La cattedra ambulante d’agricoltura nel Polesine

Tratto da:

Credito e cooperazione

Data di pubblicazione: 15/05/1896

La cattedra ambulante d’agricoltura nel Polesine

«Credito e cooperazione», 15 maggio 1896, pp. 86-87

 

 

 

Le cattedre ambulanti d’agricoltura costituiscono uno dei fenomeni più caratteristici della vita economica ed agraria dei nostri tempi. Alle scuole agrarie intese solo ad un numero ristretto di uditori, si sostituisce con la cattedra ambulante un insegnamento pratico, efficace ed adattatissimo alle esigenze speciali delle campagne. Non si aspetta che gli scolari vengano anche da lontano ad istruirsi nella scuola agraria ed a rimanervi per lunghi mesi ad attingervi notizie, le quali forse non potranno mai essere utilizzate nei loro poderi, diversi per composizione chimica ed organica da quelli in cui la scuola ha sede. Il professore titolare della cattedra ambulante invece si reca egli stesso spontaneamente od invitato nei vari comuni della regione ove si svolge la sua benefica attività; e qui, raccolto intorno a sé un nucleo di agricoltori, tratta familiarmente d’un argomento di immediato interesse pei luoghi; risponde alle obbiezioni ed alle domande che gli sono rivolte, si reca a visitare qualche podere, e vi trova argomento ad applicare a casi pratici gli insegnamenti da lui impartiti nella precedente conferenza; ritornato poi alla sede della cattedra risponde alle domande ed ai quesiti scritti ed orali inviatigli, e con una corrispondenza viva ed incessante allarga sempre più il campo nel quale possono fruttificare e dare splendidi risultati le conquiste della scienza agraria. Per tal modo la cattedra ambulante diventa il mezzo più profondamente efficace per trasformare l’agricoltura nostra in una vera industria condotta con le norme più razionali della scienza, e per metterla in grado di resistere alla concorrenza, la quale da tutte le parti ci preme e minaccia di condurre all’ultima rovina la prima fonte della ricchezza e della prosperità italiana.

 

 

Iniziatrice del movimento fecondo a favore della istituzione delle cattedre ambulanti di agricoltura fu la provincia di Rovigo. La commissione direttiva ha avuto la fortuna di trovare nel prof. Tito Poggi chi accoppiasse, alla larga cultura scientifica dimostrata dalle numerose sue pubblicazioni, anche lo spirito pratico di propaganda continua e paziente, che forma la qualità migliore di un conferenziere agrario. L’Annuario, di cui si sono già pubblicati quattro volumi, è splendida prova dell’opera varia e multiforme della cattedra stessa a favore dell’agricoltura del Polesine. Il fulcro, attorno al quale si svolge l’opera del conferenziere, è costituito dalle conferenze; il regolamento prescriveva di tenere 70 conferenze ogni anno; ma in seguito il numero fu ridotto a 60 per provvida disposizione del consiglio direttivo; provvida, perché aumentato moltissimo il numero dei consulti agrari, aumentato quello dei campi sperimentali e di dimostrazione ed accresciuto anche il lavoro richiesto per altre incombenze affidate al professore, sarebbe stato impossibile continuare a tenere le 70 conferenze prescritte; né da questa diminuzione è derivato danno alla diffusione degli ammaestramenti di buona agricoltura, ché, per tale diffusione, è sopratutto desiderabile un frequente scambio d’idee fra insegnante ed agricoltori, e questo mercé i moltissimi consulti e mercé i campi sperimentali andò e va tuttora sempre crescendo. Le conferenze sono tenute nei vari comuni della provincia per lo più in seguito a domanda degli agricoltori del luogo, ma anche per iniziativa del titolare della cattedra, e si cerca di far sì che ogni anno sempre nuovi comuni possano sentire dalla voce viva del professore le spiegazioni più opportune e convenienti al territorio visitato. Il moltiplicarsi continuo dei rami d’operosità della scuola ha impedito al conferenziere di accettare l’invito di fermarsi vari giorni in ogni singolo distretto per dar consigli, visitar campagne. L’opera del professore ambulante riuscirebbe incompiuta ove sul tronco delle conferenze non si innestassero i consulti dati a viva voce o per iscritto agli agricoltori desiderosi di notizie o di ammaestramenti; coi consulti si conquistano i dubbiosi; si spiegano le cagioni di un insuccesso parziale ed i mezzi di porvi rimedio; si danno consigli intorno all’impiego dei concimi chimici e si forniscono le formule per mescolare convenientemente le varie dosi dei concimi stessi. L’incremento nella operosità della cattedra a questo proposito è veramente consolante; e, meglio che le parole, vale a dimostrarlo il seguente specchietto:

 

 

