Bibliografie – settembre 1898 (Rif. Soc.)

Tratto da:

La Riforma Sociale

Data di pubblicazione: 15/09/1898

Bibliografie – settembre 1898 (Rif. Soc.)

«La Riforma Sociale»,15 settembre 1898, pp. 871-875

 

 

 

 

Gli Italiani nella Repubblica Argentina all’Esposizione generale di Torino, — Buenos Aires, Compañia Sud-Americana de Billetes de Banco, 1898, 1 volume in-folio diviso in due parti.

Il volume monumentale stampato con grande lusso in mille pagine circa è il risultato del lavoro febbrile, intenso ed intelligente di un Comitato della Camera italiana di Commercio ed Arti di Buenos Aires. A titolo d’onore vanno ricordati i nomi del presidente del Comitato, Comm. Francesco Ambrosetti, del vice-presidente Edoardo Bergamo e del segretario cav. dott. Ausonio Franzoni. La Commissione ordinatrice fu composta del dott. Franzoni, del sig. Giacomo Grippa, dell’ ing. Francesco Pasquali e del sig. Pietro Vaccari. Incentivo alla pubblicazione del volume fu l’appello lanciato dalla Commissione ordinatrice della Divisione degli italiani all’estero nella Esposizione torinese del 1898, divisione destinata appunto a raccogliere le prove della multiforme opera scientifica, economica, colonizzatrice e commerciale dei milioni di italiani sparsi nelle varie parti del mondo al di fuori dei confini dell’Italia. La colonia italiana dell’Argentina, la quale in ogni occasione aveva sbalordito i suoi connazionali colla entità delle somme sottoscritte per lenire le pubbliche calamità che avevano colpito il nostro paese, comprese subito l’importanza di una rassegna delle forze italiane all’estero e rapidamente tradusse in atto il pensiero di un libro che rispecchiasse con fedeltà e chiarezza l’opera degli Italiani nell’Argentina. Non credo di esagerare affermando che quest’opera, la cui edizione costò ai promotori La egregia somma di circa centomila lire in moneta nostra, per ricchezza del materiale, per densità e concisione del dettato, per abbondanza dei dati, per splendore della esecuzione tipografica e per eleganza delle illustrazioni è il contributo più notevole dato finora allo studio delle colonie italiane all’estero. L’importanza ed il significato di quest’opera è tanto più notevole in quanto essa fu compiuta senza alcun aiuto morale o materiale da parte del governo nostro e malgrado la sorda ostilità del ministro plenipotenziario, conte Antonelli, il quale, non pago degli allori mietuti nell’Africa, ha voluto lasciare una triste eredità di discordie e di lotte anche fra le colonie italiane dell’Argentina.

