Un almanacco inglese
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/02/1899

Un almanacco inglese

«Germinal», 1 febbraio 1899, pp. 30-31

 

 

 

Può sembrare strano il discorrere di un almanacco e per giunta di un almanacco «dedicato, a nome degli stanchi e degli oppressi di tutto il mondo, a coloro che aspirano ad una nuova organizzazione della società, di cui il più saldo fondamento sarà il lavoro utile ed in cui il compenso più alto sarà il servizio del popolo». Chi si arrestasse alla prima pagina dov’è scritta la dedica, potrebbe supporre di trovarsi dinnanzi ad uno di quei tanti almanacchi socialisti che pullulano in Italia, e dove, in mezzo ai raccontini eleganti ed alle invettive contro la società, invano si cerca un fatto preciso, una illustrazione concisa e rapida di un’idea nuova, di un fenomeno poco noto, di una riforma contrastata.

 

 

Un rapido sguardo gittato attraverso al Labour Annual basta invece a persuadere che l’utilità dell’almanacco inglese è di gran lunga superiore per noi allo scellino che vale. Io so di molti i quali, dopo aver letto su queste stesse colonne del «Germinal» l’articolo consacrato da Emanuele Sella al Labour Annual del 1898, corsero subito ad ordinarlo al loro libraio. Spero che il mio breve cenno invoglierà altrettanti lettori a comprare l’annata 1899.

 

 

Nell’Almanacco c’è di tutto; in duecento pagine di stampa fittissima, dove c’è più materia che in un pagina comune in ottavo grande, si susseguono una breve cronologia degli avvenimenti sociali e politici, una guida cogli indirizzi dei più noti riformatori e scrittori inglesi, notizie sul Museo sociale di Parigi, su Ruskin, sulla estensione universitaria, sull’Unione Socialista Cristiana, su un Referendum socialista, sulla legislazione sociale della Nuova Zelanda, dati statistici sull’incremento della cooperazione nella Gran Bretagna, sul socialismo pratico in Liverpool, sulle riforme municipali in Glasgow.

 

 

Seguono alcuni curiosi studi sul landlordismo e sui miliardari, un articoletto sui prigionieri politici italiani, un quadro retrospettivo sull’ultimo cinquantennio di riforme finanziarie inglesi, ed alcune cifre terrorizzanti sull’avvelenamento per mezzo del piombo.

 

 

I segretari della società Fabiana, del Partito Indipendente del Lavoro, della Lega per la ristorazione della terra, della Federazione democratico-sociale, della Chiesa del lavoro, della Società per la nazionalizzazione della terra, dell’Associazione del lavoro, della Fratellanza Cooperativa raccontano in tratti concisi e rapidi l’operato delle società rispettive nel 1898 sotto l’aspetto finanziario e della propaganda economica ed elettorale, e danno la lista dei tracts pubblicati, colla cifra delle copie vendute. Il record della propaganda intellettuale è sempre tenuto dalla Fabian Society, la quale nell’anno scorso ha venduto 120 mila copie di un tract inteso a spiegare agli operai i benefici della legge per la compensazione dei danni arrecati dagli infortuni sul lavoro, ed i mezzi pratici a trarre profitto dalla legge.

 

 

Il Labour Annual sfrutta le pubblicazioni ufficiali, rapporti, statistiche, annuari, relative al lavoro, e di esse dà una lista preziosa; ed anzi dal rapporto annuo sulle Trade-Unions estrae la lista delle cento principali unioni, coll’anno della fondazione, numero dei soci, indirizzo dei segretari, ammontare dell’entrata, dell’uscita e del residuo in cassa. La storia del Trade Unionismo è continuata fino alla fine del 1897 e sono sunteggiati i lavori del Congresso delle Trade-Unions nel 1898. Uno speciale capitolo è dedicato alla descrizione dell’opera compiuta dal Dipartimento inglese del lavoro, con notizie sugli analoghi Uffici del lavoro degli altri paesi del mondo. Come al solito manca l’Italia.

 

 

Alfredo R. Wallace, il celebre naturalista, vuol dimostrare che gli scioperi sono inefficaci, e che è meglio ricorrere alla cooperazione, invece di sprecare inutilmente danari ed energie nella guerra coi capitalisti. La municipalizzazione dello spaccio delle bevande alcooliche, il trust del petrolio, una guida delle comunità socialiste d’Inghilterra e d’America, un breve schizzo sul movimento socialista degli Stati Uniti, sulle organizzazioni e sulla stampa operaia negli Stati Uniti, sul programma del Partito populista americano, sul socialismo in Danimarca, nel Belgio, in Vittoria, in China ed in Giappone, sullo sciopero carbonifero del Galles meridionale, sono altrettanti argomenti di cui il Labour Annual si occupa in modo grafico, col minimo numero di parole e col massimo numero di notizie e di statistiche, oculatamente raccolte e commentate.

 

 

Io mi ricordo di aver letto una volta i programmi degli esami di concorso al posto di un segretario di una Unione degli operai cotonieri del Lancashire; l’esame teorico (accanto al quale c’era la prova pratica) comprendeva la storia politica e sociale dell’Inghilterra, la letteratura inglese, la matematica, l’algebra, ecc. Fra gli altri temi che i candidati dovettero svolgere, c’era anche questo: La funzione del Trade Unionismo nella vita economica odierna. Numero massimo di parole: 1200.