Consulti dati

1890-91

1891-92

1892-93

1893-94

Sui concimi

55

115

113

112

Su malattie e nemici delle piante

35

30

43

28

Su varietà di piante coltivate

7

4

3

8

Sulla frutticoltura e gelsicoltura

12

3

9

17

Sulla enologia e viticoltura

20

42

52

47

Su coltivazioni varie

13

28

25

15

Su vari argomenti

35

43

37

109

Totale

177

265

282

331

Dei quali orali

50

66

90

75

” ” scritti

127

199

192

256

 

 

Anche i campi sperimentali e di dimostrazione formano belle testimonianze dell’affetto col quale chi dirige la cattedra del Polesine veglia al progresso dei metodi scientifici di coltivazione. Nel primo anno in cui si iniziò l’impianto dei campi sperimentali cinque furono gli appezzamenti dedicati a questo scopo; nel 1891-92 salirono a dieci; nel 1892-93 ne furono istituiti dieci; e cinque nel 1893-94. È notevole come anche qui, come a Parma, si sia riconosciuta la necessità di diffondere i campi dimostrativi a preferenza degli sperimentali in quanto più facilmente ottengono lo scopo di persuadere gli agricoltori, anche non forniti di estese cognizioni, della opportunità di adottare i nuovi sistemi più perfezionati di coltivazione.

 

 

La influenza della cattedra ambulante di Rovigo è resa inoltre più intensa e proficua mercé la pubblicazione del giornale quindicinale Il Polesine agricolo, il quale ha acquistata una larga diffusione nella provincia, non tanto pel numero delle copie stampate, quanto pel fatto che ogni numero viene letto da molte persone e da queste poi vengono gli insegnamenti appresi comunicati ad una larga cerchia di agricoltori. Una delle iniziative più belle della cattedra di Rovigo fu la fondazione di un deposito governativo di macchine rurali salite in breve tempo alla fine del 1894 al numero di trenta. Il lavoro di imprestito delle macchine stesse diventa ogni anno sempre più attivo, ed i buoni risultati ottenuti serviranno di incitamento agli agricoltori ad unire in fascio le loro forze per comprare tutte quelle macchine più perfezionate che sole possono mettere in grado gli agricoltori nostri di ridurre il costo di produzione delle loro derrate, e di lottare in condizioni di eguaglianza coi produttori

transatlantici.

 

 

Ad altri scopi ancora rivolge la sua attenzione la direzione della cattedra del Polesine: costituire un frutteto provinciale, ampliare un museo agrario destinato a formare una modesta ma utilissima raccolta di oggetti e di campioni di piante agricole, arricchire la biblioteca per mezzo della quale gli agricoltori possano trovar mezzo di istruirsi vie maggiormente mettere sull’avviso i viticultori contro i pericoli derivanti dalla introduzione di vitigni affetti da fillossera o di provenienza dubbia. Bene a ragione quindi il prof. Tito Poggi poteva dire che i risultati ottenuti nei pochi anni della sua esistenza dalla cattedra ambulante erano altamente soddisfacenti: «aumentato prodigiosamente il consumo dei concimi chimici, estesa la coltivazione dei prati artificiali, iniziata la pratica dei sovesci concimati, maggiormente diffuso l’impiego delle seminatrici, dei buoni aratri in ferro e di altri istrumenti perfezionati, e la costruzione di buone concimaie, mentre la specializzazione della viticultura, della albericultura in generale, va pure ogni giorno guadagnando terreno… Volgono anni ben tristi per l’agricoltura in ogni paese; tristissimi per l’agricoltura italiana. Ma a noi non sembra di illuderci asserendo che ben peggiori anche delle attuali sarebbero le condizioni dell’amatissima arte ed industria, se, con tutti i soccorsi che può arrecare l’istruzione agraria praticamente diffusa, non le si venisse in aiuto. È quello che cerca di fare, in tutti i modi che le sono possibili, la nostra cattedra ambulante d’agraria. E, a detta degli onesti e sensati, essa va ottenendo quei risultati che sono consentiti dall’indole stessa della nostra industria».

 

 

Alle parole del Poggi noi non possiamo che far plauso, augurandoci che l’istituzione, della quale egli e con lui gli agricoltori del Polesine sono campioni così valenti, si diffonda ancora più in tutta l’Italia nostra con beneficio immenso dell’agricoltura nazionale. Forse un’altra volta esporremo sulla scorta dello splendido libro dell’on. Guerci e degli articoli caldi e vibranti di fede dell’on. Luzzatti, apparsi in questo giornale, come l’opera della cattedra ambulante si possa riannodare alle casse di prestanza agrarie, ai sindacati cooperativi di vendita e di acquisto ed al credito agrario esercitato dalle banche popolari e dalle casse di risparmio.

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