Sul progresso dell’insegnamento economico e sui lavori collettivi

Tratto da:

Rivista di storia economica

Data di pubblicazione: 01/09/1938

Sul progresso dell’insegnamento economico e sui lavori collettivi

«Rivista di storia economica», III, n. 3, settembre 1938, pp. 241-263

 

 

 

The London School of Economics and Political Science. A reprint of the first Calendar (for the Session 1895 – 96) 1934, ottavo, p. 11.

 

 

The Calendar of the London School of Economics and Political Science (University of London) for the forty-third Session: 1937-38, The London School ecc. Houghton Street, Aldwych, London, W. C. 2, 1937, ottavo pp. 506 – quattordicesime. Prezzo 33sh. 6d. (postage 6d).

 

 

L’enseignement economique en France et a l’etranger. Cinquantenaire de la “Revue d’economie politique”, 1887-1937. Librairie du Recueil Sirey, Paris, 1937, ottavo, pp. ottave-262, s. i. p.

 

 

Alfonso De Pietri Tonelli – Le tradizioni dell’economia classica del

Ferrara e taluni degli odierni insegnamenti economici a Cà Foscari. Cedam, Padova, 1937, ottavo, p. 53, s. i. p.

 

 

  • 1. – Chi voglia far la storia dell’avanzamento negli studi economici nell’ultimo tempo dovrà confrontare i due annuari pubblicati dalla Scuola di scienze economiche e politiche di Londra che sono ricordati sopra: il primo per l’anno accademico 1895-96 e l’ultimo per il 1937-38. Un opuscolo di undici paginette il primo, uno spesso volume di oltre cinquecento pagine il secondo. “La crescente importanza dei problemi sociali ed economici ha richiamato l’attenzione sulla necessità di provvedere meglio ad un sistematico tirocinio nelle scienze economiche e politiche ed al promuovimento di ricerche originali”. Un gruppo di promotori organizzava perciò, sotto la direzione dello Hewins, una scuola privata allo scopo di offrire, non solo a giovani, ma anche a uomini maturi desiderosi di perfezionare le loro cognizioni, e perciò molti corsi si tenevano dopo le 6 pom.: 1) conferenze (lectures) pubbliche in “economia” (20 conferenze di Hewins sullo stato in rapporto con l’industria e col commercio; 3 di Cunningham sugli effetti economici dell’immigrazione straniera); in “commercio” (6 conferenze di Acworth sull’economia ferroviaria); in “geografia commerciale” (20 conferenze di Mc Kinder sull’influenza delle condizioni geografiche sullo sviluppo commerciale); sulla “storia commerciale” (20 conferenze di Hewins sulla storia del commercio inglese); sul “diritto commerciale e industriale” (20 conferenze di Munro sul diritto in rapporto alla circolazione e distribuzione della ricchezza); su “moneta e banche” (20 conferenze di Foxwell su la storia e i principii della banca in Inghilterra, 6 di Peel sulla Banca di Francia); su “imposte e finanza” (4 conferenze di Cannan sulla storia e 6 di Harper sul problema delle imposte locali); su “la scienza politica” (20 conferenze di Graham Wallas sulla costituzione inglese dopo il 1832); 2) corsi di lezione in classe propriamente dette, triennali per l’economia e la statistica (e qui compare per la prima volta il nome di Bowley, di cui si ricordano le distinzioni scolastiche) e variabili per gli altri gruppi. Un insieme di conferenze e di lezioni messo insieme con mezzi di fortuna e con gli uomini che si avevano sottomano disposti a dare, nelle ore libere da maggiori impegni, la loro collaborazione alla nuova iniziativa.
  • 2. – C’era però nella scuola uno spirito animatore che la fece crescere. Oggi, occorrono 18 pagine per dare l’elenco dei soli nomi dei membri della corte dei governatori, dei governatori onorari, dei governatori consulenti sui problemi ferroviari e sulla gestione delle imprese, dei professori, lettori, docenti, assistenti lettori, ripetitori ed assistenti e dei funzionari. La scuola è ancora, come del resto le più famose università britanniche, una fondazione autonoma; ma è divenuta una branca dell’università di Londra; la biblioteca si è ingrandita ed ha pubblicato un catalogo monumentale; due riviste “Economica” e “Politica” oltre a parecchie raccolte di studi, vengono alla luce ad opera del corpo accademico. D’accordo con Cambridge, la scuola dà opera ad un “Economic service”, il quale pubblica bollettini periodici e memorie saltuarie. I corsi si sono moltiplicati in modo da rendere necessario costituire 16 dipartimenti separati: Antropologia e colonie, economica, inglese, geografia, storia, relazioni internazionali, diritto, logica e metodo scientifico, lingue moderne, scienza politica e amministrativa, psicologia, scienza sociale e amministrazione sociale, sociologia, statistica, trasporti. Mi limiterò a dare un quadro dei corsi impartiti nel dipartimento economico:

