 scellini net) e merita davvero la sua fortuna. Perché esso illumina vivamente quali furono le ragioni intime del successo della cooperazione di credito: l’educazione morale dei cooperatori, il loro elevarsi e rendersi meritevoli di credito il senso di responsabilità e puntualità diffuse in milioni di persone. Anche oggi la migliore garanzia di successi della cooperazione di credito è il self-help, «l’aiutati da te stesso, assieme coi tuoi compagni, a sollevarti», che permette al debole di «capitalizzare la sua onestà» e offrirla ai capitalisti come garanzia — desideratissima e potentissima per la concessione del credito. Perciò lo storico più insigne della cooperazione di credito che vanti la scienza contemporanea è scettico, meglio si direbbe ostile agli aiuti largiti dallo Stato alla cooperazione stessa. Un capitolo delle sue People’s Banks è dedicato a studiare per l’appunto l’«assisted» cooperative credit. Oggi, che in Italia è stata proposta la istituzione di una banca del lavoro e della cooperazione, è suggestivo ed educativo leggere ciò che del credito di Stato a favore della cooperazione pensa uno scrittore innamorato della cooperazione, un apostolo, nei libri e nei fatti, del credito popolare. Perciò noi siamo vivamente grati al Wolff di averci consentito di presentare ai lettori italiani questo ammirevole capitolo. Noi speriamo che la lettura spinga molti a leggere il volume intiero, e, sovratutto, induca coloro, che ne hanno la responsabilità, a riflettere ai danni ed ai pericoli che la istituzione di una nuova banca del lavoro partorirebbe.

Auguriamoci che, in una prossima edizione della sua opera, il Wolff non sia costretto ad aggiungere ai vecchi esempi italiani di insuccesso del credito cooperativo aiutato dallo Stato, un altro e più clamoroso esempio: quello dell’insuccesso della male auspicata banca del lavoro e della cooperazione!

 

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