Le entrate provenienti dalla guerra – Parte IV: I bottini e le prede

Tratto da:

La finanza sabauda all’aprirsi del sec. XVIII e durante la guerra di successione spagnuola

Data di pubblicazione: 01/01/1908

Le entrate provenienti dalla guerra – Parte IV: I bottini e le prede

La finanza sabauda all’aprirsi del sec. XVIII e durante la guerra di successione spagnuola, Officine grafiche della Società tipografico editrice nazionale, Torino 1908,p. 298

 

 

 

82. I bottini fatti durante la guerra dai Piemontesi non furono certamente di poco conto, e basterebbe per tutti ricordare quello della battaglia di Torino; ma le tracce di essi nei conti dei tesorieri sono scarsissime, o per meglio dire nulle. Nel 1706 si sequestrano per L. 1.450.18.10 di sale ai fermieri milanesi, si vendono al pubblico incanto 6 bestie bovine e 36 pecore rappresagliate al nemico ricavandone 928 lire (Conto tes. gen. milizia, in EINAUDI, B. e C. T. 1700/713, Tabella XII); il conto dell’intendenza del 1707 ci narra di 410 lire ricavate dalla vendita di cavalli presi ai francesi dopo la resa di Chivasso (id. id. Tabella XV) e nel conto del general comparto del grano si ha notizia di sacchi 211.0.2.7 digranorappresagliato ai francesi nel 1706 e di sacchi 190.2.5.22 abbandonati nel Mondovì e incamerati dal ricevidore dei grani nel 1707 (id. id. Tabelle XVI e XVII). La pochezza di tali notizie si può spiegare soltanto con ciò che trattavasi in gran parte di bottini di armi, munizioni, vivande, grani, cavalli, fieni, ecc., di cui i soldati si impadronivano senza che ne rimanesse traccia e di cui non potevasi render conto dai tesorieri, anche quando andavano a vantaggio dell’intendenza militare, salvo i casi rarissimi in cui la cosa rappresagliata era venduta.

 

 

Più precise notizie si hanno per le prede fatte dagli armatori che armavano in Nizza ed Oneglia loro navi in corsa per dare addosso ai bastimenti nemici. In Nizza si ha notizia che Gio. Paolo Montolino, capitano del pinco di S.A.R., denominato S. Tropè, andava in corso e versava al tesoriere Cotto L. 8.216.11 nel 1704 e L. 6.151.12.6 nel 1706 quale parte regia delle prede fatte su bastimenti nemici (id. id. Tabella XXII). Caduta Nizza in mano dei francesi, rimasero soltanto quei d’Oneglia ad andare in corso sotto la protezione della bandiera di Savoia; e non stettero colle mani alla cintola, a quanto si vede dalle somme che in ogni anno dal 1704 al 1713 il tesoriere del Principato d’Oneglia dichiara d’aver ricevuto a titolo di decima delle prede fatte in corsa dai capitani patentati da S.A.R.

 

 

1704 L. 5.151. 0. 8 1709 L. 520. 8.4
1705 ” 7.244.11.10 1710 ” 2.220.10.4
1706 ” 3.170.19. 9 1711 ” 2.146. 1.8
1707 ” 5.322. 9.11 1712 ” 508. 6.8
1708 ” 637.10 1713 ” 332.10

 

 

Erano appena lire 40.622.12.8 che l’erario incassava per merito dei corsari nizzardi ed onegliesi durante la lunga guerra, ma era quanto bastava per vessare e impaurire i commercianti francesi e spagnuoli e per rivalersi in piccola parte dei danni che al fisco piemontese arrecava la proibizione fatta dal Re Cristianissimo alle navi francesi di pagare il dritto di Villafranca.

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