Niente elemosina dagli alleati!

Tratto da:

Il Corriere economico

Data di pubblicazione: 01/06/1916

Niente elemosina dagli alleati!

«Il Corriere economico», 1 giugno 1916

 

 

 

In una intervista l’on. Drago si vanta di aver parlato con franchezza inglese al signor Runciman intorno alla questione dei noli fra Italia ed Inghilterra. Anche il mendicante che sta sulla porta della chiesa chiede con «franchezza» l’elemosina. Oramai sono tanti anni che fa quel mestiere, che non gli passa per la mente trattarsi di un mestiere vergognoso. L’on. Drago ha forse voluto dire che gli Italiani sono abituati a porgere la mano da secoli ai milordi inglesi, sicché possono «con franchezza» e senza vergogna chiedere l’elemosina dei noli bassi e dei cambi attenuati agli amici antichi ed alleati odierni? Se così è, sappia l’on. Drago che vi sono ancora degli italiani i quali non hanno questa franchezza ed a cui viene il rosso in viso quando veggono i loro connazionali andare all’estero in gran pompa a chiedere l’elemosina. Questi Italiani, i quali credono di amare l’Italia almeno quanto ogni altro, fremono al pensiero che ci siano dei loro connazionali, investiti di alte cariche rappresentative, i quali si abbassano sino a supplicare l’amico straniero a venderci le merci sue ad un prezzo inferiore a quello corrente od a comprare le merci nostre (biglietti italiani) ad un prezzo (in lire sterline) superiore a quello di mercato. Questo si chiama, on. Drago, chiedere l’elemosina; ed è intollerabile che un deputato italiano l’abbia chiesta ad un ministro inglese. La nostra guerra la vogliamo far noi, non solo col nostro sangue, ma anche a nostre spese. Prestiti si, perché su di essi pagheremo tutto l’interesse necessario e restituiremo la sorte principale. Sussidi, no; neppure larvati sotto forma di prestiti ad interessi bassi, di noli al di sotto del corrente o di cambi ribassati per l’artificio misericordioso dei Banchi di emissione dei paesi alleati.

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