Messaggio per «Produttività»

Tratto da:

Produttività

Data di pubblicazione: 01/10/1950

Messaggio per «Produttività»

«Produttività», ottobre 1950, p. 3

 

 

 

«Produttività» è un bel titolo per una rivista. Tanto più che fa pensare il lettore. Di quale specie di produttività si vuol parlare? Quale tipo di produttività si vuole illustrare? Non v’ha dubbio che i compilatori intendono esaminare sovrattutto i grandiosi avanzamenti tecnici che si sono verificati negli ultimi anni; ed insistere sulla urgenza di rinnovare gli impianti, che siano divenuti antiquati, della nostra industria. Ma non v’ha dubbio altresì che non esiste una produttività tecnica astratta; e che non tutti i perfezionamenti tecnici meritano di essere in ogni circostanza adottati. Produttività è un concetto relativo; il quale deve essere completato con l’aggettivo economica. L’incudine e il martello del fabbro del villaggio possono essere ancor oggi e probabilmente continueranno ad essere domani, in quel mercato ristretto, più economici del treno siderurgico atto a produrre per il grande mercato italiano un milione di tonnellate di acciaio all’anno. Ma se non riusciremo in Italia a produrre l’acciaio di massa a buon mercato, vana è la speranza di potere far prosperare l’industria siderurgica. Le moderne trattici gigantesche hanno fatto miracoli, distruggendo il cappellaccio, ritenuto un tempo insormontabile ostacolo, della campagna romana; ma la zappa e la vanga continueranno per un pezzo a fare un giardino dei ripidi pendii terrazzati di Amalfi.

 

 

In ogni istante, il produttore deve rispondere alla domanda; sono io capace a produrre il bene da me offerto ai consumatori ad un costo siffatto che essi siano indotti a preferirlo a qualunque altro bene simile offerto da ogni altro produttore del mondo?

 

 

La nuova rivista contribuirà all’incremento della prosperità nazionale aiutando il produttore italiano a risolvere giorno per giorno il problema sempre nuovo e sempre minaccioso che a lui è posto dal mercato.

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