Le entrate provenienti dalla guerra – Parte I: Partizione delle entrate di guerra
Tratto da : La finanza sabauda all’aprirsi del sec. XVIII e durante la guerra di successione spagnuola
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/01/1908

Le entrate provenienti dalla guerra – Parte I: Partizione delle entrate di guerra

La finanza sabauda all’aprirsi del sec. XVIII e durante la guerra di successione spagnuola, Officine grafiche della Società tipografico editrice nazionale, Torino 1908, pp. 277-278

 

 

 

77. – La guerra, se dà luogo ad un costo gravissimo per gli Stati, può anche essere cagione di entrate, che vanno portate in diminuzione di quel costo, almeno dal punto di vista di ciascuno degli Stati in lotta. Oggidì, nel bilancio di una guerra, alle spese si debbono contrapporre le contribuzioni levate in paese nemico occupato e le indennità pagate dal vinto al vincitore. Ai tempi dei quali discorriamo, alquanto più complicato era il conto dei redditi provenienti dalla guerra: s’aveano tracce ancora di vecchie costumanze di rappresaglie e confische, non più tollerate nei tempi moderni, ed ancora s’usava armare navi corsare per correre in preda sui bastimenti mercantili nemici. Le contribuzioni prendevan figura diversa a seconda della intenzione del conquistatore di tenere o di rilasciare dopo la pace i paesi occupati; né s’era per anco costituito quel mercato finanziario internazionale che permette ai paesi poveri di attingere mezzi nelle grandi borse dei paesi neutri per prolungare la guerra. Chi volesse in un quadro sistemare la materia dei redditi procacciati dalla guerra al Piemonte nostro, dovrebbe compilarlo così:

 

 

  1. Sussidi pagati dalle Potenze alleate.

 

  1. Rappresaglie e confische in odio di sudditi dimoranti in paese nemico e di stranieri possidenti in paese e sudditi di corone nemiche.

 

  1. 1.Bottini fatti in guerra. 2. Prede di armatori di navi in corso.

 

  1. 1. Contribuzioni di guerra levate: a) nella Provenza; b) nel Bugey francese;c) nel Delfinato francese.
    1. Tributi imposti sui paesi conquistati su Francia: a) Delfinato italiano; b) Pragelato.
    2. Tributi nei paesi di nuovo acquisto: a) Ducato di Monferrato; b) Alessandria, Valenza, Lomellina e terre separate; c) Val di Sesia.

 

 

Le entrate caratteristiche degli Stati di antico regime in confronto degli Stati moderni sono quelle che vanno sotto il titolo di sussidi, rappresaglie e confische, bottini e prede; ma, salvo i sussidi, sono anche le entrate di minore importanza. L’accuratezza con la quale tenevasi in Piemonte conto di tutte le entrate pubbliche permette di ridurre al loro giusto valore le declamazioni contro la barbarie del diritto di guerra nei tempi passati. poche migliaia di lire riducevasi il vantaggio che lo Stato direttamente ritraeva da rappresaglie, confische, prede e bottini, ed è dubbio se nei tempi moderni le soldatesche vincitrici si dimostrino più rispettose della proprietà altrui di quanto accadesse in passato. Quanto alle contribuzioni di guerra, son cose di tutti i tempi; e gli eserciti moderni, dalla rivoluzione francese in poi, ci hanno abituati a gesta cosiffatte, che in loro confronto diventano mitissime le Pretese dei conquistatori del 1700, quasi sempre scrupolosi osservatori delle usanze vigenti e contenti di riscuotere contribuzioni uguali ai tributi soliti a pagarsi dai popoli conquistati.

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