 

 

Primo. – Teoria economica generale.

 

 

  • Dr. Benham, Elementi di economia Lezioni 35
  • Prof. Robbins, Principi generali di analisi economica ” 35
  • Mr. Whale, Teoria della moneta e del credito ” 20
  • Prof. Hayek, Fluttuazioni industriali ” 10
  • Dr. Benham, Commercio internazionale e cambi esteri ” 10

 

 

In aggiunta si tengono “classi” di cinque tipi diversi a seconda della preparazione degli studenti, ammessi dietro consenso degli insegnanti. Vi insegnano i Proff. Bonn, Hayek e Robbins ed i sigg. Coase, Fowler, Kaldor, Lerner, Thomas, Durbin.

 

 

Per gli studenti già graduati sono offerti i seguenti corsi:

 

 

  • Prof. Robbins, Teoria economica Un seminario ogni settimana nel pomeriggio.
  • Prof. Hayek, Teoria economica Un seminario ogni settimana nella sera.
  • Mr. Kaldor, Capitale ed interesse Lezioni 10
  • Prof. Robbins, Problemi particolari di economia superiore ” 10
  • Prof. Hayek, Problemi particolari di economia superiore ” 6
  • Mr. Allen, Alcuni problemi di Econometrica ” 10
  • Mr. Allen, Introduzione all’economia matematica ” 15
  • Prof. Hayek, Il problema dell’economia collettivistica ” 6
  • Mr. Durbin, I piani economici in teoria e in pratica ” 6
  • Prof. Hayek, Il progresso dell’economia fino al 1870 ” 20
  • Proff. Gregory e Robbins, Il pensiero economico inglese moderno, pensiero e pratica ” 10
  • Mr. Kaldor, La teoria della produzione ” 15
  • ” ” Teoria e pratica della formazione delle tariffe doganali ” 5
  • Mr. Lerner, La teoria dei numeri indici ” 10
  • ” ” Teoria superiore del commercio internazionale ” 10
  • Mr. Durbin, La controversia attuale della potenza d’acquisto ” 10
  • Mr. Lerner, La disoccupazione in teoria e in pratica ” 5
  • Mr. Kaldor, Problemi superiori di teoria economica (statistica e dinamica) ” 10

 

 

Secondo. – Economia applicata.

 

 

a) In generale:

  • Proff. Gregory, Plant e Robbins. Problemi economici britannici inglesi Lezioni 8
  • Prof. Gregory, Problemi correnti di politica monetaria ” 6
  • Prof. Bonn, Sguardo economico al 1918-35 ” 15
  • Prof. Plant, La struttura dell’industria moderna ” 10
  • Dr. Thomas, Teoria e pratica del mercato del lavoro ” 8
  • Dr. Benham, Finanza pubblica ” 8
  • Rt. Hon. Lees – Smith e Mr. Schwartz. Finanza pubblica descrittiva ” 10
  • Mr. Coase, Problemi di monopolio ” 6
  • Prof. Parry e Mr. Seaborne Davies, La legislazione relativa alle restrizioni e al commercio ” 4
  • Prof. Plant, Mr.Fowler, Mr. Schwartz e Dr. Thomas, Problemi economici dell’industria moderna ” 10
  • Dr. Thomas, Le leghe operaie e la mobilità del lavoro ” 5
  • Mr. Schwartz e Mr. Paish, Rischio ed assicurazione ” 10
  • Mr. Schwartz, La economia del diritto relativo alle società per azioni ” 10
  • Mr. Paish, Mercati dei prodotti e borse ” 6
  • Mr. Schwartz e Mr. Paish, La finanza dell’industria ” 14
  • Mr. Coase e Mr. Fowler, La economia delle imprese pubbliche (public utilities) ” 14
  • Mr. Lerner, La distribuzione del reddito ” 5

 

 

In aggiunta sono organizzate classi settimanali su l’industria e le imprese pubbliche ad opera del Prof. Plant e di Mr. Schwartz e ripetizioni del Dott. Austey e di Mr. Ponsonby.