Il testo è diviso in due parti. Nella prima numerose monografie danno un’idea generale del modo con cui l’azione degli Italiani è andata svolgendosi; nella seconda, intitolata: Esposizione grafica del lavoro italiano, si danno le prove di quanto nella prima parte si è solamente affermato, illustrando uno per uno i varii stabilimenti italiani col testo e colle incisioni fotografiche. Nella parte prima Ausonio Franzoni in uno Sguardo generale rintraccia le origini e descrive lo sviluppo materiale della collettività dimostrando con prove storiche e statistiche come l’immigrazione italiana sia stata prima marinara, poi operaia e finalmente agricola, come insieme agli immi­granti poveri siano accorsi numerosi i professionisti, ministri del culto, medici, far­macisti, ingegneri ed architetti, avvocati, professori e maestri, letterati, impiegaci e giornalisti, artisti, pittori e scultori, musicisti e comici e delineando lo sviluppo graduale attraverso al quale la collettività operaio-agricola, povera ma energica ed. intraprendente, abbia dato impulso alla efflorescenza splendida di una aristocrazia li commercianti, industriali, banchieri e finanzieri. Dopo aver studiato le interessanti questioni zampillanti dal contatto di razze diverse sul medesimo suolo argentino e della nazionalizzazione forzata dei figli de oli Italiani, il Franzoni passa a descrivere lo sviluppo morale della collettività nei suoi istituti di beneficenza (Ospedale italiano di Buenos Aires, Associazione delle donne italiane, Cassa di risparmio, Asili d’infanzia, Ospedale italiano di Rosario, di La Piata, di Santa Fè, Pompieri volontari italiani, Società di mutuo soccorso ed istruzione) nei suoi centri sociali di ritrovo e di festeggiamenti, nelle Camere italiane di Commercio ed Arti di Buenos Aires e di Rosario, nelle Società reduci dalle patrie battaglie delle medesime città, e nella partecipazione della colonia agli avvenimenti principali di pubblico interesse dell’Argentina e del Regno d’Italia (guerra del Paraguay, la febbre gialla del 1870-71, la morte di Mazzini, di Vittorio Emanuele, di Garibaldi, la Esposizioni industriali italiane del 1881 e del 1886, le sottoscrizioni per pubbliche calamità, il Comitato colombiano e l’Esposizione Italo-Americana di Genova nel 1892, la prima gara italiana di Tiro a segno, il dono delle bandiere alla corazzata Garibaldi, la Società italiana di Tiro a segno, la Esposizione vinicola italiana in Buenos Aires). In un’altra parte il Franzoni esamina le relazioni commerciali fra l’Italia e l’Argentina, dando notizie accuratissime sul commercio della lana, delle carni conservate e prodotti affini, residui animali, prodotti agricoli, granoturco, frumento e semi di lino, erba medica e prodotti forestali e minerali, sul commercio di importazione dei prodotti animali, vegetali, sigari e tabacchi, oli alimentari, vini e bevande, materie tessili e tessuti, ecc. Segue un cenno sulle linee di navigazione mercantile fra l’Italia e l’Argentina e sulle varie Società di navigazione ; sugli istituti di credito e società anonime con base di capitali italiani fra cui principali il Banco de Italia y Rio de La Piata, il Nuovo Banco Italiano, le Società d’assicurazione l’Italia e l’Immobiliaria. Chiudono alcune osservazioni ed indicazioni sull’emigrazione italiana, che dorrebbero essere meditate a lungo da tutti gli studiosi egli statisti che si occupalo del problema, di gigantesca importanza per l’Italia, dell’emigrazione e della sere che aspetta gli emigranti nostri nei paesi verso cui dirigono i loro passi. I. B. Ambrosetti in un Sunto Storico-Geografico-descrittivo della Repubblica Argentina, descrive l’ambiente storico e fisico in mezzo al quale si svolse l’opera degli Italiani e fa risaltare con efficacia le caratteristiche diff3renziali delle varie regioni e le culture a cui per natura esse sono specialmente adatte. Pompeo Moneta, il decano degli ingegneri italiani nell’Argentina, in un quadro pieno di ricordanze personali, determina il posto glorioso ed importante spettante agli Italiani nell’Ingegneria, nell’Edilizia e nelle opere pubbliche. Giacomo Grippa, con acume filosofico, non infrequente negli industriali lottanti colle difficoltà dei paesi nuovi, mette in luce il graduale sorgere ed evolversi dell’industria argentina, indaga le ragioni per le quali alcuni rami dell’industria sorsero successivamente a grande fiore, riconnettendole alle condizioni territoriali e demografiche, ed in ogni industria scerne la parte spettante all’operosità ed all’iniziativa italiana. Attilio Boraschi con meritato orgoglio e col desiderio insoddisfatto di giungere a più alta meta guarda al cammino faticoso percorso dagli Italiani per conservare ai loro figli intatto il patrimonio della lingua nazionale, enumera gli ostacoli trascorsi, e ci fa assistere ai forti sacrifici pecuniari che i soci della Società Nazionale Italiana, della Unione e Benevolenza, della Unione Operai Italiani, Colonia Italiana, Italia Riunita, XX Settembre, Patria e Lavoro, Italia, Umberto I, Nuova XX Settembre, Margherita di Savoia, Protezione agli asili, e delle società provinciali sostengono per educare i propri ed altrui figli al culto della patria lontana, sacrifici davanti ai quali diventa irrilevante e meschino il sussidio dato dal Governo italiano. Ignazio Martignetti presenta un quadro storico, descrittivo e statistico delle Società italiane di Mutuo Soccorso nell’Argentina e ne fa rilevare l’opera solerte, provvida e grandiosamente benefica a favore dei più poveri fra gli immigranti. Vincenzo di Napoli Vita in un saggio brillante ritorna alla memoria i trionfi riportati dal Teatro e dagli Artisti italiani nell’ Argentina e dimostra quanto abbiano contribuito gli artisti a tener alto il nome italiano presso i nativi indolenti ed ammiratori del suono e del canto. Il signor F. C. ricorda I professori italiani alle Università e l’impulso dato alla diffusione del sapere da scienziati insigni come il dott. Pietro Carta Molina, il dott. Ottaviano Fabrizio Mossotti, l’ing. Pompeo Moneta, il dott. Pellegrino Stròbel, lo Speluzzi, il Rossetti, il Ramorioo. il Pellegrini, il dott. Giuseppe Tarnassi, Io storico Pietro De Angelis, ecc., tutti italiani, di cui si danno ampi cenni biografici e bibliografici. In una monografia veramente splendida per la sobrietà e la chiarezza della esposizione sul Diritto Argentino e gli Italiani, l’avv. Giuseppe Martinoli ci conduce attraverso al diritto pubblico e privato argentino, ne fa rilevare le somiglianze e le differenze col diritto italiano, esamina la posizione giuridica dello straniero, e studia le interessanti questioni alle quali dà origine l’esercizio delle varie professioni per cui sono necessari diplomi, ed infine si eleva a considerazioni assennate sulla dinamica dei partiti politici locali e sulla funzione sociale dell’elemento italiano, per adempiere la quale si palesa opportuna la naturalizzazione non rapida e forzata, ma graduale e collettiva degli immigranti, conservanti sempre nel cuore l’amore all’Italia. La parte prima del volume è chiusa da relazioni varie sugli Italiani nelle provincie di Santa Fé, Cordoba e Tucuman, sui distretti di Mercedes, Chivilcoy ed Azul della provincia di Buenos Aires e sul territorio nazionale del Chaco Austral.

