Relazione per la presentazione di Gaetano Mosca

Tratto da:

Atti della R. Accademia delle scienze di Torino

Data di pubblicazione: 01/01/1934

Relazione per la presentazione di Gaetano Mosca

«Atti della R. Accademia delle scienze di Torino», vol. 69, 1933-1934, tomo II, pp. 21-22

 

 

 

Il socio Einaudi presenta a nome del socio nazionale non residente Mosca un volume di questi dal titolo Lezioni di storia delle istituzioni e delle dottrine politiche (Un vol. di pag. VIII-339, Roma, Castellani 1932, ma giugno del 1933). Il volume chiude degnamente la carriera universitaria del nostro insigne consocio, il quale, mezzo secolo addietro, nel 1883, aveva dato la prima elaborazione scientifica dei concetti della «classe» e della «formula politica», che ebbero poi, massimamente ad opera sua, tanto sviluppo dottrinale ed ebbero tanta influenza nella formazione delle ideologie politiche più recenti. Ma le Lezioni odierne non sono una nuova esposizione della dottrina propria del Mosca; sebbene naturalmente della peculiare forma mentis ma si riscontrino profonde tracce nel quadro che egli ci offre del pensiero politico dagli antichi ad oggi. Il libro del Mosca vuole essere un manuale per gli studenti universitari atto, come egli dice, a dare ad essi «una prima idea, sia pure sommaria, di tutte le fasi attraverso le quali il pensiero e, parallelamente al pensiero, le istituzioni politiche, sono passate». Epperciò noi non cercheremo in esse l’apparato bibliografico, le discussioni sulle fonti, le informazioni sugli scrittori peregrini, le rivendicazioni del pensiero di scrittori minori, le indagini intente sulle parentele spirituali fra i diversi scrittori studiati, la ricerca di una nuova formula – adoperiamo la parola cara al Mosca – la quale volga a spiegare il corso delle dottrine politiche. No. Il dettato del Mosca è semplice, piano, istruttivo. Il pensiero politico di ogni epoca è inquadrato nel campo delle istituzioni politiche, le quali in essa vigevano; e del pensiero di ogni autore si colgono, in brevi tratti, i tratti essenziali. Passano, a centinaia, gli scrittori e di ognuno di essi è ricordato, se illuminante, qualche episodio di vita ed è riassunto il contributo dato allo studio dei problemi politici. Più ampia è la trattazione riservata ai maggiori: Platone, Aristotele, San Tommaso, Machiavelli, Rousseau e Marx. Chi non abbia tempo né voglia di sommergersi nella sterminata letteratura, la quale non di rado ha reso impenetrabile il pensiero dei maggiori, legga i quadretti vivi del Mosca. Anch’egli non si è lasciato confondere la testa dagli altri; ma ha preso in mano la Politica di Aristotele, il Principe di Machiavelli, il Saggio sulla ineguaglianza e il Contratto sociale di Rousseau; e vi ha meditato sopra.

 

 

Nel volume che presento abbiamo il frutto di queste meditazioni, che sono quelle di un uomo del quale forse non v’ha chi stia a paro per la qualità di sapere bene vedere le cose che accadono attorno a lui e valutare gli uomini i quali agiscono sull’arena politica. L’occhio del Mosca, affinato dalla lunga consuetudine con uomini di governo, grandi e piccoli, va al fondo delle pagine lette e ne estrae quello che ne è il succo sostanziale.

 

 

Leggasi quel che egli scrive del Principe di Machiavelli. Senza boria accademica, senza pretese di scovrire spiegazioni mai vedute, egli analizza i pregi e le manchevolezze dell’opera del segretario fiorentino e le ragioni della sua fortuna. Giova ricordare che l’analisi è scritta da chi nel 1883, a venticinque anni di età, scriveva quella fine e penetrante critica del governo parlamentare, rimasta sinora insuperata, la quale tiene tanto dell’indole delle migliori scritture politiche che il Mosca soleva poi esporre ai giovani negli ultimi anni del suo insegnamento.

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