Recensioni – marzo 1938 (Riv. Stor. Eco.)
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/03/1938

Recensioni – marzo 1938 (Riv. Stor. Eco.)

«Rivista di storia economica», marzo 1938, pp. 82-84

 

 

 

Economisti napoletani dei secoli diciassettesimo e diciottesimo, a cura di Giorgio Tagliacozzo. Secondo vol. dei Classici del pensiero politico, pubblicati dall’Istituto nazionale fascista di cultura. Cappelli ed., Bologna, 1937. Un vol. in ottavo di pp. sessantasettesime – 456. Prezzo lire 20.

 

 

Nella collezione nella quale videro la luce, per intero o per estratto, altri libri famosi di Burke, Botero, Tocqueville, Cuoco, Pagano e Giannone viene ora pubblicata questa silloge di lunghi estratti da Serra, Broggia, Galiani, Genovesi e Filangieri. Se i vantaggi delle antologie siano superiori ai danni è materia opinabile. A tirar le somme pare che un residuo di utilità netta rimanga, principalmente sotto l’aspetto di stimolante a leggere poi le opere compiute delle quali l’antologia offerse l’occasione di ammirare l’estratto.

 

 

Delle altre tre migliori antologie da me conosciute – taccio dei manuali americani puramente scolastici e cioè Les grands economistes di Paul Gemahling (Paris, Sirey) Early Economic Thought di Monroe (Harvard University Press, Cambridge, Mass.) e State papers and speeches on the Tariff di Taussig (id.), trassi appunto il vantaggio di non aver posa sinché non mi fossi procurato intieri quegli scritti che il saggio offerto dall’antologia mi aveva dimostrati degni di lettura.

 

 

Giova sperare che così avvenga per i lettori del volume messo insieme con cura e con intelligenza dal Tagliacozzo, e che essi sentano il bisogno di leggere almeno tutto il Serra e tutto il Galiani nelle belle edizioni approntate presso il Laterza dal Graziani e dal Nicolini. In confronto agli altri due, il Broggia, il Genovesi ed il Filangieri stanno, come economisti, a gran distanza. V’ha in proposito, un parlante contrasto fra le due parti in cui si divide il discorso introduttivo del Tagliacozzo: ché se egli nella parte generale dà sovratutto rilievo, oltrecché alle pagine politiche del Serra ed ai Dialogues del Galiani, a Genovesi e Filangieri, nella lunga nota, che è invece la vera sostanza nella introduzione, chiarisce con le attenuazioni giustamente ammissibili in bocca all’editore delle loro opere, che, in fondo, come economisti, Genovesi e Filangieri non valgono gran che, il Galiani dei Dialogues è semplicemente l’uomo chiamato dalla voce concorde dei salotti parigini ad attaccare con successo il dottrinarismo astratto dei fisiocrati, il Broggia bisogna tirarlo assai per fargli dire qualcosa di interessante, laddove il Serra intiero, prima seconda e terza parte e il Galiani della moneta non si possono rileggere oggi senza un fremito di commozione dinanzi a tanto splendore di logica nel giudizio delle dottrine e delle pratiche contemporanee. Il Tagliacozzo è portato a saggiare gli economisti napoletani alla cote del pensiero vichiano. Il quale è certo un criterio di giudizio potente e fecondo per la storia del pensiero. Ma non può quel criterio, nascondere la verità nuda che, ad esempio, per la scienza economica Galiani è grandissimo esclusivamente a causa delle pagine sulla teoria del prezzo e della moneta.

 

 

Quelle pagine non dicono nulla per chi voglia studiare la storia politica ed intellettuale del regno di Napoli e perciò dell’Italia e perciò dell’Europa occidentale. Chi si proponga questo studio legga il resto dell’opera galianea e lo legga alla luce della filosofia di Vico. Ma in quelle non moltissime pagine sta il valore universale perenne, al di là e fuor del tempo suo, di Galiani rispetto alla scienza economica; e solo quelle pagine lo pongono, con Petty e Cantillon, nel novero dei creatori pre-smithiani o pre-ricardiani della scienza. Diremo grande il Serra politico per il profondo senso storico rivelato nel confrontare i governi di Venezia e Napoli e per le deduzioni che egli ne ricava intorno ai requisiti richiesti nelle classi politiche atte a governar bene un paese; ma, scrivendo di storia economica, se dureremo fatica a segnalare una sola verità da lui scoperta, non potremo non additare a modello il rigore logico dimostrato nello stritolare gli errori di ragionamento dell’avversario De Santis.

 

 

Pare piccolo il merito di Serra nell’avere dimostrato l’inconsistenza dei timori nudriti dai sopracciò del tempo suo a causa dell’uso invalso di pagare le merci esportate dal regno di Napoli con carte di cambio invece che con moneta sonante? Si pensi ai tanti che oggi si preoccupano nel vedere le nostre merci pagate in qualcosa di diverso da quelle che sono grottescamente dette divise pregiate! Non vorrei che le osservazioni ora fatte sembrassero una critica al criterio di scelta tenuto dal T.; quasi io volessi che le raccolte di economisti includessero solo le pagine strettamente economiche dei loro scritti. Anzi il contrario.

