Le scuole italiane all’estero. Relazione della Giuria dell’Esposizione Generale in Torino del 1898, con prefazione del dottore Giovanni Gorrini.-Torino, Bocca, 1899
Tipologia : Paragrafi/Articoli
Data pubblicazione : 01/05/1899

Le scuole italiane all’estero. Relazione della Giuria dell’Esposizione Generale in Torino del 1898, con prefazione del dottore Giovanni Gorrini.-Torino, Bocca, 1899

«La Riforma Sociale», maggio 1899, pp. 718-719

 

 

 

Le scuole italiane all’estero formavano uno dei riparti più interessanti e suggestivi della divisione “Italiani all’estero” dell’Esposizione torinese dell’anno scorso. Io non dimenticherò mai la commozione profonda colla quale ho esaminato i lavori dei fanciulli allevati in quelle scuole che tengono alta la fiaccola dell’italianità in terra di stranieri, ed ho fatto scorrere le pagine dei quaderni dove si trovavano espressi sentimenti di vivo affetto verso la patria lontana e saluti ammiranti verso la città donde si iniziò il risorgimento nazionale.

 

 

Fu ottimo pensiero quello del dott. Giovanni Gorrini di pubblicare le relazioni della Giuria incaricata di esaminare quei lavori e di fare le relative proposte di premiazione. In tal modo la Mostra delle scuole italiane, avente per se stessa carattere passeggero, viene ad essere quasi consegnata alla storia in un prezioso documento duraturo.

 

 

Alle Relazioni precede una prefazione del Gorrini, nella quale egli spiega l’intento del volume, dimostra quali siano i doveri dei privati e del Governo verso queste scuole italiane all’estero, ne spiega gli scopi altissimi di conservazione della lingua e della nazionalità italiana fra le colonie antiche del Levante e le nuove dell’America, di mezzo di diffusione dei nostri commerci e di educazione veramente umana, scevra di odii di razza. Indica infine quali siano i bisogni più urgenti delle scuole, la necessità di mutarne in parte l’ordinamento per corrispondere meglio ai bisogni dei varii paesi, e attira l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità assoluta di soccorrere più largamente le nostre scuole dell’Argentina, dove si addensa tanta parte dell’emigrazione nostra.

 

 

Segue la Relazione I della Giuria, la più lunga ed importante, firmata dal medesimo dott. Gorrini e dal dott. Giuseppe Ferreri, direttore del R. Istituto Internazionale italiano di Torino. In questa Relazione, che non è solo uno scarno documento ufficiale, ma una dimostrazione viva e palpitante dell’opera compiuta dalle scuole italiane all’estero, si fa la storia retrospettiva e si delinea l’ordinamento attuale delle scuole sia governative sia sussidiate dal Governo, si danno notizie statistiche sul numero e sulla popolazione delle scuole, si fanno voti per il migliore incremento degli istituti, e finalmente si enumerano tutte le premiazioni concesse, con acconcie motivazioni che valgono a mettere ottimamente in luce i caratteri ed i meriti di ogni scuola premiata.

 

 

Nelle Relazioni II e III, dovute esclusivamente all’opera del Gorrini, il relatore compie un analogo studio rispetto alle scuole italiane nella Repubblica di Trieste. Per non ripetere cose già dette, noteremo soltanto che il relatore ha saputo assai bene ricostruire la storia ed i caratteri delle varie scuole, e fare rilevare l’importanza della lotta sostenuta dai nostri connazionali nell’Argentina a pro degli emigranti poveri ed in pericolo di dimenticare la lingua latina, e nella città di Trieste contro l’invadenza della razza slava che stringe da ogni parte la forte cittadella dell’italianità nell’Impero austriaco.

 

 

Nell’Appendice seguono numerose e bene ordinate Notizie storico-statistiche, colle quali il Gorrini ha voluto quasi ritrarre in un dato momento la condizione complessiva delle singole scuole concorrenti alla Mostra. Noi crediamo che queste notizie possano riuscire utilissime non solo a chi vuole conoscere a fondo l’interessante problema della espansione della cultura italiana all’estero, ma anche alle scuole medesime che potranno trovarvi uno stimolo fecondo ad una nobile gara di emulazione. Questo crediamo possa essere il migliore e più pratico augurio che possa farsi al volume ora recensito: di contribuire, cioè, a moltiplicare ed intensificare quel movimento di educazione e di istruzione italiana nelle colonie nostre, il cui stato attuale esso ha così bellamente descritto.

 

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