Recensione – Achille Loria, La sintesi economica. Studio sulle leggi del reddito (Torino, 1909)

Tratto da:

Minerva

Data di pubblicazione: 04/04/1909

Recensione – Achille Loria, La sintesi economica. Studio sulle leggi del reddito (Torino, 1909)

«Minerva», 4 aprile 1909, pp. 377-378

 

 

 

Achille Loria, lo scrittore illustre nel mondo scientifico e ben noto in particolare ai lettori di questa rassegna, che a quando a quando ne leggono la prosa, così brillante pur nell’opera faticosa delle recensioni di nuovi libri sociologici, viene con quest’ultimo libro, La sintesi economica, ad arricchire la collana dei suoi scritti economici. Nell’Analisi della proprietà capitalista il Loria aveva studiato particolareggiatamente, sia dal punto di vista dottrinale che da quello storico, le due massime forme della costituzione sociale erette – come è sua dottrina oramai celebre anche all’infuori della ristretta schiera degli economisti – sulla esistenza o sulla negazione della terra libera.

 

 

Nella Costituzione economica moderna additava le leggi della costituzione sociale che regge l’epoca moderna. Ora riassume ed integra le precedenti indagini nella Sintesi economica. Esaurita la prima serie di ricerche sulle singole costituzioni sociali, era giunto per l’insigne scrittore il momento di procedere all’altra ricerca superiore «e di indagare, non più i fenomeni, o le leggi specifiche delle singole forme economiche fin qui susseguitesi nella storia, bensì i lineamenti onnipresenti, le regolarità, la legge sovrana che tutte le disciplina e le regge. Dopo aver fotografate le tappe sociali successive, dopo averne riprodotto il succedersi a mezzo del cinematografo, si tratta ora di sovrapporre codeste immagini affine di ritrarne il tipo comune; di iniziare quella analysin situs che attende il suo Riemann, indagando il continuo amorfo costituente il fondo comune di tutte le forme e categorie economiche fin qui avveratesi; di scrivere insomma, non fosse che le linee primissime, del dramma supremo, che ha per soggetto l’uomo, per scena il mondo, per tempo l’eternità».

 

 

Al disopra del salario, dell’interesse, del profitto e della rendita, vi è un concetto più largo, quello del «reddito», che riassume in sintesi le remunerazioni delle diverse classi sociali e la cui analisi illumina di vivissima luce tutti i più riposti meandri della vita economica. Questa analisi del reddito il Loria affronta, prima studiando la produzione e poi la determinazione del reddito, ed indagandone quindi le forme, le specie ed i gradi, la quantità, la distribuzione e le derivazioni.

 

 

Ed al fine, in un quadro finale, delinea le rivoluzioni del reddito; il quale sarebbe passato a traverso tre stadi: il primo, della preistoria, in cui data la produttività esuberante del suolo, il lavoro isolato produce un eccedente sulla sussistenza del produttore; il secondo, della storia, in cui coll’attenuarsi successivo della fertilità del suolo, il lavoro isolato produce la sola sussistenza del lavoratore ed impera perciò il lavoro coattivamente associato; e l’ultimo stadio, di produttività tellurica anche più tenue, in cui il lavoro isolato produce meno che la sussistenza del lavoratore ed in cui si istituirà il lavoro liberamente associato, base di uno stato di definitivo equilibrio.

 

 

Non è possibile qui, per la natura della rassegna su cui scrivo, approfondire meglio la nuova concezione del Loria. È noto però come i suoi libri abbiano suscitato sempre discussioni feconde e controversie dottrinali altissime. Così pure accadrà – ed è l’augurio migliore che si possa fare ad un libro – di questa Sintesi economica, nella quale l’A. ha prodigato a piene mani la sua dottrina formidabile e la sua capacità a trarre insospettate deduzioni dagli accostamenti di teorie e di fatti diversissimi, per epoca e per consuetudinaria collocazione sistematica, allo scopo di illuminare i problemi più gravi e solenni del mondo sociale contemporaneo.

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