Sulla situazione parlamentare e ministeriale

Tratto da:

La Stampa

Data di pubblicazione: 30/12/1900

Sulla situazione parlamentare e ministeriale

«La Stampa», 30 dicembre 1900

 

 

 

Le mie previsioni cha la crisi provocata dalle dimissioni del ministro del tesoro, onorevole Rubini, era lunga e piena di pericoli, si avverano di giorno in giorno.

 

 

Dopo mille tentativi fatti presso varii personaggi politici, appartenenti anche a diverse frazioni della Camera, il Ministero Saracco non ha ancora trovato un titolare al portafoglio del tesoro, quantunque, appena scoppiata la crisi, gli ufficiosi affermassero solennemente che la piccola crisi sarebbe risoluta in pochissimi giorni. Tutti gli interpellanti rifiutarono recisamente l’offerta, perché è opinione generale che siamo in periodo di crisi latente, la quale, se non scoppia prima, scoppierà certamente dopo l’apertura della Camera. Si sarebbe trovato facilmente qualche deputato il quale si sarebbe assunto la croce del potere, anche nell’incertezza dell’ora presente sull’indirizzo finanziario economico del Governo.

 

 

In un regime parlamentare non mancano mai gli ambiziosi d’ingegno che accettano il portafoglio e si adattano al programma che pel momento raccoglie la maggioranza dei suffragi. Ma chi è quell’ambizioso di ingegno che voglia accettare oggi un portafoglio colla certezza quasi assoluta di doverlo lasciare alla fine di gennaio? Ciò vuol dire togliere ogni probabilità di diventare ministro nella futura combinazione: e poi, il potere di pochi giorni rende così ridicoli, che nessuno sente il coraggio di osare.

 

 

In tutti i circoli politici – quei pochi scarsi che sono rimasti in questa fine di anno – si parla del Ministero Saracco – come di un Ministero in crisi, e quanti avvicinano in questi giorni i ministri comprendono facilmente che non vi ha più Governo.

 

 

Non si può oggi assolutamente prevedere in quale modo si svolgerà la prossima crisi generale; ma è voce molto fondata che, come già vi telegrafai, l’on. Saracco sarà novamente incaricato della formazione del nuovo Ministero: si sono fatti anche nomi di attuali ministri, come Gallo e Gianturco, ma sono voci che non hanno fondamento, perché tanto all’uno quanto all’altro mancherebbe una larga base parlamentare, tanto più necessaria in questi momenti in cui dal Governo si attende molto. Le maggiori probabilità in questo momento sono sempre per l’on. Saracco, il quale si riserverebbe soltanto la presidenza del Consiglio; ma con quali uomini e con quali tendenze il Saracco comporrà il suo secondo Ministero è finora ignoto: forse lo stesso presidente del Consiglio, agitato anch’egli fra le due tendenze che dividono la Camera, non ha preso a questo riguardo decisione alcuna, riservandosi di farlo all’ultimo momento, per vedere anche come la situazione parlamentare si delinea e quale tendenza sia più spiccata.

 

 

I tentativi di parecchi personaggi, che vivono molto al di sopra delle meschine lotte parlamentari, per un accordo fra i due parlamentari che hanno più seguito in questo momento alla Camera, gli onorevoli Giolitti e Sonnino, hanno dovuto spezzarsi innanzi a rivalità antiche e recenti. è un problema grave oramai, quanto quello della quadratura del circolo, mettere assieme, nello stesso Ministero un ex-presidente del Consiglio ed ex- ministro degli interni, ed un ex-ministro, che aspira, sia pure senza fretta alcuna, alla presidenza del Consiglio e al portafoglio degli interni. Chi sarà il presidente del Consiglio, chi il ministro degli interni? I giolittiani non vogliono il Sonnino, i sonniniani non vogliono il Giolitti. Con queste avversioni reciproche – credo molto ingiustificate – ogni accordo nella pratica è impossibile.

 

 

E i desiderosi di un Governo forte, nel quale le misere lotte personali abbiano solo una pallida eco, rimangono e rimarranno per molto tempo ancora assolutamente insoddisfatti. Forse quando l’acqua premerà, i costituzionali si metteranno d’accordo: speriamo che non sia troppo tardi. Del resto è sempre così, i fatti sono più forti di tutte le volontà ed anche di tutti i capricci umani.

 

 

Si parla anche di una combinazione che fa capo a Sonnino, sulle basi dell’antica Maggioranza di Pelloux, aggiuntovi qualche gruppo di Sinistra dissidente: ma anche a questa combinazione manca una grande base parlamentare: non mancano le voci di una combinazione Giolitti, che andrebbe da Sacchi a Prinetti, passando da Zanardelli e da Rudinì.

 

 

Nelle attuali condizioni della Camera, e per le ragioni che già vi spiegai, credo però che più facile sia una nuova incarnazione Saracco; con quale colore non si sa. E come si potrebbero avanzare previsioni ragionate in un caos dove tutto muta in un minuto secondo?

Torna su