Relazione sulla memoria di Mauro Fasiani

Tratto da:

Atti della R. Accademia delle scienze di Torino

Data di pubblicazione: 01/03/1926

Relazione sulla memoria di Mauro Fasiani

«Sulla teoria dell’esenzione del risparmio dall’imposta»

«Atti della R. Accademia delle scienze di Torino», vol. 61, 1925-1926, pp. 425-426 (tomo II, pp. 201-202)

 

 

 

La memoria del dott. Mauro Fasiani si propone di dimostrare che la tendenza del legislatore ad esentare sempre più il risparmio dall’imposta, è dovuta alla naturale reazione dei fattori dell’equilibrio economico, tendenti ad eliminare la doppia imposizione.

 

 

Essa si compone di due parti:

 

 

Nella prima parte è esaminata la teoria della doppia tassazione del risparmio e sono respinte le numerose critiche a cui fu assoggettata; combattendo dapprima l’opinione che la tassazione del «reddito guadagnato» non importi doppia imposizione sul risparmio, per essere il frutto del risparmio una ricchezza nuova in confronto al reddito risparmiato; ed in secondo luogo sottoponendo ad acuta disamina la teoria secondo cui il criterio dell’«utilità» differenziale delle successive quote di reddito giustificherebbe la eventuale doppia tassazione del risparmio.

 

 

Nella seconda parte, premesso che il fenomeno tributario va riguardato come uno scambio di beni privati con beni pubblici, si dimostra:

 

 

1)    che la doppia tassazione del risparmio tende ad alterare l’equilibrio di tale scambio;

 

2)    che i fattori naturali dell’equilibrio generale si oppongono e reagiscono a queste alterazioni;

 

3)    che tale reazione spiega la tendenza del legislatore ad esentare sempre più il risparmio, non essendo essa smentita ma secondata dai fenomeni già scoperti sulla base della teoria dell’utilità differenziale di successive dosi di reddito.

 

 

Nella sua trattazione il dott. Fasiani fa bensì riferimento a precedenti dibattiti intorno al problema considerato, taluno dei quali ebbe già eco nelle pagine delle nostre Memorie accademiche, ma il filo logico della sua argomentazione si svolge intorno ad un concetto, il quale può, entro certi limiti, essere considerato come il suo proprio contributo alla soluzione del vessato problema: non tanto doversi discutere intorno alla giustizia od ingiustizia della tassazione del risparmio; e neppure intorno alla preferibilità di una definizione piuttosto che di un’altra del reddito. La soluzione di un problema tributario non può essere fatta dipendere da una «definizione» più o meno arbitraria di quello che sia la doppia tassazione od il reddito. Mutata la definizione muterebbero anche le illazioni logiche ricavate da essa. Invece l’A. della memoria ama soffermarsi su di un altro punto: il sistema di imposta che si costruisce sulla base della tassazione dell’intiero reddito, compreso il risparmio, è un sistema stabile?

 

 

L’equilibrio di forze economiche che esso determina è duraturo? A giudizio suo tale esso non è; ed il legislatore il quale, nei limiti delle possibilità tecniche, tende ad esentare il risparmio, altro non fa che accelerare quell’adattamento di forze in un equilibrio duraturo, che, in forme più costose, tenderebbe in ogni modo a prodursi.

 

 

La conclusione cui l’A. giunge può essere soggetta a critiche; ma l’indagine è condotta con rigore logico, e con ampia utilizzazione e meditazione delle fonti; e la vostra commissione opina perciò che la Memoria del dott. Fasiani sia meritevole di essere accolta nei nostri volumi accademici.

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