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7 dicembre 1920 – Pubblicazione dei dati della circolazione e annunciato aumento della circolazione stessa

Atti Parlamentari – Senato del Regno – Discussioni

Interventi e Relazioni parlamentari, a cura di Stefania Martinotti Dorigo, Vol. I, Senato del Regno (1919-1922), Fondazione Luigi Einaudi, Torino, 1980, pp. 869-875

 

 

 

Svolgimento della seguente interrogazione di L. Einaudi al ministro del Tesoro, Filippo Meda:

 

 

  • «1° se non ritenga opportuno provvedere alla pubblicazione del dato della circolazione totale dei tre Banchi di emissione e dello stato entro due o tre giorni dalla chiusura di ogni decade;
  • 2° se non ritenga, qualora la comunicazione immediata si limitasse alla cifra anzidetta, che verrebbero meno le obbiezioni allegate sinora contro la pubblicazione integrale delle situazioni decadali a causa delle difficoltà di sicure comunicazioni telegrafiche fra il centro e le sedi locali della tesoriera e dei Banchi; 3° se non reputi opportuno in questa comunicazione rapida abbandonare la vieta e superflua distinzione tra circolazione per conto dello stato e per conto del commercio, la quale non ha mai avuto un’intrinseca portata e tanto meno l’ha oggi quando, per autorevolissime ed ufficiali ammissioni, la circolazione del commercio nasconde, tra le sue pieghe, notevole parte di circolazione di stato;
  • 4° quale portata abbiano le notizie, ora ufficialmente confermate, di aumenti della circolazione per somme cospicue, che da taluno, con affermazioni capaci di danneggiare, se non siano smentite, il credito del nostro paese, si farebbe ascendere a parecchi miliardi di lire;
  • 5° quale importanza numerica abbia la disoccupazione operaia ed a quali industrie si riferisca, a cui si intende provvedere con l’annunciato aumento della circolazione; e se il risultato di minore disoccupazione compensi il danno imminente di cambi cresciuti e di ulteriori rincari della vita derivante necessariamente dalla cresciuta inflazione monetaria».

 

 

Il ministro risponde che la Gazzetta Ufficiale pubblica le situazioni bancarie decadali dei tre Istituti di emissione, da cui si può desumere l’importo della circolazione bancaria, ma esce con sensibile ritardo, per via della scarsità di personale degli Istituti e della quantità di dati da elaborare. Di conseguenza il Tesoro si incaricherà di pubblicare i dati complessivi della circolazione totale. Per quanto riguarda la circolazione diretta dello stato, la sua pubblicazione sarebbe poco significativa, perché le variazioni tra una decade e l’altra sono minime. Il Tesoro intende inoltre mantenere netta la distinzione fra circolazione per conto dello stato e circolazione per conto del commercio, perché quest’ultima è soggetta a speciali obblighi di riserva. Il Tesoro non ha in esame nessuna proposta di aumento della circolazione, d’altronde si è sempre servito di questo mezzo con la massima oculatezza e soltanto per bisogni imprescindibili, rendendosi conto delle eventuali conseguenze di aumenti di circolazione non rispondenti ad effettive transazioni commerciali.

 

 

L. Einaudi replica:

 

 

Io avevo presentata questa interrogazione all’onorevole ministro del Tesoro per avere alcune informazioni, ma non posso dichiararmi soddisfatto di quelle fornitemi dall’onorevole ministro. La mia interrogazione non chiedeva la pubblicazione rapida di tutta la situazione finanziaria. Conoscevo bene le obiezioni le quali furono fatte da anni –erano già state fatte prima della guerra– alla rapida pubblicazione della situazione del Tesoro. Per questo mi ero limitato a chiedere se non fosse conveniente la pubblicazione entro pochissimi giorni dell’unico dato della circolazione totale. Il ministro del Tesoro non mi ha detto alcuna ragione dalla quale io possa indovinare perché questa pubblicazione rapida della sola cifra della circolazione totale sia impossibile. Si tratta di un dato il quale può essere controllato dalla sede centrale degli Istituti di emissione: vi possono essere delle piccole varianti di qualche centinaio di migliaia di lire ma non ritengo vi sia alcuna difficoltà alla pubblicazione di questo solo dato a cui appunto mi ero riferito nella mia interrogazione. Comprendo che possano esservi difficoltà per tutto quello che si riferisce agli sconti ed alle anticipazioni che sono fatte dalle singoli sedi degli Istituti di emissione. Ma la quantità dei biglietti emessi è una quantità la quale è determinata dalla sede centrale degli Istituti di emissione. Quindi io rimango ancora con la curiosità viva, che avevo espressa nella interrogazione, intorno al motivo per cui non è possibile questa rapida pubblicazione; motivo che non essendo stato spiegato debbo ritenere sia inesistente.

