13 aprile 1946 – Mezzogiorno d’Italia
[/tb-dynamic-container] Tipologia : Discorsi Parlamentari
Data pubblicazione : 13/04/1946

13 aprile 1946 – Mezzogiorno d’Italia

Consulta Nazionale – Resoconti

Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. II, Dalla Consulta nazionale al Senato della Repubblica (1945-1958), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1982, pp. 211-215

 

 

 

Il presidente Cerabona comunica che è pervenuto alla presidenza il seguente ordine del giorno del consultore Del Monte:

 

 

«Le Commissioni Industria e Commercio e Finanze e Tesoro: constatato che il decreto legislativo luogotenenziale 16 (rectius 14) giugno 1945, n. 374, che autorizza l’amministrazione delle FF. SS. a riservare agli stabilimenti meridionali la costruzione di materiale mobile ferroviario per una quantità non minore di un sesto dell’ammontare complessivo del materiale che sarà ordinato dallo stato è stato praticamente reso inoperante, in quanto riferito per l’applicazione a un regolamento che accorda la preferenza alle ditte meridionali solo in caso di parità, la quale non è raggiungibile a causa dei più elevati costi industriali di tali ditte, sia per gli enormi danni bellici da esse subiti, sia per il maggior prezzo della mano d’opera dovuto al maggior costo della vita; tenuto conto che la disoccupazione già molto notevole si è aggravata in modo preoccupante per l’afflusso dei reduci che, sbarcando a Napoli, in gran parte vi si fermano in cerca di lavoro; fanno voti ai ministri dell’Industria e commercio, dei Trasporti e del Tesoro affinché dispongano con la massima urgenza:

 

 

  • 1) che la quota del «sesto» riservata alle industrie meridionali venga di fatto ad essere aggiudicata attraverso gare regionali;
  • 2) che il beneficio previsto dal citato decreto legislativo luogotenenziale venga esteso a tutte le forniture di materiale di armamento, nonché di parti di ricambio e di scorta».

 

 

Il consultore Del Monte prende la parola per illustrare questo ordine del giorno; intervengono quindi Zoli, Cerabona, Ernesto Rossi, Molinelli, Campilli e Vanoni, che «consiglia… di non insistere a prendere una decisione ufficiale e… di discutere la questione coi tecnici dell’amministrazione ferroviaria, pur sottolineando la simpatia e l’interessamento che hanno gli uomini politici per questa posizione dolorosa e grave, la quale, risolta con un provvedimento come quello presentato, darebbe benefici di limitata durata nel tempo, mentre potrebbero sorgere difficoltà di molto maggiore durata». L. Einaudi osserva che il rinvio della questione ad altra sede non elimina le argomentazioni del collega Vanoni, che sono fondamentali. Il problema si innesta nel problema generale, che sembra insolubile per la siderurgia italiana, di ottenere un equilibrio fra i prezzi e i costi. È vero che i costi sono più elevati nell’Italia meridionale, ma è altrettanto vero che le industrie del Nord, se anche i loro impianti sono stati salvati in maggior misura, si trovano oggi in una situazione tragica per deficienza di disponibilità liquide e sono ridotte al punto di elemosinare dallo stato il favore di essere assorbite. Alla minore capacità produttiva dell’industria del Mezzogiorno si contrappone la grave crisi finanziaria di quella del Nord, sicché non è facile dire oggi in quale dei due campi, Nord e Sud, ci si trovi peggio. Il fatto è che ci si trova male dovunque, perché si è seguito, da anni ed anni, l’errore fondamentale di voler dare un privilegio alla industria italiana in confronto a quella estera, favorendo la prima anche quando rispetto alla produzione estera i suoi prezzi sono stati notevolmente superiori. Non è stata seguita una politica intesa ad una progressiva diminuzione dei costi, e ciò specialmente nell’Italia meridionale, per cui oggi l’industria italiana si trova nella necessità di offrire una scarsa produzione a prezzi di costo elevatissimi.

 

 

Si associa pertanto alle conclusioni del consultore Vanoni e non ritiene opportuno che venga delegato ad altra Commissione quello che è un compito delle Commissioni presenti.

 

 

La discussione prosegue con interventi dei consultori Molinelli, Vanoni Ernesto Rossi, Repetto, Siglienti, Campilli, Del Monte, quindi il presidente Cerabona, per concludere, sottopone alla Commissione la seguente stesura dell’ordine del giorno:

 

 

«La Commissione Industria e Commercio, constatato che il decreto legislativo luogotenenziale n. 374 del 14 giugno 1945, che autorizza l’amministrazione delle Ferrovie dello stato a riservare agli stabilimenti meridionali la costruzione di materiale mobile ferroviario per una quantità non minore di un sesto dell’ammontare complessivo del materiale che sarà ordinato dallo stato, è stato praticamente reso inoperante, in quanto riferito per l’applicazione a un regolamento che accorda la preferenza alle ditte meridionali solo in caso di parità, la quale non è raggiungibile a causa dei più elevati costi industriali di tali ditte, sia per gli enormi danni bellici da esse subiti, sia per il maggior prezzo della mano d’opera dovuta al maggior costo della vita; tenuto conto che la disoccupazione già molto notevole si è aggravata in modo preoccupante per l’afflusso dei reduci che, sbarcando a Napoli, in gran parte vi si fermano in cerca di lavoro; fa voti ai ministri dell’Industria, del Commercio, dei Trasporti e del Tesoro, affinché dispongano con la massima urgenza:

 

 

  • 1) che la quota del «sesto» riservata alle industrie meridionali venga di fatto ad essere aggiudicata;
  • 2) che il beneficio previsto dal citato decreto luogotenenziale venga esteso a tutte le forniture di materiali da armamento, nonché di parti di ricambio e di scorta».

 

 

L’ordine del giorno così formulato viene messo ai voti della Commissione Industria e Commercio e ottiene parere favorevole.

 

 

 

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