Nella, seconda parte, intitolata Esposizione grafica del lavoro italiano, oltre ad alcune monografie che illustrano in modo speciale alcune istituzioni già studiate nella parte prima (ad esempio quelle sulle Società Italiane di Tiro a segno, sul Circolo Italiano e la Camera Italiana di Commercio ed Arti di Buenos Aires e su parecchie Società di Mutuo Soccorso ed Istruzione della capitale e delle provincie) si contengono le monografie sui singoli stabilimenti fondati e diretti da Italiani. In una bibliografia come la presente troppo lungo sarebbe esporre il contenuto dei singoli scritti ; basterà notare come alla descrizione esterna ed interna dello stabilimento si accompagni un quadro scritto in guisa vivace e rappresentativa dei varii processi industriali che vi si compiono ed una rassegna statistica della potenzialità di produzione, dei grado di floridezza raggiunto dall’azienda, del numero degli operai occupati, ecc. Sembrami opportuno riprodurre l’indice delle fabbriche rette da Italiani e delle opere pubbliche da essi compiute per far vedere come l’operosità dei nostri connazionali si sia applicata a svariatissimi rami e come sia importante la rassegna tecnico-economica raccolta nelle pagine del volume: Fabbriche di tessuti e maglierie di E. Dell’Acqua e C. a Buenos Aires; Fabbrica di cappelli di Gaetano Dellachà ; Stabilimento meccanico e fonderia di Carlo Zamboni; Stabilimento metallurgico di Antonio Rezzonico; Stabilimento meccanico e fonderia di Pietro Vasena; Stabilimento industriale dei fratelli Piazza; Stabilimento agricolo-pastorale di C. Nolasco e Comp.: Stabilimento meccanico e fonderia di Pietro Merlini ; Stabilimenti industriali e me­tallurgici di E. Pasquali, Casaretto e C. ; fratelli Azaretto, Ottonello e C, A. Tognoni, fratelli Chientelassa ; Stabilimento industriale la Liguria di Giovanni Maria Rossi nel Chaco Austral; Compagnia generale anonima di fiammiferi di Buenos Aires; Stabilimento enologico di A. Tomba in provincia di Mendoza; Brillatoio di riso e fabbrica di amido di Ernesto Piaggio; Fabbrica di mobili di D. Sorzana; Fabbrica di casse forti di A. F. Vetere e Comp. ; Mercato di Abasto costrutto da Italiani dal 1886 al 1889; Stabilimento industriale e fonderia di E. Cardini; Case commerciali, di importazione, fabbriche di liquori e stabilimenti industriali di Bono e Bruschi; Solei, Oliveri, Costa, Lombardi, Riva, Zanotti, Maletti, Pili, Cinzano, Fanello, Giudice, Mezzera ; Fabbrica di mobili di Pastore e Pino; Opere edilizie dell’ing. commendatore G. B. Medici; Fabbrica di tabacchi e sigari di Testoni, Chiesa e Comp.; Distilleria di Devoto e Rocha; Opere edilizie dell’ing. G. B. Buschiazzo, dell’architetto Giuseppe Bernasconi, dell’architetto Paolo Besana; Distilleria di P. Griffero e figlio a Villa Elisa; Cave di granito di Giuseppe Cima; Stabilimento per salatura di carni di Rocca, Terrarossa e Comp. al partido de la Magdalena; Distilleria e Stabilimento agricolo di Genoud, Benvenuto, Martelli e Comp.; Impresa di navigazione e cantiere navale di Nicola Mihanovich; Case commerciali di Cordoba di Firpo, Olcese, Setracchi, Mossi, Socca. Tofoletti, Manovella. Scorrendo le pagine in cui sono narrate le fortunose vicende attraverso le quali gli stabilimenti e gli uomini ora ricordati sono giunti a notevole grado di prosperità economica, il lettore è tratto a poco a poco a pensare che la razza dei self-made-men non è spenta in Italia e che i nostri umili e poveri emigranti posseggono tanta energia intraprendente e tanta capacità di adattamento da emulare le glorie colonizzatrici degli anglo-sassoni. Sembra quasi di leggere la storia industriale della prima metà del secolo degli Stati Uniti e la contemporanea dell’Australia e degli altri paesi nuovi.