 

 

Il fatto mi è rimasto impresso nella mente, perché denotava splendidamente l’orrore che le classi operaie inglesi hanno dei chiacchieroni che infilzano dei discorsi per delle ore, o dei volumi lunghi un miglio per non concluder nulla.

 

 

Il signor Edward ha saputo nel suo Labour Annual attuare questo requisito della concisione e della brevità in un modo impareggiabile. Esso era riuscito ad essere conciso in tutti gli articoli ora indicati; diventa telegrafico nelle rubriche seguenti: Lista delle associazioni politiche e sociali dell’Inghilterra e della America, coll’indicazione degli scopi e dell’indirizzo del segretario; Lista di tutti i giornali e riviste del mondo aventi per iscopo la Riforma Sociale, colla indicazione del programma, del direttore, dell’indirizzo, del prezzo, del formato e della diffusione. – I giornali sono classificati per argomenti. Per chi non ha tempo di leggere le numerose e costose riviste speciali, la rubrica «I libri e gli opuscoli sulla riforma sociale, comparsi nel 1898», è veramente preziosa. – Chiude il volumetto la biografia di 25 riformatori sociali fra cui Eleonora Marx Aveling, Bradlaugh, Burns, Sarah Grand, Ruskin, Shaw, Vandervelde, Wallace, ecc.

 

 

Né qui si fermano i pregi del Labour Annual; esso è illustrato da ritratti finalmente riusciti di molti fra i riformatori sociali più noti nell’Inghilterra.

 

 

La pagina di contro al frontispizio è adornata dal ritratto di John Ruskin, il celebre critico d’arte, che è anche un critico acuto e paradossale della società presente. Fra gli altri ritratti ricorderò quelli della signora Eleonora Marx Aveling, di Blatchford (il Nunquam del Clarion), di Bradlaugh, di Burns, di Sarah Grand, la nota romanziera, di Bernardo Shaw, di Emilio Vandervelde, ecc.

 

 

E non ho detto ancora che una trentina di pagine sono dedicate agli annunzi, ma ad annunzi di genere speciali: librai che vendono della letteratura socialista ed operaia, associazioni che espongono il proprio programma, qualche volta in perfetta contraddizione cogli ideali dell’editore, che sono indubbiamente socialisti, avvisi dell’editore Edwards che mette in vendita dei pezzi di terreno vicini a Liverpool, adattissimi per la costruzione di casette per operai, impiegati, piccoli negozianti; annunci di negozianti di cacao fabbricato espressamente per gli operai d’Inghilterra; giornali che proclamano i proprii pregi e le proprie benemerenze verso la santa causa dell’operaio.

 

 

Fra gli altri numerosi individui, società, giornali, che vogliono persuadere i lettori della opportunità di un determinato specifico sociale, il più curioso è però sempre il signor Edwards, l’editore dell’Annual, il quale promette di rispondere a tutti coloro i quali vorranno indicargli lo scopo principale della loro vita, i mezzi con cui essi intendono raggiungerlo, e le condizioni che a tal fine sarebbero loro più propizie, e non si dimenticheranno di chiudere nella lettera un vaglia postale di due scellini e mezzo.

 

 

Come si legge tanto spesso nelle quarte pagine dei giornali, l’Edwards dice: «I promise you nothing! I engage to perform nothing! But if you send me 21.6p., there is probably a little surprise in store for you. One never knows. Strict secrecy required and observed».

 

 

Io non so quale sia il segreto che il geniale ed accorto editore del Labour Annual promette di vendere per la modica somma di due scellini e mezzo; ma dal suo Labour Annual parmi che sprizzi fuori limpido e chiaro uno dei segreti della fortuna del movimento operaio inglese, e dello straordinario elevamento materiale e morale delle classi lavoratrici nei paesi anglo- sassoni: la mirabile pieghevolezza dell’azione pratica alle condizioni imperiose dell’ambiente storico, politico e territoriale; per cui gli uomini non diventano i fanatici di un’unica idea che ne assorbe tutta l’attività e la sterilizza per ogni altro scopo che non sia la palingenesi radicale della società; ma invece creano un organo adatto a tradurre subito in atto quella qualsiasi idea specifica che loro sembri meritevole di venire attuata. È questa la cagione per cui noi non sorridiamo scetticamente quando vediamo narrate nel Labour Annual la organizzazione e la storia di società rivolte agli scopi più svariati, come la nazionalizzazione della terra e la imposta unica, la comunità Ruskin e la chiesa del lavoro, la fratellanza cooperativa e la società vegetariana, la società fabiana ed il partito indipendente del lavoro.

 

 

Sul continente tutti questi organismi diventerebbero delle sette sempre pronte a scomunicarsi a vicenda; nei paesi anglo-sassoni essi vivono in pace ed armonia prestandosi mutuamente i soci, perché ad es. i fautori della abolizione dello spaccio delle bevande alcooliche non credono che il mondo abbia a mutar faccia coll’attuazione del loro programma, e molti di loro pensano che qualche cosa di bene per la povera umanità sofferente possano anche fare l’Armata della Salute, la Società Fabiana ed anche gli Ospizi Barnato sorretti dai pences degli operai e dai cheques della aristocrazia della nascita e della finanza.

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