 

 

Agli studenti già graduati sono offerti i seguenti corsi:

 

 

  • Prof. Bonn, L’economia sperimentale negli 20 adunanze di seminario Stati Uniti e nel continente nel pomeriggio.
  • Dr. Thomas, Assicurazione sociale comparata Lezioni 8

 

 

b) Banca e moneta:

 

 

  • Prof. Gregory, La banca negli Stati Uniti ” 10
  • Mr. Whale, Le organizzazioni del credito ” 15
  • Prof. Gregory, Storia della moneta e della banca in Inghilterra, con particolare riguardo al periodo successivo al 1797 ” 20
  • Mr. Secord, Storia monetaria post – bellica ” 15

 

 

In aggiunta si tengono gruppi di classi settimanali sulla moneta e sulla banca dal prof. Gregory, da Mr. Whale, e da Mr. Secord. Agli studenti già graduati sono offerti:

 

 

  • Prof. Gregory, Storia controversie monetarie contemporanee ” 6
  • Prof. Gregory e Mr. Whale, Un seminario su argomenti superiori di banca

 

 

c) Amministrazione e contabilità.

 

 

  • Prof. Plant, Organizzazione delle imprese industriali e problemi di politica aziendale Lezioni 20
  • Mr. P. A. Wilson, Organizzazione delle imprese industriali e problemi di politica aziendale ” 6
  • Mr. Rowland, Contabilità, prima parte ” 28 Id, id, seconda parte ” 26
  • Mr. Edwards, Contabilità industriale e calcolo dei costi ” 15

 

 

Il sig. Edwards tiene anche “classi” settimanali in relazione alle lezioni.

 

 

Si rivolgono a studenti graduati:

 

 

Un seminario settimanale del prof. Plant, La gestione dell’impresa al lume della teoria economica; ed i seguenti corsi annuali:

 

 

  • Mr. P. A. Vilson, Relazioni di affari,
  • Mr. Paish, Finanza delle imprese,
  • Mr. Coase e Mr. Edwards, Problemi di costo e di vendita per i fabbricanti,
  • Mr. Fowler, Problemi di costo e di vendita per i commercianti,
  • Mr. Brown, Statistica degli affari,
  • Mr. Rowland e Mr. Edwards, Contabilità amministrativa,
  • Mr. Coase, Principi economici,
  • Mr. Rowland, Tendenze moderne nella contabilità ” 3

 

 

Terzo. – Problemi regionali e particolari.

 

 

  • Prof. Condliffe, Problemi economici internazionali Lezioni 20
  • Dr. Austey, Il commercio delle merci principali ” 10

 

 

Organizzazione del commercio e dell’industria in particolari aree classi e esercitazioni

 

 

  • Prof. Bonn, Europa,
  • Prof. Condliffe e Dr. Shanahan, America settentrionale e meridionale,
  • Dr. Austey, India ed Estremo Oriente,
  • Prof. Condliffe e De. Benham, Africa ed Australia,
  • Dr. Turin, I problemi economici della Russia contemporanea Lezioni 10
  • ” ” Seminario di ricerche russe,
  • Prof. Condliffe e Dr. Austey, 15 sedute di classe
  • Mr. Kolder, Il problema danubiano Lezioni 4

 

 

Per studenti graduati:

 

 

  • Prof. Condliffe, Seminario sulle relazioni economiche internazionali,
  • Dr. Austin, Sviluppo economico e commercio indiano ” 15
  • ” ” Seminario su problemi dello sviluppo economico indiano.

