Le cronache economiche della guerra. I surrogati della moratoria in Germania ed in Olanda – Casse di prestiti e casse di piccolo credito di guerra.

Tratto da:

Corriere della Sera

Data di pubblicazione: 09/10/1914

Le cronache economiche della guerra. I surrogati della moratoria in Germania ed in Olanda – Casse di prestiti e casse di piccolo credito di guerra.

«Corriere della sera», 9 ottobre 1914

 

 

 

 

 

È noto che la Germania, unico fra i grandi Stati europei belligeranti e certamente quello che deve sopportare la massima pressione bellica, non proclamò la moratoria, e soltanto riservò al giudice di deliberare, caso per caso, se qualche debitore si trovasse in condizioni siffatte che il creditore dovesse – potendolo – concedergli un certo respiro. E sui giornali tedeschi si fa viva propaganda affinché il numero minimo di persone faccia appello al giudice, sia per non sovraccaricare di lavoro la magistratura, scemata di numero per la chiamata di molti suoi membri, sotto le bandiere, sia perché è dovere di tutti, sopra tutto nel momento presente, far fronte nel modo più puntuale, anche con gravi sacrifici, agli impegni assunti, affinché il meccanismo economico continui a funzionare.

 

 

Può essere interessante notare che l’Olanda cerca di imitare la Germania, sforzandosi a tener lontano il malanno della moratoria. Le due Camere del Parlamento olandese hanno votato una legge per la concessione di straordinarie proroghe al pagamento. Invece di una moratoria generale, la legge olandese stabilisce che il tribunale possa concedere, caso per caso, una proroga di sei mesi o meno, estensibile ad altri sei mesi, pel pagamento dei debiti, quando sia provato che le difficoltà finanziarie del debitore hanno per causa esclusiva o principale l’attuale guerra. Il tribunale può fissare le cautele opportune per tutelare gli interessi del creditore, come pure può, ove se ne palesi la opportunità, accorciare o far cessare la proroga prima concessa. L’apertura dei fallimenti può anche essere ritardata, sempre quando gli imbarazzi finanziari del fallito derivano esclusivamente o principalmente dallo stato di guerra.

 

 

Non è concesso appello dalle decisioni del tribunale. Il quale deve deliberare non solo caso per caso, ma separatamente per ciascun debito; cosicché, mentre concede una proroga al pagamento di un grosso debito, può rifiutare ogni concessione al pagamento dei piccoli debiti, del fitto di case, ecc. ecc. Tra i debiti sono compresi anche i fitti di casa, le rate dei premi di assicurazione, ecc., ecc. Il tribunale può, a garanzia del creditore, nominare amministratori giudiziari, chiedere garanzie, obbligare al pagamento immediato di una parte del debito, ecc. ecc. Trattasi di un complesso di norme, il quale era meritevole di un cenno, come quello che intende ad evitare i danni e le perturbazioni di una moratoria generale, concedendo un sollievo soltanto a quelli che effettivamente sono stati danneggiati dalla guerra e non agli altri più numerosi che traggono pretesto dalla guerra per non pagare i loro debiti e forse per far scomparire ogni garanzia per i creditori.

 

 

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La Cassa di prestiti tedesca (Darlehenskasse) prosegue su vasta scala le sue operazioni. La emissione del prestito di guerra tedesco – di un miliardo di buoni del tesoro 5% con scadenza a 200 milioni per anno in cinque anni a partire all’1 ottobre 1918, al prezzo di 97.50 e di una quantità illimitata di rendita 5%, non denunciabile prima dell’1 ottobre 1924 – pare induca molti a chiedere anticipazioni alla cassa per sottoscrivere al prestito. Può essere interessante notare che la Cassa fa prestiti, col tasso uniforme del 6 1/2%, su molte categorie di valori e merci:

 

 

Valori:

 

 

  • 1) buoni del tesoro dell’Impero o di Stati tedeschi fino al 25% del valore nominale; altri valori dell’Impero e degli Stati fino al 70% dell’ultimo valore di borsa;
  • 2) valori esteri già ammessi dalla Banca dell’Impero, fino al 40% del valore ultimo di borsa; salvo i prestiti russi, ammessi fino al 25%.
  • 3) valori varii a reddito fisso (prestiti di città, obbligazioni ipotecarie, ferroviarie, valori di Stati neutrali od amici, come l’Austria-Ungheria, l’Italia, la Cina, la Danimarca, l’Olanda, la Rumenia, la Svezia, la Svizzera, la Turchia) fino al 40-50% dell’ultimo valore di borsa;
  • 4) azioni nazionali quotate alle borse tedesche fino al 30-40% del valore ultimo di borsa, in ogni caso non più del 100% ed al massimo 125% del valore nominale.

 

 

Merci:

 

 

  • 1) quelle già ammesse al prestito dalla Banca dell’Impero (materie gregge e derrate agrarie), fino al 50% del prezzo di mercato;
  • 2) tutte le merci non deperibili, di valore permanente, fino al 40% del prezzo di mercato;
  • 3) oggetti d’oro, fino all’80% del prezzo dell’oro.

 

 

Per eccezione il cotone greggio e lo zucchero greggio sono ammessi al prestito fino al 60% del loro valore.

 

 

La Cassa di prestiti non concede prestiti su cambiali, ipoteche, libretti di casse di risparmio, polizze di assicurazione sulla vita e simili.

 

 

Evidentemente a provvedere prestiti su queste garanzie sono chiamate le banche ordinarie e le società di assicurazione.

 

 

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Nonostante la meravigliosa concordia dei vecchi e nuovi organi bancari tedeschi, pare che una ruota del meccanismo economico più non funzionasse bene in Germania: il piccolo credito che le minori banche, i banchieri privati e gli scontisti procacciavano normalmente al minuto commercio, alla piccola industria, ed all’artigianato, i quali non possono trovare immediato accesso alle maggior istituzioni di credito. Sia per essere partiti i titolari di queste piccole organizzazioni di credito per la guerra, sia per la difficoltà di trovare risconto, pare che un certo arenamento si fosse prodotto. Ed ecco sorgere – istituzione diversa della grande Darlehenskasse di cui ho parlato sopra – delle casse di piccolo credito di guerra.

 

 

Parecchie ne furono fondate nel primo mese della guerra; ricorderò la Berliner Kriegskreditbank , la Bayerische Kriegskreditbank di Monaco, la Darlehenskasse fur Detailkaufleute und Gewerbetreibende in Hamburg, la Frankfurter Kredit-Genossenschaff, ecc., ecc. Alla fondazione di queste casse di credito di guerra contribuiscono spesso Comuni, Camere di commercio, associazioni commerciali ed industriali; ma lo spirito informatore di esse è ancora quello antico del credito mutuo. Il credito viene dato ai soci od azionisti, i quali, oltre versare un piccolo apporto in denaro, assumono una responsabilità per somma maggiore, ad es. 5 o 10 volte maggiore, del capitale conferito, in caso di eventuali perdite. È la solidarietà – limitata – dei soci nelle perdite quella che permette a queste casse di ottenere dalle maggiori banche i mezzi per potere far prestiti a persone che, il più sovente, non hanno carta commerciale propriamente detta da presentare allo sconto.

 

 

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