19-20 dicembre 1945 – Indennità al personale statale in servizio nei centri distrutti, semidistrutti o danneggiati
[/tb-dynamic-container] Tipologia : Discorsi Parlamentari
Data pubblicazione : 19/12/1945

19-20 dicembre 1945 – Indennità al personale statale in servizio nei centri distrutti, semidistrutti o danneggiati

Consulta Nazionale – Resoconti

Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. II, Dalla Consulta nazionale al Senato della Repubblica (1945-1958), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1982, pp.37-42

 

 

 

È all’esame della Commissione Finanze e Tesoro lo schema di provvedimento legislativo «Concessione di una indennità di prima sistemazione e di una indennità giornaliera al personale statale in servizio nei centri distrutti, semidistrutti o danneggiati» (stampato n. 96). Il disegno di legge prevede che potranno usufruire di questa indennità i dipendenti dello stato dislocati in centri, nei quali non meno del 40 per cento delle abitazioni risulti inabitabile, in base ad accertamenti del Genio civile.

 

 

La discussione ha inizio, presieduta da Stefano Siglienti, con interventi di Scoca, relatore, Manes, Persico, Zoli e Boneschi; quindi L. Einaudi si dichiara favorevole allo stralcio dell’articolo 5, perché si riferisce a un argomento di carattere permanente e non allo scopo del provvedimento in esame. Anche altri impiegati dello stato possono trovarsi nella stessa condizione di dover percorrere chilometri a piedi, senza che i centri siano disastrati, e bisognerebbe allora estendere anche ad essi i benefici del provvedimento, che deve avere invece un carattere assolutamente temporaneo.

 

 

A questo punto il consultore Gilardoni propone di introdurre «una riduzione di due terzi (dell’indennità) per i dipendenti che fruivano di alloggio, anche se assunto in locazione, al momento della cessazione del servizio, purché tale alloggio sia tuttora disponibile o a disposizione dell’interessato». L. Einaudi cita casi di impiegati che avevano affittato il proprio appartamento e che per avervi una camera hanno dovuto pagare un affitto superiore a quello di tutto l’appartamento. Proporrebbe quindi che si parlasse di «effettiva» disposizione. Il presidente chiede a L. Einaudi se intenda che l’art. 5 «debba essere approvato proponendo che faccia parte di un altro provvedimento, o se invece debba esser respinto».

 

 

L. Einaudi intende che si debba trattare di un provvedimento separato e non per i soli centri disastrati.

 

 

Intervengono poi i consultori Gilardoni, Manes e Scoca; Antonio Manes osserva che «Nel caso di Roma, che non è città disastrata, ci sono però dei maestri delle scuole rurali che avranno diritto all’indennità quando dimostrino che sul luogo non hanno la possibilità di trovare casa».

 

 

L. Einaudi ritiene che si tratti di impossibilità di carattere permanente, perché difficilmente si va a cercare casa nelle borgate rurali.

 

 

Prendono ancora la parola gli on. Boneschi, Molinelli, Moscati, Manes e Scoca, quindi L. Einaudi mette sull’avviso circa i riflessi sociali, perché gli insegnanti saranno indotti ad abbandonare le borgate ed a svincolarsi dall’obbligo di residenza.

 

 

Dopo brevi interventi dei consultori Zoli e Scoca il presidente aggiorna la seduta all’indomani.

 

 

 

20 dicembre 1945

 

 

Riprende la discussione sullo schema di provvedimento legislativo n. 96, interrotta nella seduta del 19 dicembre. L. Einaudi prende la parola per primo e propone ancora lo stralcio dell’articolo 5, perché vi si tratta di materia estranea al provvedimento e perché favorisce l’abbandono della sede di insegnamento. Se mai, aggiunge, si dovrebbero premiare coloro che risiedono nel luogo dell’insegnamento e non coloro che se ne allontanano.

 

 

Si dichiara poi favorevole ad un ritorno delle scuole elementari agli enti locali, i quali con la statizzazione sono ora privati di quello che è un loro compito essenziale.

 

 

Lo stralcio dell’articolo permetterà alla Consulta di studiare questo problema non soltanto dal punto di vista finanziario, ma anche da un punto di vista più generale, che implica il problema delle autonomie locali, e dei metodi di educazione e di istruzione.

 

 

Intervengono poi i consultori Zoli, Persico, Fré, Manes, Gilardoni, Boneschi e Zambruno; quindi il presidente Siglienti comunica che L. Einaudi ha presentato la seguente proposta:

 

 

«La Commissione Finanze e Tesoro, ritenuto che l’articolo 5 contenga una disposizione estranea alla materia regolata dal provvedimento in cui è inserito, mentre esprime parere favorevole sul provvedimento stesso, propone che il detto articolo venga stralciato».

 

 

La proposta, messa ai voti, viene respinta. Seguono interventi di vari consultori, quindi la Commissione esprime parere favorevole al provvedimento, con le modifiche approvate nel corso della discussione.

 

 

 

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