 

 

Così pure non sono persuaso che sia conveniente di conservare in questa pubblicazione rapida che avevo chiesta la distinzione fra circolazione per conto dello stato e circolazione per conto del commercio.

 

 

È una distinzione – io debbo ripeterlo perché l’avevo scritto nella mia interrogazione – che non ha importanza vera e propria. Avrebbe importanza se fosse dimostrabile che la circolazione per conto dello statoè realmente tutta e solo la circolazione per conto dello stato, mentre invece è dimostrato e ammesso in relazioni ufficiali – dico ufficiali perché scritte dal direttore generale di uno degli Istituti di emissione – che nella cifra della circolazione per conto del commercio sono comprese somme cospicue le quali si riferiscono invece alla circolazione per conto dello stato in quanto che, qualunque sia il titolo con cui questa circolazione di stato viene ad essere emessa, e cioè che la si emetta direttamente per conto del Tesoro, o che figuri sotto forma di sconti di buoni del Tesoro o in altre maniere, il fatto fondamentale è che si tratta di circolazione che è dovuta allo stato.

 

 

Data questa impossibilità di conoscere come si divide la circolazione per conto del commercio, è meglio far senza di una classificazione equivoca, che non ha significato. Sarà possibile in una situazione decadale perfetta, che venga pubblicata a scadenza lunga, fare anche le distinzioni opportune per permettere di formarsi idee esatte del significato delle cifre, ma in una pubblicazione rapida questa distinzione non è possibile a farsi e solo può ingenerare equivoci. Quindi riaffermo il concetto che avevo espresso, che questa pubblicazione deve essere abbandonata.

 

 

Vengo all’ultima parte; che è la più importante, della interrogazione che avevo presentata.

 

 

L’onorevole ministro del Tesoro risponde che egli non ha in esame nessuna proposta di aumento di circolazione per far fronte ai bisogni attuali; è una dichiarazione la quale significa che forse direttamente al Ministero del Tesoro non sono pervenute domande a questo riguardo.

 

 

Ma è chiaro che queste domande debbono pervenire alle singole direzioni dei Banchi di emissione e il Ministero doveva essere a contezza dei provvedimenti che i singoli Istituti hanno preso o prenderanno al riguardo; è impossibile che l’onorevole ministro del Tesoro possa disinteressarsi di questa materia, è impossibile che possa permettere un aumento della circolazione, che ha ripercussioni così gravi, come quelle di cui ha dimostrato di valutare l’importanza l’onorevole ministro del Tesoro, senza che egli possa aver dato una autorizzazione o in qualunque altro modo possa essersi occupato di conoscere o frenare o facilitare un aumento della circolazione.

 

 

Che ci sia stato questo aumento della circolazione pare certo. L’onorevole ministro del Tesoro non avrà avuto nessuna domanda ufficiale a questo riguardo, ma questo è un modo di rispondere che elude la domanda.

 

 

La domanda si riferiva a un avvenuto aumento di circolazione: che questo sia avvenuto par certo, perché le dichiarazioni autorevoli fatte nell’altro ramo del Parlamento non lo hanno escluso, anzi, implicitamente, l’hanno ammesso. Quindi io devo rimanere ancora nel dubbio che ho espresso intorno all’ammontare dell’aumento di circolazione che si sarebbe verificato.