 

 

  • 3. – Ho dato solo i titoli dei corsi; ma per ognuno di essi, il calendario reca un breve programma degli argomenti svolti e l’elenco dei libri raccomandati agli studenti. Riproduco l’elenco fornito per il corso di 35 lezioni del prof. Robbins sui principii generali dell’analisi economica. È il corso fondamentale di economia aperto agli studenti, i quali hanno già seguito il corso di istituzioni del Dr. Benham: Premesso che gli studenti debbano aver letto i “Principles of Economics” di Taussig ed il primo vol. del “Commonsense of Political Economy” del Wicksteed, si osserva che il programma del corso è all’incirca quello medesimo trattato in “Risk, Uncertainty and Profit” del Knight. A intendere però questo libro si richieggono molte letture preliminari e vi sono molti problemi per cui la trattazione dello Knight deve essere integrata. Tutti gli studenti i quali si preparano all’esame finale dovrebbero leggere i “Principles of Economics” di Marshall, le “Lectures on Political Economy” di Wicksell, primo vol., e l’”Economics of Welfare” di Pigou. Le opere seguenti sono altresì utili per questo corso e per quelli strettamente connessi ed obbligatori per studenti non specializzati: HICKS, “The theory of Wages”; ROBINSON, “The Economics of Imperfect Conpetition” (omettendo le sezioni segnate come particolarmente tecniche); HABERLER, “The Theory of International Trade”; ROBBINS, “The nature and Significance of Economic Science” (2nd ed.); SCHUMPETER, “Epochen der Dogmen-und-Methodengeschichte”.

 

 

Gli studenti i quali sono diventati padroni del contenuto di queste opere e che desiderano di passare ad uno studio più intensivo di argomenti particolari trattati nelle lezioni possono consultare alcuni dei libri seguenti:

 

 

  • A) Introduzione: Cairnes, “The Character and Logical Method of Political Economy”; Mises, “Grundprobleme der Nationalokonomie”; Menger, “Grundsatze der Volkswirtschaftslehre, Untersuchungen u. d. Methode.
  • B) Statica: 1) Teoria del valore e dello scambio: Bailey, “A Critical Dissertation on Value”; Hicks and Allen, “A Reconsideration of the Theory of Value” (“Economica”, N. S., primo vol.); Edgeworth, “Mathematical Psychics”; Pareto, “Manuel d’Economie Politique” (terzo – settimo cap.); Marshall, “The Pure Theory of Foreign and Domestic Values”. 2) Teoria della produzione e della distribuzione. a) Produzione acapitalistica: Ricardo, “Principles of Political Economy”; Bohm – Bawerk, “Karl Marx and the Close of his System”; Senior, “On the Cost of Obtaining Money”; Taussig, “Wages and Prices in International Trade” (“Quarterly Journal of Economics”, 1906); Lerner, “The Diagrammatic Representation of Cost Conditions in International Trade (“Economica”, 1932); “The Diagrammatic Representation of Demand Conditions in International Trade (“Economica” 1934); Schneider, “Theorie der Produktion”; Williams, “Suggestion for Constructing a Model of a Production Function” (“Review of Economic Studies”, primo vol.); Jacob Viner, “Cost Curves and Supply Curves” (“Zeitschrift fur Nationalokonomie”, terzo vol.); Chamberlin, “The Theory of Monopolistic Competition”; Hicks, “The Theory of Monopoly” (“Econometrica”, terzo vol.). b) Produzione capitalistica: Fisher, “The Theory of Interest”; Taussig, “Wages and Capital”; Bohm Bawerk, “Kapital und Kapitalzins”; Hayek, “Prices and Production”; “The Relationship between Investment and Output” (“Economic Journal”, 1934); Fetter, “The Relation between Rent and Interest”.
  • C) Statica comparata: Robinson, “Economics of Imperfect Competition”; Robbins, “On the Economic Effects of Variations of Hours of Labour” (“Economic Journal”, 1929); Lerner, “The Elasticity of Substitution (“Review of Economic Studies”, primo vol.); Benham, “Taxation and the Relative Prices of the Factors of Production” (“Economica”, secondo vol. N. S.); Ricardo, “Principles of Political Economy” (specialmente i capitoli sulle imposte).
  • D) Dinamica: Hicks, “The Theory of Uncertainty and Profits” (“Economica”, 1931); Rosenstein Rodan, “The Role of Time in Economic Theory” (“Economica” primo vol., N. S.); Kaldor, “A Classificatory Note on the Determinateness of Equilibrium” (“Review of Economic Studies”, primo vol.); Lavington, “The English Capital Market”; Hayek, “Monetary Theory and the Trade Cycle”; Pigou, “Industrial Fluctuations”; Haberler, “Prosperity and Depression”; Hicks, “Gleichgewicht und Konjunktur”, “Zeitschrift fur Nationalokonomie”, quarto vol. 4. – Che razza di studenti sono codesti, i quali, per ottenere un diploma di baccelliere dopo tre anni di corso, debbono obbligatoriamente meditare su tanti volumi di grande marca e sono invitati a perfezionarsi su tanti altri?

