Recensione – Giovanni Sforza, L’indennità ai giacobini piemontesi
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/01/1910

Recensione – Giovanni Sforza, L’indennità ai giacobini piemontesi

«La Riforma Sociale», gennaio-febbraio 1910, p. 147

 

 

 

Giovanni Sforza: L’indennità ai giacobini piemontesi perseguitati e danneggiati (1800/1802), in Biblioteca di Storia italiana recente, pubblicata dalla R. Deputazione di Storia Patria per le antiche Provincie e la Lombardia. Vol. II, Torino, Bocca.

 

 

Interessante episodio di finanza rivoluzionaria. Ritornati i francesi in Piemonte, dopo la parentesi austro russa del 1799/1800, la Commissione di governo commise l’errore di promettere ai perseguitati ed ai “martiri” del vecchio regime una giusta indennità. Fu uno scatenarsi di ire e di recriminazioni. Lo Sforza narra con calore, con ricchezza grandissima di particolari, con documentazione compiuta, le vicende di questa indennità lungamente promessa e non mai data. In una rivista come la nostra che si occupa di questioni storiche solo in quanto possono avere un addentellato con problemi economici e finanziari, non possiamo fare un riassunto della bella monografia dell’illustre direttore dell’Archivio di Stato di Torino.

 

 

Ci limitiamo a segnalarla a quelli che ne volessero trarre degli spunti per interessanti indagini di teoria finanziaria. L’indennità ai “martiri” deve essere pagata direttamente dai “persecutori”? Ovvero i “persecutori” devono essere obbligati a versare le multe, a cui fossero stati condannati, nelle casse dello Stato, il quale avrebbe poi provveduto ad indennizzare i “martiri”? Ovvero ancora questi debbono essere indennizzati, col provento dalle imposte di Stato, senza che nulla si chieda ai “persecutori” a titolo di risarcimento? Dove finiscono i danni per furti, omicidi o saccheggi subiti per motivi privati ed indennizzabili con la procedura ordinaria e dove cominciano i danni subiti per cagioni politiche e risarcibili in via straordinaria per motivi di pubblica utilità? Questi i problemi che i giacobini piemontesi del 1800 volevano far risolvere a loro prò e che lo Sforza chiarisce lucidamente. Chi volesse fare una teoria della finanza rivoluzionaria (e sarebbe argomento degno di sintesi come e più di tanti altri) troverebbe nello scritto dell’A. materiali preziosi.

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