Tratto da:

La Stampa

Libertà socialista

«La Stampa», 20 giugno 1901

 

 

 

Ieri, alla Camera, mentre l’on. Sonnino parlava, la Estrema Sinistra non ha cessato un solo istante dal disapprovare rumorosamente l’oratore, con apostrofi, interruzioni, urla ed ingiurie.

 

 

Si vedeva il partito preso di non lasciare parlare un oratore, il quale aveva la disgrazia di essere antipatico all’estremo settore della Camera e di difendere dottrine che agli Estremi non piacciono.

 

 

È questo un fenomeno biasimevole, il quale merita di essere rilevato. Fino ad un certo punto si può, se non giustificare, almeno comprendere che, in un momento di grande concitazione degli animi, non si stia pazientemente ad ascoltare i discorsi degli avversari e si manifesti, in guisa più o meno rumorosa, il proprio contrario modo di vedere.

 

 

Nulla di somigliante nel caso presente, in cui si vede soltanto il proposito deliberato ed eseguito a sangue freddo di non lasciare parlare un oratore il quale ha il solo torto di difendere francamente e dignitosamente le proprie idee.

 

 

A noi non pare che gli Estremi, pure venuti su col programma della difesa della libertà contro le leggi dette reazionarie, dimostrino di avere col loro contegno una idea ben chiara di ciò che veramente sia la libertà. Le idee dell’on. Sonnino non vi piacciono? Ebbene combattetele apertamente, opponete ragioni a ragioni, ma non impedite che quelle idee siano manifestate.

 

 

Se anche l’onorevole Sonnino, invece di esporre un programma accettato da un numeroso gruppo di deputati, fosse un solitario ed esponesse concetti non condivisi da nessuno dei suoi colleghi, sarebbe doveroso l’ascoltarlo, a meno che i suoi concetti fossero manifestamente sconvenienti ed indegni della dignità parlamentare. Il che oggi certamente non era accaduto.

 

 

Impedendo la libertà di parola, dimostrate coi fatti che voi siete andati in Parlamento non per difendere la libertà di tutti, ma unicamente per potere liberamente ostacolare l’esercizio altrui del diritto di parola. La libertà la volete per voi soli, ma non per i vostri avversari.

 

 

Del resto il fatto non sarebbe nuovo. Tutti i giacobini dei tempi passati e presenti si dissero e di dicono amanti della libertà a della uguaglianza più sconfinata; ma appena qualcuno osa manifestare un’opinione diversa dalla loro, subito è dichiarato nemico della patria, venduto, traditore, forcaiolo, ed urlato, come oggi accadde all’onorevole Sonnino.

 

 

Ma se il fatto non è nuovo, ci meraviglia che nel seno dell’Estrema Sinistra, in cui pure si annovera qualche uomo veramente amante di libertà vera per tutti, non siano sorte voci autorevoli a sconsigliare un contegno così offensivo per la libertà. O forse si vuole che il Parlamento italiano degeneri alla condizione di certe Camere legislative americane dove gli appellativi di «ladro, assassino, bancarottiere, ecc.» sono diventati il sinonimo di «persona che ha un’opinione diversa dalla nostra»? Sarebbe questa una ben triste degenerazione dei nostri costumi parlamentari.

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