 

 

Forse il curioso può cominciare ad intravvedere – per vedere importerebbe vivere a lungo nelle scuole – leggendo il bel volume che i due direttori della “Revue d’economie politique” Charles Rist e Gaetan Pirou hanno pubblicato per commemorare il cinquantenario della gloriosa rivista. Poiché questa era stata fondata allo scopo principale di rinnovare l’insegnamento economico in Francia, i due direttori rifletterono che forse degno modo di dimostrarne l’efficacia era quello di esporre lo stato attuale dell’insegnamento economico in Francia ed all’estero. Ne è uscito un volume istruttivo e stimolante. A farne un riassunto occorrerebbero troppe pagine. Ecco alcuni dei problemi ai quali esso fornisce l’elemento di una risposta: L’unione degli studi economici con quelli giuridici, usata in Francia, in Italia, in Austria, ed ora anche in Germania, è stata feconda? Il metodo cambridgiano dello studio astratto, con derivazioni e legami prevalentemente di filosofia utilitaristica e di matematica, entro che limiti – pare per la preparazione dell’insegnamento – è preferibile? Il tipo di seminario londinese, al quale intervengono parecchi professori e lettori, ed in cui le memorie degli studenti non sono lette, ma distribuite preventivamente a tutti i frequentatori, cosicché la discussione iniziata da un obbiettatore preventivamente designato può iniziarsi subito ed ha luogo promiscuamente fra professori e studenti, è più fecondo del tipo di seminario al quale assistono solo un professore ed i suoi assistenti e studenti? Quale è il valore rispettivo dei risultati ottenuti negli ambienti universitari a tipo umanistico (vecchie università) ed in quelli a tipo pratico (scuole di ingegneria, di commercio, di amministrazione)? Quali sono le ragioni per le quali Cambridge e Londra sono diventate i due maggiori centri di irradiazione del pensiero economico che oggi si conoscano, le scuole dove si pongono i problemi sui quali, dopo qualche mese od anno, si affannano gli economisti del mondo intero? Quale è il contenuto, differentissimo da paese a paese, del sapere il quale trova una traduzione verbale nei titoli di baccelliere, maestro, dottore?

 

 

  • 5. – Ad alcune di queste domande risponde per l’insegnamento economico nella vecchia gloriosa “Scuola di commercio” di Venezia, che ora, per mania di uniformità verbale, dicesi “Facoltà di economia e di commercio”, il prof. Alfonso de Pietri Tonelli nel terzo scritto sopra annunciato. Sono note le due cause le quali hanno vietato allo schema walrasiano-paretiano di ottenere dappertutto quel fervore di consenso e di seguito, che è ammirabile caratteristica dell’opera scientifica del De Pietri Tonelli. La prima, accidentale ed estrinseca, è la mancata traduzione in lingua inglese degli scritti di Walras e di Pareto; del quale l’unica opera voltata in inglese, il “Trattato di sociologia”, presenta purtroppo al lettore anglosassone la svalutazione che all’autore piacque fare della scienza economica. La seconda è il salto che si riscontra fra la visione stupenda dell’equilibrio generale e la trattazione dei concreti problemi economici. In questi, le incognite diventano talmente numerose che non si riesce più a tener dietro alle equazioni che occorrerebbe porre; sicché gli indagatori ritornano, disperati, al vecchio metodo degli equilibrii parziali e si arrabattano alla meglio a giungere a qualche conclusione dietro lo schermo del rebus sic stantibus. Se sia possibile di colmare il vuoto, è punto che qui non si vuol discutere. De Pietri Tonelli nel suo discorso vuole mettere in luce la continuità di sviluppo della scienza da Ricardo, attraverso Ferrara che fu lustro della “Scuola” veneziana, a Cournot, Walras e Pareto; ma quella continuità, che dovrebbe essere di teorie le quali l’una dall’altra nascono e crescono e si perfezionano, non si vede. Lo schema storico delle fasi di sviluppo della scienza: 1) sperimentale, prima qualitativa e poi quantitativa; 2) razionale od analitica, prima particolare e poi generale; 3) di nuovo sperimentale, di controllo o di applicazione è puramente scolastico e non è adatto a raffigurare la successione dei fatti.

