24 ottobre 1945 – Variazione a stati di previsione di spesa
[/tb-dynamic-container] Tipologia : Discorsi Parlamentari
Data pubblicazione : 24/10/1945

24 ottobre 1945 – Variazione a stati di previsione di spesa

Consulta Nazionale – Resoconti

Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. II, Dalla Consulta nazionale al Senato della Repubblica (1945-1958), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1982, pp. 13-17

 

 

 

La Commissione Finanze e Tesoro inizia la propria attività con l’esame dello schema di provvedimento legislativo «Variazioni agli stati di previsione della spesa di vari ministeri, al bilancio dell’Azienda autonoma delle poste e dei telegrafi per l’esercizio 1945-46, nonché altri provvedimenti di carattere finanziario». Si tratta di un provvedimento «determinato dalla necessità di far luogo ad alcuni stanziamenti di carattere urgente, richiesti per la liquidazione degli assegni dovuti a reduci dalla prigionia, per il funzionamento d’importanti servizi statali, nonché per il pagamento di talune spese residue di esercizi già chiusi».

 

La discussione è aperta dall’on. Manes, relatore, che segnala, all’art. 12 del provvedimento «il principio nuovo di inserire in un provvedimento di variazioni di bilancio una disposizione relativa al regolamento di un rapporto patrimoniale con un istituto parastatale», cioè l’Istituto Nazionale L.U.C.E.

 

 

Seguono interventi di vari consultori, tra cui Amedeo Moscati, che invita la Commissione a stralciare l’art. 12 dallo schema di provvedimento in esame. A questo punto L. Einaudi si associa alla pregiudiziale del consultore Moscati, osservando che, sebbene si tratti di piccola somma in confronto alle maggiori che sono iscritte negli altri provvedimenti, è fondamentale la questione sorta qui incidentalmente a proposito dell’articolo 12, ma che fu più volte sollevata in antiche discussioni parlamentari. Non si può ammettere che in disegni di legge di bilancio, aventi spesso una certa unità che non può essere scissa, si introducano proposte riferentisi ad altri provvedimenti sostanziali.

 

 

La questione è stata discussa anche alla Camera dei Comuni, determinando qualche volta vere e proprie crisi.

 

 

Nel caso in esame lo stato avrebbe dovuto prevedere corrispondenti capitoli di entrata e di spesa, per i 10 milioni di lire da attribuire al capitale dell’Istituto L.U.C.E.; il che non è avvenuto.

 

 

La discussione prosegue con interventi dei consultori Scoca, Moscati, Gabriele, Zoli, Manes, Gilardoni, Vanoni, Casali, Fré, Remo Costa, Siglienti e Molle; quindi L. Einaudi chiede che sia messa in votazione, come pregiudiziale, la proposta di stralcio dell’articolo 12.

 

 

Dopo un breve intervento dell’on. Pesenti, L. Einaudi presenta, d’accordo con il consultore Fré, il seguente ordine del giorno:

 

 

«La Commissione esprime parere favorevole al provvedimento, facendo voto che l’articolo 12, data la materia che intende regolare, formi oggetto di un provvedimento per sé stante e venga, come tale, portato nuovamente all’esame della Consulta, con una relazione che ne chiarisca le premesse e la portata».

 

 

L’ordine del giorno, messo ai voti, ottiene parere favorevole; lo schema di provvedimento è così approvato.

 

 

 

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