Relazione per la presentazione di Salvatore Pugliese

Tratto da:

Atti della R. Accademia delle scienze di Torino

Data di pubblicazione: 01/01/1932

Relazione per la presentazione di Salvatore Pugliese

«Atti della R. Accademia delle scienze di Torino», vol. 67, 1931-1932, tomo II, pp. 237-238

 

 

 

Il Socio Einaudi presenta, a nome dell’Autore, un volume su Le prime strette dell’Austria in Italia del dott. Salvatore Pugliese (Milano, Treves, 1932). L’A., noto agli economisti e agli storici per le sue ricerche fondamentali sull’agricoltura nel Vercellese dal 1700 al 1925 e sulle condizioni economiche e finanziarie della Lombardia nella prima metà del secolo XVIII, ha qui affrontato un tema più vasto: le relazioni fra il sacro romano impero di nazione germanica e gli Stati italiani che si pretendevano suoi vassalli dai tempi di Carlo V sino alla rinuncia alla corona di Carlomagno dichiarata il 6 agosto 1806 da Francesco II. Le difficoltà che il Pugliese dovette superare per portare a termine il suo assunto furono grandissime, per la mancanza di scientifiche trattazioni da parte dei giuspubblicisti del tempo, i quali se ne occuparono saltuariamente in memorie cui va attribuita indole prevalente di allegazioni forensi e per la frammentarietà delle fonti archivistiche: corrispondenze delle Corti di Genova e Firenze con i loro inviati a Vienna, elenchi di sussidi rinvenuti tra le carte imperiali; memorie alquanto estese e documentate nei soli archivi della Corte di Torino, di quella cioè la quale meglio seppe resistere alle pretese tedesche. Lo stato frammentario delle fonti archivistiche deriva dalla singolare figura storica del sacro romano impero nei secoli più vicini a noi; sostanzialmente morto sin dal medio evo come entità politica territoriale, ma redivivo a tratti con pretese di riconoscimenti feudali e pagamento di tributi straordinari in occasione di guerre. Quel che v’era di pericoloso in quella saltuaria reminiscenza erano i tratti ora umili ed ora imperiosi che si alternavano a seconda delle fortune politiche e bellicose della Casa d’Austria, investita della dignità imperiale. Quando a mezzo il secolo XVIII, quelle fortune giunsero al massimo splendore, si aggravò oltre misura il pericolo che per l’indipendenza degli Stati italiani nasceva dai lontani ricordi dell’impero fantasma. Pericolo che la supremazia napoleonica parve distruggere per sempre, ma risorse più minaccioso che mai, trasformato in diretto ed indiretto dominio austriaco, dopo il 1814. Il titolo che l’A. dà al volume di Prime strette dell’Austria in Italia, il quale a primo aspetto ha apparenza anacronistica, giova perciò invece a mettere in luce la trama sulla quale è tessuta la dotta ricostruttrice narrazione storica.

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