Possa la conoscenza diffusa e volgarizzata dei fatti narrati in questo volume essere stimolo fecondo ad una emigrazione delle classi inedie ed elevate dell’Italia, ora languenti nell’ozio o nella aspettazione di mal retribuiti impieghi governativi, mentre plaghe vastissime di terre vergini aspettano ansiose il bacio vivificatore dei capitali e di una direzione intelligente ed audace! Allora una nuova Italia popolata da milioni di abitanti sarà sorta al di là dell’Atlantico, sorgente inesausta di benefici e proficui rapporti commerciali ed intellettuali colla madre patria. Di questa, nuova Italia la attuale colonia italiana nell’Argentina costituisce il germe giovanilmente vigoroso e promettente.

 

 

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La Prévoyance sociale en Italie par Léopold Mabillean, Charles Rayneri et Comte De Rocquigny. Un vol. della Bibliothèque du Musée Social Paris, Colin., 1898.

Il Museo Sociale fondato a Parigi dal conte di Chambrun svolge la sua attività a favore degli studi e delle istituzioni sociali, oltrecché per mezzo di conferenze, consulti, pubblicazioni periodiche, anche con missioni inviate all’estero ad investigare problemi economici importanti ed organizzazioni intese a risolvere questi problemi,. I risultati delle inchieste sono pubblicati in volumi, di cui comparvero già quello sul Tradeunionismo inglese, dovuto al De Rousiers e quello sulle popolazioni agricole della Germania scritto dal Blondel. Viene terzo ora nella serie un volume, interessante in molo speciale per l’Italia, il quale descrive il funzionamento delle molteplici forme della previdenza sociale di cui il nostro paese può menar vanto. La missione venuta in Italia nell’autunno del 1897 visitò le istituzioni cooperative più caratteristiche che si affollano specialmente nella Lombardia, nell’Emilia e nel Ve­neto. Il libro contiene delle monografie precise, documentate e vive delle casse di risparmio di Parma, Piacenza, Padova e Bologna, delle banche popolari di Piacenza, Cremona; Lodi, Pieve di Soligo, Conegliano, Padova e Bologna; descrive l’opera dei sindacati agricoli e delle cattedre ambulanti, delle latterie cooperative e delle società di braccianti, delle società di mutuo soccorso e delle cooperative di produzione. Il metodo monografico, scelto dagli autori, di descrivere, nei suoi più minuti particolari, il meccanismo e l’opera di determinati istituti tipici giova mirabilmente a farci penetrare nella loro intima essenza e nel tempo stesso serve a tracciare le linee generali e coordinatrici di tutto il movimento. Una delle peculiarità più belle e consolanti del movimento cooperativo italiano, ed uno dei fatti che sono meglio messi in luce nelle pagine degli inviati del Museo Sociale, è appunto l’appoggio largo e prudente con cui le varie forme delle cooperative italiane mutuamente si sorreggono. Le casse di risparmio autonome (almeno quelle amministrate con più larghi criteri economici e sociali) devolvono i risparmi non alla compra esclusiva di titoli di debito dello Stato, ma allo sconto di cambiali di commercianti e di agricoltori, fecondando iniziative che altrimenti sarebbero rimaste isterilite. Le casse di risparmio e le banche popolari colla fondazione di cattedre ambulanti di agricoltura provvedono a che la concessione del credito avvenga nelle più propizie condizioni possibili; e l’alleanza delle casse rurali e dell’insegnamento agrario fa sì che intiere plaghe vengano redente e venga aumentato il benessere di migliaia di famiglie agricole. Infine lo sconto delle cambiali e delle note dei lavori compiuti dalle cooperative di produzione e lavoro contribuisce a sorreggere queste nei loro primi passi ed a sottrarre masse enormi di operai dagli artigli degli appaltatori e degli affaristi. Questo il delicato e complesso organismo descritto dal libro degli inviati del Museo Sociale con abbondanza e freschezza di particolari veramente notevoli. Noi ne raccomandiamo vivamente la lettura a quelli che dai recenti avvenimenti fossero rimasti sfiduciati intorno all’avvenire del nostro paese. L’Italia, quando fosse lasciata libera dalle esazioni dei politicanti insediati al Governo e sgravata dal peso delle imposte eccessive, troverebbe in sé stessa tanta vigoria da progredire rapidamente nella via del benessere e della prosperità economica: testimoni gli istituti di previdenza, i quali, soggetti a pesi fiscali ignoti negli altri paesi d’Europa, seppero elevarsi a tal grado Ai perfezione, di originalità e di sapiente coordinamento da eccitare l’ammirazione, non disgiunta da nobile invidia, di stranieri colti ed intelligenti, come gli inviati del Museo Sociale.

 

 

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