 

 

Né Ricardo né Ferrara possono essere ficcati in nessuna di quelle fasi; perché, a lor modo, entrano in tutte. Che cosa è lo schema del prezzo dato dal costo di produzione se non uno schema analitico generalissimo? Imperfetto, quanto si vuole, ma razionale e generale; suffragato da prove di controllo. Che cosa è il quadro economico di Quesnay se non uno schema analitico ancor più generale di quello di Ricardo? Imperfettissimo, si intende, tanto da riuscire incomprensibile, ma generalissimo e puramente razionale.

 

 

  • 6. – Nella collaborazione internazionale per il perfezionamento della scienza economica di cui i tre volumi recensiti rendono testimonianza, forse gli italiani si distinguono per l’individualismo del loro lavoro ed insieme per l’affermazione di numerose scuole. Ognuno lavora da sé, a casa propria od al più nel suo seminario, con allievi, i quali pendono dal suo labbro; ed il loro insieme pare costituisca scuola. De Pietri Tonelli, rendendo conto del suo lungo e probo lavoro di continuazione e perfezionamento degli schemi walrasiani-paretiani, a tratti scrive pagine commoventi. Questo è l’essenziale: che lo studioso sia animato dallo spirito di verità. Non sono essenziali gli schemi, le scuole, le sette. Perciò il lavoro individuale è più fecondo di quello che gli americani chiamano il “team – work”, il lavoro attruppato di gente che tira insieme il peso e si anima con grida ritmiche. D. P. T. fa compilare da assistenti ed allievi repertori alfabetici – analitici di leggi e documentari statistici di dati di politica economica e finanziaria nel periodo che va dall’anno primo all’anno n. Nobile fatica, la quale però acquista valore solo quando sia indirizzata ad una conoscenza. Quale? Questa può essere vista solo dalla mente dell’indagatore; ed è diversa da uomo a uomo. Allo studioso non urgerà conoscere dati che nel repertorio e nel documentario non si trovano o furono visti con altri occhi dai suoi? Chi vuole conoscere qualcosa può fare a meno di rendersi ragione di ogni singolo dato, il quale occorra a formare la sua conoscenza? Chi dà sapore ai diagrammi logaritmici che il D. P. T. fa disegnare su fogli logaritmici trasparenti sovrapponibili? Se chi sovrappone e guarda, non ha in testa una qualche ipotesi da verificare, temo veda poco. L’ipotesi può essere suggerita dalla contemplazione delle linee che si rincorrono e si incrociano; ma il momento creatore è sempre quello della testa ragionante individua. Il lavoro collettivo non si riduce dunque, se fecondo, a quello che gli storici conoscono sotto il nome di regesto, o riassunto, con riproduzione di tutto l’essenziale, di ogni singolo documento? con indici e schedari, i quali consentano ad ogni studioso di far da sé il cammino il quale conduce alla creduta verità? Questo lavoro tenuto di solito in poco conto e abbandonato, con boria, ai bibliografi ed agli archivisti è il “team-work” veramente utile. È anche lavoro collettivo quello di chi, dovendo copiare o collazionare centinaia e migliaia di documenti, od eseguire computi su dati grezzi a decine di migliaia, dirige e controlla il lavoro di assistenti, segretari e computisti di cui egli sia sicuro come di se stesso. Costoro, a suon di male parole e di rifacimenti, imparano il metodo e diventano capaci a ricerche indipendenti. Lo studioso risparmia fatica materiale e, se il suo controllo è davvero attento e minutissimo, non smarrisce il sapore del dato greggio e della fonte diretta. Più in là, non so se il lavoro collettivo frutti. Senza giungere sino al disprezzo insolente di Pantaleoni – le scuole, disse egli un giorno, sono sindacati di imbecilli – per le cosidette scuole scientifiche, la loro utilità pare per fermo praticamente ristretta ai seminari di discussione alla foggia londinese; nei quali i giovani possano imparare dalle discordanti tesi di parecchi maestri, fervidamente disputanti fra di loro, a non giurare mai in verba magistri ed a osare di contrapporre essi medesimi tesi a tesi, imparando così a diventare maestri.
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