 

 

Io sono ben lieto che questo aumento della circolazione non abbia raggiunto le cifre, che erano state esposte sui giornali e che avrebbero avuto conseguenze disastrose per il credito pubblico, perché con una circolazione che non deve essere inferiore, da quanto si arguisce, ai 22 miliardi di lire, non la si può aumentare ulteriormente di una cifra che arrivi, ad es[empio], [a] un miliardo di lire, perché ciò potrebbe produrre la più penosa delle impressioni e far rimanere gravemente impressionati coloro i quali vogliono preoccuparsi non delle conseguenze immediate, ma di quelle a brevissima scadenza cui un atto così importante del governo potrebbe portare.

 

 

L’aumento della circolazione, che ci deve essere stato e che noi non sappiamo a qual cifra ammonti, è un fatto che ci deve far restare sinistramente impressionati. In tutto il mondo, salvo alcuni paesi, da cui non si deve prendere esempio, tutti gli stati si sforzano di diminuire in questo momento la circolazione; in tutti gli stati si cerca di ridurre o di ostacolare l’aumento della circolazione.

 

 

E cito il caso tipico della Svizzera, la quale soffre per l’alto corso del suo franco, per le difficoltà d’esportazione: anche in Svizzera c’è una viva corrente d’opinione che vorrebbe, per diminuire la disoccupazione, che si aumentasse di qualche poco la circolazione; ma il governo del paese resiste nella maniera più ferma a queste domande d’aumento della circolazione, perché è consapevole che un aumento, anche piccolo, della circolazione, nelle condizioni presenti, può portare a breve scadenza a conseguenze disastrose.

 

 

Il paese – almeno io ne ho l’impressione – per se stesso andrebbe rapidamente migliorando la sua situazione economica; od almeno sono certo che, se non intervenissero elementi perturbatori, la situazione economica italiana dovrebbe migliorare rapidamente.

 

 

Ho l’impressione che da qualche tempo a questa parte si sia ricominciato a lavorare e che il lavoro che si fa oggi sia un lavoro che, per quantità e forse anche per produzione, non è inferiore a quello che veniva fatto prima della guerra.

 

 

Il solo elemento perturbatore che esiste nei rapporti della produzione è l’elemento della instabilità dei prezzi, dei salari e di tutti i rapporti tra le diverse classi sociali; questo è il solo elemento veramente importante che rende difficile quell’aumento della produzione, che per se stesso si verificherebbe pel numero maggiore di persone che oggi lavorano, sebbene ognuna di esse lavori meno produttivamente.

 

 

Le preoccupazioni da me manifestate nella mia interrogazione intorno all’aumento della circolazione sono tanto piùgravi appunto perché si riferiscono al solo elemento che oggi può rendere men rapida la ripresa economica di cui esistono i presupposti, di cui cioè in Italia nel momento presente esistono gli elementi che, messi insieme, non perturbati da aumenti nella circolazione, dagli aumenti dei prezzi, che ne sono conseguenza, dall’aumento dei salari e dalla lotta fra capitale e lavoro, potrebbero riportare il bilancio economico del paese e quello dello stato al pareggio.

 

 

Io, non potendo dichiararmi soddisfatto delle dichiarazioni del ministro del Tesoro, mi auguro che gli atti siano migliori delle dichiarazioni fatte, e che questi aumenti di circolazione, di cui il ministro del Tesoro non ha avuto ufficialmente notizia, siano aumenti che non avverranno o che, se sono avvenuti, saranno rapidamente riassorbiti e annullati da una contraria azione del governo e dei Banchi di emissione. (Approvazioni).

 

 

L’indomani L. Einaudi pubblica sul «Corriere della sera» un articolo di commento al discorso dell’on. Meda, non firmato, dal titolo Domande eluse.

 

 

Nella tornata dell’11 dicembre il ministro dichiara al Senato che un aumento di circolazione si è effettivamente verificato, ma limitatamente a trecentocinquanta milioni, destinati a prestiti alle industrie.

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