Recensione – Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle provincie meridionali e nella Sicilia (Roma 1910)

Tratto da:

Minerva

Data di pubblicazione: 11/09/1910

Recensione – Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle provincie meridionali e nella Sicilia (Roma 1910)

«Minerva», 11 settembre 1910, pp. 833-834

 

 

 

Alcuni anni or sono il Governo nominò una Giunta parlamentare, a capo di cui fu posto il senatore conte Eugenio Faina e di cui fu segretario generale tecnico il prof. Francesco Coletti, per studiare le condizioni dei contadini meridionali.

 

 

Ora cominciano a venire alla luce le relazioni dei commissari, e già ne furono pubblicati 12 volumi in 6000 pagine. Non è per invitare i lettori della Minerva a leggere questa massa enorme di carta stampata, che io scrivo; ma per dire che quei volumi contengono moltissime pagine interessanti e tutt’insieme costituiscono una pittura fedele e preziosa del Mezzogiorno, ed una trattazione profonda del problema meridionale, che senza forse, è il maggior problema dell’Italia nel momento presente.

 

 

Cosa notevole: questi ponderosi volumi in quarto sono, ove si faccia astrazione dalle parti puramente documentarie e statistiche, assai piacevoli a leggersi, e l’istruzione che se ne ricava è accresciuta dalla copia delle belle illustrazioni, le quali danno una nitida idea delle condizioni di vita nelle campagne e nei borghi meridionali e siciliani.

 

 

I volumi finora pubblicati sono i seguenti:

 

 

  1. Abruzzi e Molise, tomo I, relazione del delegato dott. Cesare Jarach, e tomo II, relazione del relatore parlamentare on. marchese Raffaele Cappelli;

 

  1.  Puglie, tomo I, relazione del delegato tecnico prof. Enrico Presutti;

 

  1. Campania, tomo I, relazione del delegato tecnico prof. Oreste Bordiga, e tomo II, relazione del relatore parlamentare on. conte Luchino Dal Verme;

 

  1.  Basilicata e Calabrie, tomo I, relazione sulla Basilicata del delegato tecnico prof. Eugenio Azimonti, tomo II, relazione sulle Calabrie del delegato tecnico prof. Ernesto Marenghi, tomo III, relazione del relatore parlamentare on. prof. Francesco Nitti, con note ed appendici;

 

  1.  Sicilia, relazione in due tomi del delegato tecnico prof. Giovanni Lorenzoni;

 

VII. Monografie speciali, tomo III, Dati sulle finanze locali del Mezzogiorno, del delegato tecnico prof. Giovanni Carano-Donvito.

 

 

Estrarre il succo da questa massa di lavori compiuti in parte dai delegati tecnici, i quali sovratutto fecero l’esame dei fatti, e in parte dai relatori parlamentari, ai quali spettano le conclusioni e le proposte, non è facile cosa. Ma la sintesi può essere data da due scultorie frasi che si leggono nelle relazioni del marchese Cappelli e del professor Nitti. Il primo, ad un punto delle sue peregrinazioni negli Abruzzi e nel Molise, non poté trattenersi dal ripetere commosso, rivolto ai suoi colleghi del Parlamento, la biblica frase: «Videro gli occhi miei il principio della redenzione del popolo mio». Il secondo, giunto alla fine della sua relazione, viva e suggestiva come tutti i libri suoi, così parla: «Cristoforo Colombo credeva di trovare l’India e scoprì l’America. Assai più umilmente noi siamo andati a vedere se si dovesse con opera di legge mutare i rapporti fra proprietari e contadini, e abbiamo trovato l’America».

 

 

Così è infatti. Il Mezzogiorno si trasforma e s’innalza; ma il suo risorgimento non è dovuto ad opera di leggi, a virtù di governi o a potenza d’iniziativa delle classi dirigenti; bensì all’emigrazione americana. È questa che sta trasformando violentemente gli antichi rapporti servili tra proprietari e contadini; è dessa che opera una rivoluzione grandiosa facendo passare le terre dalle mani dei «galantuomini» oziosi a quelle dei proprietari coltivatori; è dessa che migliora le condizioni edilizie dei grossi borghi meridionali con le linde casette degli americani; è dessa che fa sorgere il bisogno di istruzione.

 

 

I volumi della Commissione d’inchiesta descrivono gli inizi di questa rivoluzione magnifica che sta compiendosi sotto i nostri occhi e di cui noi non ci accorgiamo. Non avevo perciò ragione di dire che quei grossi volumi dalle molte migliaia di pagine sono una lettura interessante? Lo storico del futuro ne trarrà un volume stupendo sulle Origini della nuova Italia; mentre noi, contemporanei e spettatori della grande rivoluzione, vi saremo passati accanto senza vederla e senza curarci di dissuggellare i misteriosi volumi chiusi con sette suggelli che la Presidenza della Commissione d’inchiesta ha liberalmente diffuso per tutta Italia.

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