 

 

Una raccolta è tanto più significativa quanto più il pensiero di scrittori per varii rispetti ragguardevoli è esposto nella sua pienezza. Spetta ai curatori ed ai lettori sceverare in quelli scritti quanto in essi importa per la storia politica del loro paese, quanto per la storia del pensiero in generale e quanto per la costruzione della particolare dottrina di cui essi sono detti cultori. Tutti i cinque scrittori, di cui nel volume recensito sono ripubblicati taluni scritti, ebbero influenza sulla storia politica del Regno di Napoli; tutti, più o meno, e più il Genovesi ed il Filangieri, parteciparono vivamente alle correnti ideali del pensiero contemporaneo; due, il Serra ed il Galiani, meritano di essere ricordati in una storia della scienza economica e solo l’ultimo diede ad essa un contributo veramente vitale.

 

 

Poiché nella collezione dei Classici del pensiero politico, dovranno forse aver luogo, insieme coi napoletani, anche gli economisti di altre regioni d’Italia dei secoli diciassettesimo e diciottesimo, auguro che, fra i toscani il Bandini, fra i lombardi il Verri, fra i piemontesi il Vasco veggano un loro saggio, non necessariamente quello più esteso e noto, pubblicato integralmente. Per il Bandini non si fa luogo a scelta, essendosi egli, come accadde per il romanzo al Manzoni, ristretto ad un solo Discorso, e quello postumo per giunta.

 

 

Giulio Capodaglio: Sommario di storia delle dottrine economiche. Zanichelli, Bologna. Un vol. in ottavo di pp. ottave – 207. 1937. Prezzo lire 22.

 

 

Compendiosa guida consigliabile a chi voglia avere un primo orientamento nello studio delle successive fasi della dottrina. Sono contemplati anche i primitivi e gli eretici, ad esclusione per questi dei modernissimi. Pur rimanendo entro i limiti di una compilazione scolastica, l’a. dà l’impressione di aver attinto direttamente alle fonti, il che conferisce immediatezza ed efficacia alla sua esposizione.

 

 

G. Masillo: La velocità di circolazione della moneta. Rondinella, Napoli, 1937. Un vol. in ottavo di pp. undicesime – 191. Prezzo lire 15. Confrontata la teoria quantitativa con quella del costo di produzione, nei riguardi del valore della moneta, si indaga se la velocità di circolazione della moneta sia una determinante del suo valore o si limiti ad influire, a fianco di tale valore, soltanto sulla quantità della moneta stessa.

 

 

M. Resta: Concorrenza ed imperfezione dei mercati. R. Università di Cagliari, 1936. Un vol. in ottavo di pp. 166.

 

 

Nella dinamica economica non esiste concorrenza perfetta, ma soltanto imperfetta a causa della non completa trasferibilità dei capitali, dei prodotti e dei servizi. La concorrenza permane tuttavia come stimolo al raggiungimento di un tale scopo col minimo mezzo.

 

 

G. Guiglia: L’India e gli inglesi, pp. 187. Prezzo lire 10. – Stravaganze monetarie, pp. 188. Prezzo lire 10. – Spunti di politica finanziaria, pp. 180. Prezzo lire 10. – La marina da carico nella crisi, pp. 132. Prezzo lire 10. – Prezzi costi e traffici, pp. 134. Prezzo lire 10. G. MOLFINO: Il Canale di Suez, pp. 115. Prezzo lire 8. Edizioni Emiliano degli Orfini. Genova, 1936.

 

 

Serie di volumetti spigliati e bene informati, in cui vengono trattati alcuni dei più importanti problemi dell’ultimo quinquennio; monete, prezzi, traffici, aspetti economici – politici della tensione italo – inglese conseguente alla campagna etiopica.

 

 

L. Pagani: Il credito agrario in regime corporativo. Venezia, 1937. Un vol. in ottavo di pp. 127.

 

 

La vigente legislazione sul credito agrario è ispirata ai principii economici del corporativismo. Il credito agrario è una forma di credito essenzialmente reale ed il non considerarlo tale ne provocherebbe la scomparsa.

 

 

A. Giovannini : Fatti e principii nel mondo economico. Zanichelli, Bologna. Un vol. di pp. ventottesime – 732. Prezzo lire 30. – Saggi critici. Zanichelli, Bologna. Un vol. di pp. 212.Prezzo lire 12.

 

 

Il primo vol. raccogliendo scritti apparsi per lo più ne La libertà economica nel primo venticinquennio di questo secolo, costituisce un’utile rassegna critica dei problemi economici, sociali e politici che hanno caratterizzato la vita italiana di questo periodo. Il secondo volume ha carattere di attualità: economia regolata, disciplina dei fatti economici da parte dello stato, sanzioni economiche.

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