Le pregiudiziali

Tratto da:

La Stampa

Data di pubblicazione: 09/07/1901

Le pregiudiziali

«La Stampa», 9 luglio 1901

 

 

 

Una pregiudiziale è quella che è stata posta dal dottor Arturo Labriola e di cui ci siamo già occupati alcuni giorni fa; ma siccome ora il Labriola sviluppa di nuovo il suo pensiero con precisione sull’Avanti!, così crediamo opportuno di tornarvi sopra. Secondo il Labriola, il «partito socialista è quella speciale direzione della tendenza collettivista che vuole instaurare così gli ordinamenti repubblicani nelle cose politiche, come la socializzazione dei mezzi di produzione – quale sia per esserne la forma – nei rapporti economici». Né questa è una credenza individuale se si pensa che nella parte politica del programma minino socialista è reclamato che «tutti i poteri dello Stato, senza eccezione, siano eleggibili, responsabili e revocabili».

 

 

Quindi, siccome il programma minimo è immediatamente applicabile, così il Labriola pone la pregiudiziale repubblicana, ossia asserisce che il partito socialista debba con intransigenza combattere tutti i Ministeri che rappresentino il regime attuale e lottare per la sostituzione della repubblica alla monarchia.

 

 

Ciò è grave. Tanto più nel momento presente in cui i parlamentari del socialismo hanno creduto di dover appoggiare il ministero monarchico dello Zanardelli.

 

 

Perciò l’Avanti! crede che i socialisti debbano non essere intransigenti e debbano imitare con il contegno di quei moltissimi repubblicani, i quali, pur rimanendo fedeli all’ideale repubblicano o, meglio, ad un complesso di riforme che hanno la forma repubblicana come coronamento necessario, attendono senza negazioni sistematiche e rivoluzionarie, e in mezzo al fortunato evolversi delle cose e delle leggi, che il conflitto fra il suo programma massimo e le istituzioni attuali prorompa inconciliabile. Non è necessario, aggiunge l’organo socialista, di stabilire a priori quali siano gli ostacoli al progresso del proletariato che noi dobbiamo abbattere per i primi. Dobbiamo prima volere la nazione armata od abolire tosto il dazio sul grano? dobbiamo chiedere la libertà di organizzare il proletariato o dobbiamo attendere per questo la repubblica? Questioni oziose: per ora importa spazzare la via dagli ostacoli immediati; gli altri, più tardi.

 

 

Ma Arturo Labriola non è contento di questa politica temporeggiatrice,la quale rimette a più tardi lo spazzamento di alcuni ostacoli (leggi la Monarchia) al trionfo del socialismo; e minaccia nientemeno che uno scisma. «In mezzo a noi – egli esclama – vi sono monarchici più o meno larvati e conservatori più o meno consapevoli gettati nel nostro partito dalle condizioni di cose esistenti, che quasi costringono ogni uomo desideroso di riforme a camminare nella nostra direzione. Ma non esito ad aggiungere che essi stanno pigliando nel Partito una strana prevalenza. Ora, il giorno in cui le loro vedute fossero solennemente sanzionate nelle assemblee del Partito, sorgerebbe un increscioso dovere per quelli che pensano in conformità della tendenza e della tradizione storica del socialismo.»

 

 

Dal che si vede che oramai il partito socialista è scisso in due partiti, l’uno dei quali reputa che nulla di buono si possa fare se prima non si abbatte la Monarchia, mentre l’altro pensa che la Monarchia non sia un ostacolo immediato all’attuazione di riforme benefiche al proletariato e, pur non rinunciandovi, tramanda a più tardi la lotta per l’abbattimento delle nostre istituzioni fondamentali.

 

 

Noi prendiamo atto dello scisma che si annuncia fra i socialisti e che va ad aggiungersi allo scisma fra radicali di governo e radicali repubblicaneggianti.

 

 

Ma non possiamo fare a meno di mettere anche noi una pregiudiziale, non più al partito socialista, ma al Governo. E cioè: quale responsabilità si assume un Governo allorché accetta l’appoggio di un partito, una sezione del quale proclama altamente la necessità di abbattere subito la Monarchia, mentre l’altra, bontà sua, riconosce che tale impresa non è urgente e che può essere tramandata a più tardi, quando gli ostacoli immediati al trionfo del socialismo saranno stati spazzati via? È una grave responsabilità, sovratutto se si guarda al linguaggio minaccioso dei giornali socialisti e degli oratori socialisti e repubblicani nei Comizi di domenica a proposito dei fatti di Berra.

 

 

È da sperare che il Governo sappia vigorosamente resistere alle minacciose imposizioni degli Estremi e sappia liberarsi da un appoggio che si palesa concesso allo scopo di scalzare le istituzioni nostre fondamentali. Queste cose noi stiamo dicendo da un pezzo; prima poteva ancora sperarsi che l’azione governativa riuscisse ad attirare nell’orbita delle istituzioni gli elementi socialisti.

 

 

Oggi non più; poiché tutti i socialisti sono d’accordo nel volere abbattere quelle istituzioni monarchiche che i costituzionali considerano come garanzia indispensabile di unità per il Paese, e solo discordando sull’epoca in cui la lotta dovrà essere iniziata. Perciò la pregiudiziale che alcuni mesi or sono poteva sembrare inopportuna, oggi si impone imperiosamente.

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